Gli etf su Bitcoin restano impassibili mentre BTC perde il 40%, dice Eric Balchunas di Bloomberg

Negli ultimi sviluppi, gli investitori in ETF stanno mostrando una resistenza superiore alle attese durante il recente ribasso del Bitcoin, suggerendo che l’introduzione di strumenti quotati abbia modificato la dinamica delle vendite sul mercato delle criptovalute.

Contesto e dati principali

Il Bitcoin ha registrato una flessione superiore al 40% rispetto ai massimi recenti, una contrazione che in passato ha spesso scosso mercati crypto caratterizzati da una forte presenza di piccoli investitori al dettaglio.

Nello stesso arco temporale, solo il 6,6% delle attività complessive detenute dagli ETF Bitcoin è affluita verso l’uscita, un dato che indica una tenuta significativa del capitale in questi veicoli.

Queste osservazioni emergono da un’analisi condotta da Bloomberg Intelligence e illustrate dal senior analyst specializzato in ETF, Eric Balchunas, durante un’intervista a un programma di mercato dedicato.

Perché gli investitori in ETF stanno resistendo

Secondo l’analisi, gli acquirenti di ETF sono strutturalmente diversi dai trader nativi delle criptovalute: tendono ad inserire il Bitcoin come una piccola componente di portafoglio, non come posizione principale.

Molti gestori e investitori retail inseriscono il Bitcoin come una allocazione di rischio limitata — spesso definita come “1%–2% di piccole esposizioni” accanto a azioni e obbligazioni — piuttosto che considerarlo un’attività core.

Questa composizione di portafoglio ha inoltre beneficiato dei recenti rialzi sui mercati azionari, fornendo un cuscinetto psicologico che attenua l’effetto di perdite nel comparto crypto.

Eric Balchunas said:

“For now, the ETF boomers have really come through.”

In termini pratici, gli investitori abituati a cicli di mercato tradizionali tendono a mantenere le posizioni anche durante forti oscillazioni dei prezzi, riducendo la pressione immediata di vendita sugli ETF rispetto a mercati dominati da trader altamente leveraged.

Il confronto con i partecipanti “crypto-native”

La stessa flessione dei prezzi può generare reazioni molto diverse a seconda della composizione degli investitori: chi detiene elevate percentuali di Bitcoin è esposto a conseguenze più severe e a decisioni dettate da necessità di liquidità o da leva finanziaria.

Gli operatori con leve importanti e i detentori di lunga data, spesso immersi esclusivamente nel mercato crypto, possono trovarsi in una situazione che Balchunas ha descritto come una sorta di “modalità crisi esistenziale”, contribuendo in alcuni casi alla pressione di vendita.

Parallelismi storici: gli ETF sull’oro

Un utile punto di riferimento arriva dall’esperienza degli ETF sull’oro. Circa un decennio fa, gli ETF legati all’oro subirono una perdita dell’ordine del 40% in sei mesi e, in quell’occasione, circa un terzo delle attività totali uscirono dai fondi.

Nonostante la significativa riduzione iniziale, gli ETF sull’oro riuscirono in seguito a ricostruire masse importanti e oggi detengono asset su livelli molto superiori rispetto al periodo della crisi, dimostrando che i deflussi possono invertire la tendenza nel medio-lungo termine.

Prima della recente ondata di vendite, gli ETF Bitcoin avevano brevemente raggiunto dimensioni paragonabili a quelle degli ETF sull’oro, evidenziando come i flussi possano rispondere in modo ciclico e non lineare.

Prospettive e implicazioni per il futuro

È probabile che la volatilità persista, ma la presenza di ETF potrebbe contribuire a ancorare il Bitcoin nel panorama della finanza tradizionale. Strutture come quelle degli ETF facilitano l’integrazione dell’asset in portafogli bilanciati, affiancando azioni, obbligazioni e materie prime.

Eric Balchunas said:

“Volatility is the cost of the returns.”

Nella prospettiva storica citata dall’analista, il Bitcoin ha attraversato più di un decennio caratterizzato da ripetute riprese fino a nuovi massimi dopo forti ribassi, suggerendo che i cali profondi non necessariamente precludono successive fasi di crescita.

Eric Balchunas said:

“A selloff doesn’t mean the end. It just means it’s a selloff.”

Dal punto di vista operativo, la presenza degli ETF introduce meccanismi di custodia, procedure di creazione/redemption e partecipazione di intermediari regolamentati, elementi che possono incrementare la liquidità e la trasparenza, ma che non eliminano la natura intrinsecamente volatile dell’asset.

Per gli investitori istituzionali e per i portafogli retail più conservativi, il Bitcoin oggi rappresenta una classe di investimento accessibile senza dover passare per exchange non regolamentati, con impatti potenziali su allocazioni strategiche, gestione del rischio e requisiti normativi futuri.

In sintesi, il recente sell-off ha messo alla prova la resilienza degli strumenti quotati, ma i dati finora indicano che gli ETF possono contribuire a stabilizzare parte della domanda, mentre la natura ciclica dei mercati rende probabili sia ulteriori oscillazioni sia possibili fasi di ricostruzione dei flussi nel medio termine.