Il minatore di Bitcoin ha venduto oltre la metà delle sue partecipazioni

Cango, società mineraria di Bitcoin quotata con il ticker CANG, ha completato la vendita di 4.451 BTC nel corso del weekend, raccogliendo circa 305 milioni di dollari in USDT nell’ambito di un piano finalizzato a ridurre la leva finanziaria e a riposizionare l’attività verso infrastrutture per l’AI.

L’operazione implica un prezzo medio di vendita attorno ai 68.524 dollari per moneta, un livello non distante dai minimi pluriennali registrati dal Bitcoin.

In borsa le azioni di Cango sono rimaste sostanzialmente stabili nella sessione del lunedì, ma segnano una perdita di circa l’83% su base annua.

Cango ha motivato la cessione come parte di una valutazione complessiva delle condizioni di mercato e della strategia aziendale:

“In risposta alle recenti condizioni di mercato, abbiamo effettuato un aggiustamento di tesoreria per rafforzare il bilancio e ridurre la leva finanziaria, il che ci fornisce maggiore capacità per finanziare la nostra espansione strategica nell’infrastruttura di calcolo per l’intelligenza artificiale.”

I proventi della vendita sono stati utilizzati per estinguere un prestito garantito in BTC, migliorando così la posizione finanziaria della società. Dopo l’operazione, Cango detiene ancora 3.645 BTC, valutati complessivamente oltre 250 milioni di dollari secondo dati on-chain.

Strategia verso l’infrastruttura AI

La società ha annunciato l’intenzione di riconvertire parte della sua rete operativa per ospitare unità modulari a base di GPU, distribuite su oltre 40 siti nel mondo, con l’obiettivo di offrire capacità di inferenza AI on-demand a piccole e medie imprese.

La logica alla base della mossa è la crescente domanda di potenza di calcolo per applicazioni di intelligenza artificiale, in particolare per servizi di inferenza, che secondo Cango supera la capacità attuale delle reti elettriche e degli impianti tradizionali. Le unità modulari permettono di scalare più rapidamente l’offerta e di posizionare capacità di calcolo vicino agli utenti finali.

Trend di settore e rischi

Il riposizionamento di Cango si inserisce in un fenomeno più ampio: diversi operatori storicamente focalizzati sul mining di criptovalute stanno riducendo la loro esposizione al mining puro e reindirizzando capitali e infrastrutture verso data center per l’AI e l’alta prestazione computazionale.

Tra gli esempi citati dagli analisti figura Bitfarms, che ha dichiarato l’intenzione di uscire progressivamente dal mining entro il 2027 e di trasformarsi in un fornitore di servizi di calcolo ad alte prestazioni. Anche Bitdeer e Hive Digital stanno esplorando o attuando strategie simili.

Gli analisti di KBW hanno osservato che lo spostamento verso workload di AI è logicamente attrattivo sul piano della domanda, ma hanno anche evidenziato che il percorso di monetizzazione presenta significativi rischi di esecuzione. Questo giudizio ha comportato revisioni al ribasso delle stime e raccomandazioni anche per alcune delle società coinvolte.

I rischi principali includono l’elevato capitale richiesto per l’espansione dei data center, l’intensa competizione su prezzi e capacità, la complessità tecnica nell’implementare servizi di inferenza affidabili e le possibili limitazioni legate alla disponibilità di componentistica GPU e alla capacità delle reti energetiche locali.

Dal punto di vista finanziario, la riduzione della leva mediante la vendita di BTC limita l’esposizione a richiami di margine su prestiti collateralizzati con criptovalute, ma comporta anche il rischio di realizzare vendite in fasi di prezzo depresso, con impatti sul valore patrimoniale della società e, se ripetute a livello settoriale, sul mercato del Bitcoin.

Il passaggio dal mining di criptovalute all’offerta di capacità di calcolo per l’AI rappresenta quindi un’opportunità potenzialmente significativa, ma richiede competenze operative diverse, investimenti consistenti e una chiara strategia commerciale per trasformare la domanda prevista in ricavi sostenibili.