ENS abbandona il Namechain L2 pianificato, citando costi del gas drasticamente più bassi

ENS, il servizio di nomi per Ethereum, ha annullato il progetto di lanciare una soluzione layer-2 previsto nell’ambito dell’aggiornamento ENSv2, optando invece per distribuire un protocollo rinnovato direttamente su Ethereum L1.

La decisione è stata spiegata in un post sul blog dal responsabile tecnico del progetto, nick.eth, che ha indicato come fattori determinanti i recenti miglioramenti nella scalabilità e la forte riduzione dei costi di registrazione.

nick.eth ha dichiarato:

“Semplificando: il livello principale di Ethereum si sta scalando, e lo sta facendo più velocemente di quanto si prevedesse pochi anni fa. L’aggiornamento Fusaka ha aumentato il gas limit a 60 milioni, raddoppiando la capacità rispetto all’inizio del 2025.”

Nel post si sottolinea inoltre che gli sviluppatori core di Ethereum puntano a obiettivi ancora più ambiziosi, con target di gas limit molto superiori attesi nel 2026, ancor prima dell’adozione diffusa di migliorie ZK.

Perché è cambiata la strategia

Inizialmente ENS aveva annunciato a novembre 2024 l’intenzione di realizzare Namechain, una catena layer-2 pensata per rendere più semplice ed economica la registrazione dei nomi mediante rollups. Quel piano rifletteva la visione allora dominante secondo cui le soluzioni layer-2 sarebbero state la via principale per la scalabilità.

Con il rapido miglioramento delle prestazioni di Ethereum L1 e la marcata riduzione dei costi di transazione, il team ha rivalutato la strategia e ha ritenuto più efficace sviluppare la nuova architettura direttamente su L1, mantenendo comunque elevata interoperabilità con L2.

nick.eth ha aggiunto:

“Una scalabilità così significativa del livello principale non era prevista nella roadmap originale, perciò la scelta delle L2 era sembrata la soluzione obbligata. Ora è sensato costruire su L1 poiché la rete ha cambiato prospettiva.”

Impatto sui costi di registrazione

Secondo il team, negli ultimi dodici mesi si è registrata una riduzione dei costi di gas per le registrazioni dell’ordine del 99%, un calo reso possibile dall’insieme di aggiornamenti che hanno aumentato la capacità della rete. L’aggiornamento Fusaka è stato citato come uno dei passaggi chiave che ha permesso di ridurre le commissioni grazie a un più alto gas limit disponibile per blocco.

Questi miglioramenti rendono meno necessario spostare l’intera logica di registrazione su una L2 esclusiva per ottenere risparmi significativi, pur lasciando aperte opzioni ibride per casi d’uso specifici.

Interoperabilità e novità tecniche di ENSv2

Il lavoro di sviluppo continuerà a concentrarsi su ENSv2, che introduce una nuova architettura del registro, un modello di proprietà migliorato, una gestione più chiara delle scadenze dei nomi e la capacità di assegnare un registro dedicato a ciascun nome. Queste modifiche mirano a incrementare sia le performance sia la flessibilità d’uso.

nick.eth ha spiegato:

“La maggior parte degli sforzi ingegneristici è stata dedicata a ENSv2: nuova architettura del registro, miglior modello di proprietà, gestione delle scadenze e la flessibilità derivante dal dare a ogni nome il proprio registro.”

La nuova procedura di registrazione è stata progettata per astrarre la complessità delle transazioni cross-chain, il che facilita l’interoperabilità con le definizioni di nomi su diverse catene layer-2 senza richiedere agli utenti conoscenze tecniche approfondite.

Conseguenze per l’ecosistema e prospettive future

Rimanere su L1 non significa escludere le L2: l’architettura di ENSv2 è pensata per favorire l’interazione tra livelli diversi, permettendo a sviluppatori e utenti di sfruttare soluzioni layer-2 quando offrono vantaggi specifici. Questo approccio ibrido può sostenere una più ampia adozione ed evitare frammentazioni inutili.

Dal punto di vista infrastrutturale, il progressivo aumento dei target di gas limit e l’adozione di tecnologie ZK potranno ulteriormente abbassare i costi e migliorare l’esperienza utente. Per gli operatori delle L2 e per gli sviluppatori di applicazioni decentralizzate, la scelta di ENS rappresenta un segnale della maggiore solidità e capacità espansiva di Ethereum L1.

Nei prossimi mesi il progetto comunicherà aggiornamenti tecnici dettagliati su tempistiche, migrazioni e strumenti messi a disposizione per agevolare l’integrazione con le diverse soluzioni di scaling.

In sintesi, la svolta annunciata da ENS riflette un equilibrio tra i recenti progressi della rete principale di Ethereum e l’esigenza di offrire agli utenti un servizio più efficiente, mantenendo al contempo la porta aperta a soluzioni layer-2 quando saranno opportuni vantaggi aggiuntivi.