Il podcast sull’esodo Giuliano-Dalmata attraverso gli occhi di una bambina
- 9 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
In occasione del Giorno del Ricordo, istituito per conservare la memoria dei massacri delle foibe, è stato pubblicato La Gita, un podcast che affida a una voce personale e segnate la restituzione di una pagina dolorosa e a lungo trascurata della storia italiana: l’esodo giuliano-dalmata.
Il progetto, distribuito in un’unica uscita composta da sei episodi, è costruito attorno alla testimonianza diretta di Alida, oggi madre dell’autore Alessandro Casale, che all’epoca dei fatti aveva soltanto cinque anni. La narrazione privilegia la parola viva, fragile e insieme potente di chi ha attraversato eventi traumatici in prima persona.
Il progetto e la voce
Alida racconta la sua esperienza a partire da un episodio apparentemente ingenuo: le viene detto che sta per partire per una gita, ma quel viaggio si trasforma in un addio definitivo. Sotto la neve di Pola, con poche casse chiuse in fretta, sale sulla motonave Toscana insieme a decine di migliaia di donne, uomini e bambini costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa e la propria identità.
La voce della protagonista attraversa i bombardamenti, le vicende legate alle foibe, l’armistizio e la repressione esercitata dalla Jugoslavia. Il racconto non si limita alla perdita territoriale o materiale, ma descrive la paura, lo sradicamento e le conseguenze psicologiche che si protraggono negli anni successivi.
Nei sette anni successivi all’esodo, Alida vive in un campo profughi alla periferia di Bergamo, dove l’infanzia si consuma dietro coperte appese a un filo che fungono da pareti improvvisate, e dove una spilla da balia diventa insieme simbolo e chiave di casa in una convivenza forzata fatta di solidarietà e conflitto.
Alida ha dichiarato:
“È un marchio che resta addosso per sempre.”
Contesto storico e significato
Per comprendere pienamente questa esperienza è utile richiamare il contesto geopolitico del primo dopoguerra europeo: la ridefinizione dei confini, le tensioni nazionali e la politica di annessione e repressione che produssero ondate di esodi forzati. Questi eventi hanno avuto ripercussioni durature sulla memoria collettiva italiana e sulla costruzione delle identità locali.
La rievocazione di storie personali come quella di Alida contribuisce a ricostruire un patrimonio di memorie parzialmente cancellate, restituendo dignità alle vittime e fornendo strumenti per il confronto pubblico. L’uso del formato podcast consente inoltre di raggiungere un pubblico ampio e di affiancare alle testimonianze individuali analisi e contestualizzazioni storiche.
Valore sociale e culturale
Il racconto di una famiglia, nella sua dimensione intima, si trasforma così in una memoria collettiva ricostruita passo dopo passo. Il dialogo tra madre e figlio che anima il podcast restituisce voce e dignità a chi ha perso tutto e mostra come radici strappate possano, con il tempo, trovare nuove forme di rinascita altrove.
Oltre al valore testimoniale, iniziative di questo tipo favoriscono la disseminazione della conoscenza storica nelle nuove generazioni, stimolano riflessioni sulle responsabilità delle istituzioni e alimentano un dibattito pubblico che può contribuire a prevenire il ripetersi di violenze e ingiustizie simili.
Il podcast è disponibile sulle applicazioni e sulle principali piattaforme audio, con l’intento di rendere accessibile e fruibile una memoria che riguarda non solo una singola famiglia, ma l’intera comunità nazionale e le relazioni con i paesi limitrofi coinvolti da quegli eventi.