Dieci ore al giorno per soli 2 euro a consegna
- 7 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il ritratto emergente dalla ricerca La condizione di lavoro dei rider del food delivery, promossa da Nidil Cgil nazionale e basata su circa 500 questionari raccolti in diverse regioni e in quattro lingue, descrive il lavoro dei rider come un’attività intensa, continuativa e retribuita a cottimo, con implicazioni rilevanti per reddito, salute e sicurezza.
Metodologia e principali risultati
Lo studio ha utilizzato un campione di circa 500 risposte raccolte in italiano, francese, inglese e urdu, con l’obiettivo di fotografare condizioni di lavoro, caratteristiche demografiche e percezione dei rischi tra i lavoratori del food delivery in Italia. I risultati mostrano ritmi di lavoro prolungati, retribuzioni per consegna estremamente basse e la presenza di costi a carico dei lavoratori che riducono significativamente il reddito netto.
Profilo demografico
Nel campione i partecipanti di sesso maschile sono la maggioranza, pari al 91,7%, mentre la fascia d’età tra 21 e 39 anni rappresenta il 63,4% degli intervistati, indicando una forte presenza di giovani adulti nel settore. Un aspetto distintivo è l’elevata componente migrante: quasi un terzo del campione è costituito da cittadini di Paesi extra-UE.
All’interno della quota di lavoratori stranieri, la comunità proveniente dal Pakistan è la più numerosa, coprendo il 25,1% dell’intero campione. Segue una composizione più frammentata con presenze significative da Afghanistan (2,6%), Bangladesh (1,8%), India (1,6%) e Iran (1,2%). Questa distribuzione evidenzia una netta prevalenza di origini dall’Asia meridionale e dall’area mediorientale.
Condizioni di lavoro e retribuzione
Secondo l’analisi, per molti intervistati il lavoro non è un’attività occasionale ma un’occupazione a tempo pieno. I ritmi dichiarati spesso comportano turni prolungati e continuità settimanale, con impatti su orari, vita sociale e sicurezza stradale.
Roberta Turi ha dichiarato:
“Ancora una volta emerge che questo non è un lavoretto, ma è un lavoro vero e proprio per la maggior parte degli intervistati.”
Roberta Turi ha dichiarato:
“I ritmi sono su sei o sette giorni a settimana e spesso raggiungono otto-dieci ore giornaliere.”
I compensi medi per consegna si collocano tra i 2 e i 4 euro lordi, cifra nella quale vengono implicitamente inclusi tempi di attesa e costi operativi, quali carburante e usura dei mezzi, ma non sempre rimborsati dalle piattaforme. La retribuzione a cottimo implica che qualsiasi interruzione o inefficienza ricada direttamente sul reddito del lavoratore.
Salute, sicurezza e protezioni
La ricerca pone attenzione anche agli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro, sottolineando carenze nell’accesso a dispositivi e misure di prevenzione, oltre ai rischi derivanti da lunghe ore in strada e condizioni meteorologiche avverse.
Roberta Turi ha dichiarato:
“Purtroppo i dispositivi di protezione individuali che vengono consegnati dalle piattaforme non sono assolutamente sufficienti.”
Oltre alla limitatezza dei DPI, emergono criticità nella copertura assicurativa, nella tutela contro gli infortuni e nella protezione sociale: molti rider non beneficiano di diritti garantiti ai lavoratori subordinati, con ricadute su pensione, malattia e indennità in caso di incidente.
Implicazioni politiche e possibili interventi
I risultati del rapporto sollevano questioni di politica del lavoro e regolazione delle piattaforme digitali. Tra le possibili azioni indicate dagli osservatori e sindacati figurano l’introduzione di tariffe minime per consegna, la trasparenza nei calcoli delle remunerazioni, controlli più stringenti sull’applicazione delle norme di sicurezza e misure per estendere le tutele sociali ai lavoratori della gig economy.
A livello istituzionale, interventi coordinati potrebbero coinvolgere il legislatore nazionale, l’azione regolatoria dell’Unione Europea e l’attività ispettiva dell’ispettorato del lavoro, oltre a forme di contrattazione collettiva specifiche per il settore. L’obiettivo è bilanciare la flessibilità insita ai modelli platform-based con standard minimi di protezione per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili.
Infine, la composizione fortemente migrante della forza lavoro evidenzia la necessità di politiche integrate che considerino inclusione, accesso a servizi e tutele per i lavoratori stranieri, al fine di ridurre vulnerabilità e sfruttamento all’interno del mercato del food delivery.