CFTC rivede le linee guida: banche trust nazionali ora riconosciute come emittenti di stablecoin

La>Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha rilasciato nuovamente una staff letter per ampliare i criteri che definiscono gli emittenti autorizzati di payment stablecoin, includendo espressamente le national trust banks tra le istituzioni abilitate a creare token ancorati al fiat.

La modifica aggiorna la Staff Letter 25-40, originariamente pubblicata l’8 dicembre 2025, estendendo la definizione di emittente in modo da comprendere le banche fiduciary nazionali, ossia istituti autorizzati a operare in tutti i Stati Uniti.

Le national trust banks non forniscono tipicamente servizi bancari al dettaglio come prestiti o conti correnti; il loro core business comprende servizi di custodia, funzioni di esecutore testamentario e gestione patrimoniale.

Commodity Futures Trading Commission said:

“La Market Participants Division non intendeva escludere le national trust banks come emittenti di payment stablecoin ai fini della Letter 25-40. Pertanto, la divisione sta riemettendo il contenuto della Letter 25-40, con una definizione ampliata di payment stablecoin.”

Cosa caratterizza una national trust bank

Le national trust banks sono strutturate per offrire servizi fiduciari e di amministrazione patrimoniale piuttosto che operazioni di retail banking. Agiscono come custodi di asset, amministratori successori e gestori di patrimoni per clienti istituzionali e privati, godendo di licenze che consentono l’attività su scala nazionale all’interno dei Stati Uniti.

Contesto normativo: il GENIUS Act

La decisione della CFTC si inserisce in un contesto regolamentare nazionale che, dopo l’approvazione del Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins (GENIUS) Act nel luglio 2025 da parte del presidente Donald Trump, punta a definire regole chiare per i stablecoin ancorati al dollaro.

Il GENIUS Act stabilisce un quadro normativo comprensivo per i payment stablecoin denominate in dollari USA, con l’obiettivo di tutelare i consumatori, ridurre i rischi sistemici e favorire l’integrazione dei token nella rete dei pagamenti regolamentati.

La proposta della FDIC per l’emissione bancaria di stablecoin

Nel dicembre 2025 la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) ha proposto un modello normativo che consente alle banche commerciali di emettere stablecoin tramite una controllata soggetta alla vigilanza dell’ente assicurativo sui depositi.

Secondo la proposta, la FDIC valuterebbe la conformità sia della capogruppo sia della controllata rispetto ai requisiti del GENIUS Act. Le condizioni previste includono politiche di rimborso chiare, garanzie patrimoniali adeguate sotto forma di depositi in contanti e titoli governativi a breve termine, nonché una valutazione complessiva della situazione finanziaria degli enti coinvolti.

Il quadro riconosce solo stablecoin sovracollateralizzate con peg 1:1 garantito da depositi in valuta fiat o da titoli governativi a breve termine, mentre esclude dall’ambito regolamentare i stablecoin algoritmici e le versioni sintetiche del dollaro che si basano su meccanismi software o strategie di mercato complesse.

Implicazioni pratiche e politiche

L’inclusione delle national trust banks tra gli emittenti potenziali di payment stablecoin allinea la posizione della CFTC con le iniziative della FDIC e i requisiti del GENIUS Act, creando un percorso regolatorio più coordinato per l’emissione di token ancorati al dollaro.

Dal punto di vista politico e finanziario, questa convergenza normativa mira a favorire l’adozione istituzionale dei stablecoin pur imponendo limiti progettati per mitigare rischi di liquidità, proteggere i risparmiatori e preservare la stabilità del sistema finanziario.

Sul piano operativo, il riconoscimento formale delle national trust banks come potenziali emittenti potrebbe incentivare la creazione di prodotti tokenizzati da parte di soggetti già sottoposti a vigilanza bancaria, aumentando la fiducia degli utenti e la possibilità di integrazione con infrastrutture di pagamento esistenti.

Resta centrale il coordinamento tra le autorità di regolamentazione federali per definire requisiti prudenziali, meccanismi di supervisione e standard di trasparenza che consentano lo sviluppo sostenibile del mercato dei stablecoin nel rispetto dell’interesse pubblico.