Stellantis, 22,2 miliardi di oneri per il drastico cambio di strategia sull’elettrico
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Stellantis ha annunciato una consistente svalutazione legata al riposizionamento strategico del gruppo, con oneri previsti per circa 22,2 miliardi di euro nel 2025 e una perdita netta attesa tra 19 e 21 miliardi, che determinerà l’assenza di distribuzione dei dividendi per l’esercizio.
La revisione strategica — che sposta il focus da una politica strettamente incentrata sull’elettrico a un approccio più diversificato — comporta la cancellazione di modelli e programmi ritenuti privi di prospettiva economica e la conseguente possibile svalutazione di attività. L’azienda aveva già segnalato la possibilità di oneri straordinari in occasione dei risultati del terzo trimestre.
Antonio Filosa ha dichiarato:
“La reimpostazione che abbiamo annunciato si inquadra nel percorso avviato per tornare a porre i clienti come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, oltre che l’impatto delle criticità pregresse.”
Il gruppo ha inoltre comunicato che, in parallelo allo sviluppo del nuovo piano industriale che sarà presentato agli investitori a maggio, non distribuirà dividendi per il 2025 a fronte della perdita prevista.
Tra le operazioni correlate alla ristrutturazione, Stellantis ha annunciato la cessione della quota del 49% in Nextstar Energy — impianto per la produzione di batterie in Canada — a LG Energy. Per il quarto trimestre 2025 il gruppo stima consegne consolidate pari a 1,5 milioni di unità, in aumento del 9% su base annua, con un contributo trainante dal Nord America (+43%).
La crescita delle consegne è stata registrata anche in Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina, India e Asia-Pacifico. Tali progressi sono stati parzialmente controbilanciati da un calo delle consegne nell’Europa allargata (-4% su base annua, pari a 26mila unità in meno), dovuto a una contrazione del mercato dei veicoli commerciali leggeri e a pressioni competitive crescenti.
Contesto normativo e ricadute sul mercato
Il contesto regolatorio è cambiato in modo significativo negli ultimi mesi e ha inciso sulle valutazioni strategiche delle case automobilistiche. In Europa si è aperta la possibilità di percorsi più graduali per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni sul territorio dell’Unione. Negli Stati Uniti, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha eliminato il credito d’imposta federale di 7.500 dollari per gli acquirenti di veicoli elettrici e ha ridotto gli ambiziosi standard CAFE sull’efficienza dei carburanti, ridimensionando anche alcune sanzioni legate agli sforamenti di tali standard.
Questi mutamenti regolatori hanno modificato le prospettive di domanda e la redditività attesa per alcuni prodotti, spingendo produttori globali a rivedere piani di investimento e pipeline prodotto.
In questo contesto, altri grandi produttori con rilevante esposizione al mercato statunitense hanno annunciato svalutazioni analoghe: Gm ha comunicato a inizio ottobre ulteriori oneri straordinari per circa 6 miliardi, portando l’impatto complessivo a 7,6 miliardi considerando correzioni precedenti, mentre Ford aveva già stimato svalutazioni per complessivi 19,5 miliardi, articolate su più trimestri.
Risultati semestrali e prospettive finanziarie
Nel secondo semestre del 2025 Stellantis ha registrato un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale rispetto alla prima metà dell’anno, in linea con l’ultima guidance pubblicata dalla società.
Per il 2026 il gruppo ha avviato nuove indicazioni di massima: i ricavi netti sono attesi in aumento a tassi a una cifra nella fascia media (mid-single digit), il margine AOI è previsto in una percentuale nella fascia bassa di una cifra (low-single digit) e il IFCF dovrebbe migliorare anno su anno, con l’obiettivo di tornare positivo nel 2027. Le stime tengono conto di oneri da dazi netti pari a 1,6 miliardi di euro (a fronte di 1,2 miliardi stimati per il 2025).
Dal punto di vista finanziario e industriale, la cessione della partecipazione in Nextstar Energy a LG Energy rappresenta un passo volto a ridurre l’esposizione agli investimenti diretti nella catena di approvvigionamento delle batterie e a consolidare relazioni di fornitura con partner specializzati, alleggerendo così l’onere di capitale del gruppo.
La rimodulazione della gamma e la cancellazione di programmi avranno impatti operativi e occupazionali che richiederanno gestione attenta da parte della direzione e dialogo con le istituzioni locali. Sul piano finanziario, la riorganizzazione mira a migliorare la redditività e la generazione di cassa nel medio termine, ma comporta un periodo di aggiustamento che sarà monitorato dagli investitori in vista della presentazione del nuovo piano industriale.
L’evoluzione regolatoria e le scelte strategiche dei principali gruppi automobilistici continueranno a determinare una fase di intensa trasformazione del settore, con effetti sulla concorrenza, sugli investimenti in elettrificazione e sulle catene di fornitura globali.