Il mercato crypto rimbalza dopo il crollo del prezzo di Bitcoin (BTC) al minimo del 2024: Crypto Markets Today

La forte svendita di giovedì ha rappresentato una delle peggiori ondate di liquidazioni nella storia del mercato delle criptovalute: oltre 2,6 miliardi di dollari sono stati cancellati da posizioni con leva mentre Bitcoin (BTC) è precipitato da circa 67.934,76 USD fino a toccare i 60.000 USD, livello più basso dall’ottobre 2024.

Secondo l’indicatore di impulso RSI (relative strength index), lo storno ha collocato Bitcoin tra i terzi episodi storici di maggiore ipervenduto: condizioni di questo tipo hanno in passato anticipato rimbalzi significativi.

Con l’apertura dei mercati in Asia la situazione è parzialmente migliorata: Bitcoin ha recuperato terreno passando dai 60.000 USD a oltre 65.000 USD, mentre Ether (ETH) è risalito da un minimo di circa 1.750 USD a circa 1.920 USD.

Tuttavia il quadro complessivo resta quello di un mercato ribassista: la moneta per la privacy Zcash (ZEC) ha perso il 34% nella settimana, mentre Optimism (OP), Solana (SOL) e lo stesso Ether registrano cali intorno al 30%.

I mercati tradizionali hanno mostrato debolezza analoga negli ultimi giorni: l’indice Nasdaq 100 ha ceduto circa il 6% dal 28 gennaio, e i metalli preziosi come oro e argento hanno segnato ribassi rispettivamente intorno al 12% e al 38% nello stesso periodo.

Posizionamento nei derivati

Il valore complessivo del mercato dei futures sulle criptovalute è sceso sotto la soglia dei 100 miliardi di dollari per la prima volta da marzo 2025, mentre i trader hanno progressivamente ridotto l’esposizione a fronte della caduta dei prezzi e delle conseguenti liquidazioni forzate.

In 24 ore sono state liquidate oltre 2,6 miliardi di dollari in posizioni con leva: di queste, più di 2,10 miliardi di dollari riguardavano posizioni long, a dimostrazione dell’ampia leva rialzista concentrata intorno al supporto psicologico dei 70.000 USD, rottura avvenuta giovedì.

L’open interest (OI) è diminuito per i futures collegati a tutti i principali token, compresi quelli che avevano performato meglio di recente. I tassi di finanziamento annualizzati sui perpetual per token come BTC, SOL, XRP e DOGE sono diventati negativi, suggerendo un aumento della domanda di posizioni ribassiste e potenziali opportunità di arbitraggio mediante strategie reverse cash-and-carry.

La volatilità implicita a 30 giorni annualizzata di Bitcoin è schizzata vicino al 100% nella serata di giovedì, mentre i trader cercavano protezione comprando opzioni put, con alcuni strike fino a 20.000 USD. Successivamente la volatilità si è ritirata sotto il 70%, fenomeno che si è riscontrato anche nelle opzioni su Ether.

Nonostante la riduzione dalla punta, le opzioni put di breve periodo su Bitcoin e Ether continuano a scambiare con un premio di volatilità rispetto alle call di oltre 20 punti, segnale di persistenti preoccupazioni sul ribasso; anche le put a lungo termine risultano più costose.

Le opzioni collegate all’IBIT ETF hanno registrato un picco di attività, con acquisti massicci di put e un aumento della skew a un anno oltre i 25 punti, fenomeno che riflette un premio significativo per la protezione al ribasso e un livello elevato di avversione al rischio tra gli operatori istituzionali e retail.

Evoluzione dei token

Nonostante il sell-off generalizzato, alcuni altcoin hanno mostrato performance contrarian: la moneta incentrata sulla privacy Decred (DCR) è salita del 31% nell’arco di 24 ore, allungando una rally che l’ha portata da circa 17,4 USD a 24,2 USD.

Il token HYPE di HyperLiquid continua a distinguersi relativamente, restando in territorio positivo del 11% nella settimana nonostante una flessione del 4% nelle ultime 24 ore.

XRP è stato uno degli altcoin più volatili: è crollato di oltre il 30% prima di recuperare circa il 21%, con volumi di scambio che hanno superato i 14 miliardi di dollari, un aumento del 143% rispetto alle 24 ore precedenti.

Gli indici settoriali hanno registrato cali: il CoinDesk 20 (CD20) e il CoinDesk 80 (CD80) hanno perso circa il 6% nelle ultime 24 ore, mentre la componente DeFi, misurata dal DeFi Select Index (DFX), ha sottoperformato il mercato con un ribasso superiore al 10%.

L’indicatore di “altcoin season” di CoinMarketCap è sceso a 24/100, rispetto al valore massimo di 32/100 registrato il giorno precedente, suggerendo che gli investitori stanno preferendo asset più difensivi e meno volatili come Bitcoin o stablecoin.

Il rendimento di breve termine delle dinamiche osservate è duplice: da un lato aumenta la probabilità di rimbalzi tecnici visto il grado di ipervenduto; dall’altro la compressione della liquidità e la leva residua comportano rischi di nuovi movimenti estremi, richiedendo una gestione attenta del rischio da parte di fondi, market maker e investitori retail.