Fusioni, joint venture e reti: le pmi venete si alleano per crescere nel 2026
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Newsletter
Nel Veneto e nel Triveneto le operazioni straordinarie stanno diventando una leva strutturale di trasformazione del tessuto imprenditoriale. Fusioni, acquisizioni e alleanze non rappresentano più episodi isolati, ma un fenomeno in continua crescita, che racconta il bisogno crescente di integrazione lungo le filiere quale leva per una crescita di lungo periodo.
Il 2024 aveva già offerto una fotografia chiara, con 155 operazioni di M&A in Veneto, pari a oltre il 10% del totale nazionale (report Market Watch Veneto di Banca Ifis). Il trend è stato confermato nel 2025, con 103 operazioni nel primo semestre, su un totale nazionale di 561 deal. Numeri che mostrano una pipeline continua e una propensione all’aggregazione che non rallenta, ma si distribuisce lungo l’anno, segnalando una trasformazione strutturale più che congiunturale.
Il fenomeno interessa molte delle filiere strategiche del Nord Est, come la manifattura, l’aerospazio (filiera RIR Aerospazio), i servizi B2B, l’agritech e riflette la tendenza sempre più consolidata da parte di imprese solide, medio-piccole, che scelgono di crescere per integrazione piuttosto che per semplice espansione organica.
A spingere queste alleanze strategiche concorrono diversi fattori tra cui il passaggio generazionale, che apre a soluzioni di continuità industriale; le strategie di buy-and-build, in particolare nei settori a maggiore specializzazione e l’internazionalizzazione come necessità competitiva.
Per rendere davvero efficaci queste operazioni, però, non basta aggregarsi. Come sottolineano gli advisor, fusioni, joint venture e partnership richiedono un intenso lavoro preparatorio, che va ben oltre la firma di un accordo.
«Alla luce di questo scenario in rapida evoluzione è necessario un insieme articolato di attività per favorire l’integrazione sotto il profilo finanziario, gestionale e organizzativo», spiega Dario Lenarduzzi, partner dello Studio Alcor, realtà padovana attiva da oltre quarant’anni nella consulenza aziendale, societaria e tributaria. «Joint venture e partnership possono rappresentare straordinarie opportunità di sviluppo solo se accompagnate da un lavoro approfondito e meticoloso sui modelli di governance, sui sistemi di controllo e sulla disciplina dei rapporti tra i soci».
Secondo Lenarduzzi, che si occupa nello Studio della Divisione Corporate & Finance, la crescente complessità di queste operazioni impone alle imprese un ripensamento degli assetti interni. «Diventa indispensabile rivedere gli equilibri decisionali, definire con precisione deleghe e responsabilità e dotarsi di sistemi di gestione e controllo adeguati. Governance e regole non sono aspetti formali, ma strumenti essenziali per prevenire conflitti e garantire la sostenibilità dell’alleanza nel tempo».
Il ruolo del professionista diventa quindi centrale nel percorso di aggregazione. «Il commercialista affianca le imprese nella scelta della struttura più adatta, nella valutazione dei rischi e nell’individuazione delle reali opportunità. Disciplinare in modo chiaro i rapporti tra i soci è fondamentale per costruire accordi solidi, coerenti e sostenibili nel medio-lungo periodo, così come gestire le tematiche della sostenibilità», conclude Lenarduzzi.