Per il Credem utile netto record di 621 milioni nel 2025

Credem ha chiuso il 2025 con un utile netto pari a 621,5 milioni di euro, segnando una crescita dello 0,2% rispetto all’esercizio precedente; al netto del beneficio straordinario di 98,6 milioni derivante dalla cessione delle attività di merchant acquiring, l’utile si attesta a 522,8 milioni.

Il margine di intermediazione si è posizionato a 1,8 miliardi di euro, in flessione del 7,3% rispetto al 31 dicembre 2024. All’interno di questo aggregato il margine finanziario è sceso a 973,9 milioni (da 1.119,5 milioni, -13%), mentre il margine da servizi si è mantenuto sostanzialmente stabile a 909,6 milioni (-0,4%).

I costi operativi hanno raggiunto 934,2 milioni di euro, in aumento del 3,4%, portando il rapporto cost/income al 49,6% rispetto al 44,5% di fine 2024.

Il consiglio ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,75 euro per azione, corrispondente a una cedola del 4,7% calcolata sul valore corrente del titolo. I prestiti alla clientela sono saliti a 37,7 miliardi di euro (+3,6% su base annua) e la banca ha acquisito oltre 181 mila nuovi clienti.

La raccolta complessiva da clientela è pari a 114,1 miliardi, con un incremento dell’8,4% rispetto all’esercizio precedente. Il rapporto tra impieghi problematici lordi e impieghi lordi si è attestato all’1,61%, inferiore alla media delle banche significative italiane (2,42%) e a quella delle banche europee (2,22%). I crediti deteriorati netti incidono per lo 0,67% sugli impieghi netti e il costo del credito annualizzato è stato di 13 punti base.

Al 31 dicembre 2025 il Common Equity Tier 1 Ratio consolidato del gruppo era pari al 16,99%, mentre il Common Equity Tier 1 Ratio di Vigilanza risultava al 15,82%, ben al di sopra del requisito minimo indicato dalla Bce (8,55%) che include anche il buffer addizionale di rischio sistemico SyRB introdotto dalla Banca d’Italia.

Dati patrimoniali e significato dei principali indicatori

Un CET1 così elevato indica una solida capacità patrimoniale di assorbire shock economici e finanziari, offrendo margine operativo per distribuire dividendi e sostenere l’attività creditizia. Il buffer SyRB è uno strumento macroprudenziale che la Banca d’Italia applica per contrastare rischi sistemici e preservare la stabilità del sistema bancario nazionale.

La differenza tra l’utile comprensivo del plusvalore dalla cessione delle attività di merchant acquiring e il risultato ordinario mostra come parte della performance 2025 sia stata influenzata da elementi non ricorrenti. L’aumento del cost/income riflette invece una dinamica di costi operativi che ha più che compensato il calo dei ricavi da intermediazione; tale andamento richiede attenzione nella gestione dei costi e nelle scelte di investimento strategico.

Prospettive e strategia

Stefano Morellini ha dichiarato:

“Chiudiamo un 2025 eccellente, che conferma la capacità del nostro Gruppo di generare valore con costanza, indipendentemente dai cicli di mercato. La nostra strategia, unita alla diversificazione delle fonti di ricavo, ci permette di guardare al futuro con fiducia, pronti a continuare a sostenere famiglie e imprese nelle sfide della transizione economica e digitale, mantenendo sempre al centro la creazione di valore e benessere per tutti i nostri stakeholder.”

Stefano Morellini ha aggiunto:

“Guardando al 2026, pur in un contesto macroeconomico che richiede prudenza, siamo pronti a fare la nostra parte per continuare a sostenere il tessuto economico e sociale mantenendo al centro l’ascolto del cliente, la valorizzazione delle persone e la costante ricerca dell’eccellenza nel livello di servizio.”

La banca evidenzia quindi un orientamento verso la crescita sostenibile, un mix tra gestione prudente del rischio e investimenti in servizi digitali e operativi. L’incremento della base clienti e la progressione dei volumi di impiego suggeriscono un’espansione commerciale che, se accompagnata dal controllo dei costi, può sostenere la redditività futura.

In prospettiva, rileva l’importanza di monitorare l’evoluzione dei tassi d’interesse, la qualità del credito e l’impatto di eventuali operazioni straordinarie sul conto economico, elementi che influiranno sulla capacità del gruppo di mantenere i livelli di dividendo e la solidità patrimoniale.



Author: Tony
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