La Lega lancia stretta anti-traditori per fermare i cambi di casacca
- 7 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Lega ha annunciato una proposta di legge per modificare l’articolo 67 della Costituzione con l’obiettivo di contrastare i cambi di gruppo parlamentare, fenomeno che nelle ultime legislature ha registrato centinaia di passaggi di collegi e di appartenenza politica.
La mossa arriva dopo alcuni recenti cambi di casacca: all’indomani dell’uscita dall’area di Fratelli d’Italia di Emanuele Pozzolo, l’ex generale Roberto Vannacci risulta aver reclutato due deputati che hanno abbandonato il gruppo della Lega alla Camera, trasferendosi al gruppo Misto: Roberto Sasso ed Edoardo Ziello.
Secondo quanto è emerso, il passaggio è stato preceduto da un emendamento al decreto dedicato all’Ucraina (firmato da tre deputati) che chiedeva di bloccare l’invio di armamenti a Kiev. L’ex generale che ha lasciato la Lega per fondare il movimento Futuro nazionale, eletto come eurodeputato nelle liste della Lega, aveva già abbandonato il partito mentre ricopriva la carica di vice segretario.
La riformulazione proposta dell’articolo 67
Nella proposta di modifica avanzata dal gruppo parlamentare della Lega, l’articolo 67 verrebbe riscritto introducendo un vincolo di mandato: secondo il testo proposto, ogni parlamentare rappresenta la Nazione ed esercita le proprie funzioni con vincolo di mandato; i membri del Parlamento che, all’inizio del mandato o durante la legislatura, aderissero a un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell’elezione decadrebbero dal mandato parlamentare.
L’attuale articolo 67 della Costituzione
Oggi l’articolo 67 della Costituzione sancisce che «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Tale formulazione garantisce ai deputati e ai senatori la libertà di agire secondo la propria coscienza politica e impedisce che vincoli esterni, partitici o elettorali, limitino l’autonomia delle scelte parlamentari.
Implicazioni costituzionali e politiche
Una modifica dell’articolo 67 comporterebbe un intervento di portata costituzionale che richiede il rispetto della procedura prevista per le revisioni: due votazioni nelle due Camere e, in assenza della maggioranza qualificata dei due terzi, la possibilità che si richieda un referendum popolare confermativo. Sul piano politico, l’introduzione del vincolo di mandato mirerebbe a scoraggiare gli spostamenti di gruppo e a stabilizzare le coalizioni, ma solleva questioni sul bilanciamento tra disciplina di partito e rappresentanza degli elettori, nonché potenziali profili di incostituzionalità e contenzioso giudiziario.
Il caso del simbolo
Il nome e il simbolo del neonato movimento Futuro nazionale sono al centro di una disputa sulla titolarità. La questione è stata sollevata da Guido Giacometti, presidente di un’associazione, che ha invitato i collaboratori di Vannacci a evitare l’utilizzo del logo nelle comunicazioni pubbliche e sui canali social.
Dalle visure camerali risulta che il marchio Futuro nazionale sarebbe stato registrato il 25 febbraio 2011 dall’ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Abruzzo Riccardo Mercante, poi deceduto. Il simbolo potrebbe però risultare disponibile qualora il marchio non sia stato rinnovato entro i termini decennali. La vedova dell’intestatario registrato, Marina Caprioni, ha annunciato che verificherà gli sviluppi con il proprio legale e non esclude iniziative giudiziarie.
Marina Caprioni ha detto:
“Sto verificando la situazione con il mio avvocato; in ogni caso la mia famiglia non ha gradito essere associata con un partito tanto lontano da quelle che erano le idee politiche di Riccardo.”
Reazioni politiche
Tra le reazioni interne alla coalizione, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e esponente della Lega, Massimiliano Fedriga, ha definito l’operazione legata a Vannacci una «scommessa» sulla sua capacità di integrarsi nel partito, una scommessa che secondo lui non ha avuto esito positivo.
Massimiliano Fedriga ha detto:
“È stata fatta una scommessa sulla capacità di integrarsi nel partito. Vista la fine, una scommessa persa.”
Inoltre Fedriga ha osservato che, qualora il nuovo movimento volesse poi avvicinarsi alla coalizione di centrodestra, sarebbe necessario valutare caso per caso l’eventuale ingresso, poiché il programma politico ufficiale verrà definito congiuntamente da Lega, FdI e FI e solo chi ne condivide i contenuti dovrebbe essere eventualmente preso in considerazione.
Massimiliano Fedriga ha detto:
“Sarebbe curioso se dopo essere uscito dalla Lega perché ritiene traditi i suoi valori poi voglia allearsi con la coalizione. Il programma lo scriveranno Lega, FdI e FI. Poi chi condivide il programma si dovrà valutare se farlo entrare.”
Il dibattito politico e giuridico che si apre riguarda non solo la tenuta interna dei gruppi parlamentari ma anche la qualità della rappresentanza democratica: qualsiasi intervento di questo tipo avrà ricadute sul funzionamento delle istituzioni, sulla disciplina dei partiti e sulle possibili tutele legali per i singoli eletti.