La probabilità che Bitcoin torni a 90.000 dollari entro marzo è remota
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso sotto i $63.000, segnando il minimo più basso da novembre 2024, mentre dati del mercato del lavoro statunitense più deboli e timori legati agli investimenti nel settore dell’AI hanno aumentato l’avversione al rischio tra gli investitori.
Da un tentativo fallito di superare i $90.500 il 28 gennaio, BTC ha perso circa il 30%, alimentando il pessimismo sui possibili rimbalzi a brevissimo termine.
Il mercato delle opzioni riflette un ridotto ottimismo sui grandi rialzi: sulla piattaforma Deribit il diritto di acquistare Bitcoin a $90.000 con scadenza il 27 marzo è stato negoziato a $522, valore che, applicando modelli di valutazione standard, indica una probabilità inferiore al 6% di raggiungere quella soglia entro fine marzo.
Allo stesso orizzonte temporale, l’opzione di vendita (put) per $50.000 è stata scambiata a $1.380, suggerendo che il mercato valuta la possibilità di una correzione più profonda con una probabilità vicina al 20%.
Tra i fattori strutturali citati dagli operatori emergono sia i timori legati allo sviluppo della computazione quantistica — potenziale minaccia per la sicurezza delle chiavi private — sia il rischio di liquidazioni forzate da parte di società che hanno accumulato riserve in Bitcoin finanziandosi con debito o equity.
Christopher Wood, responsabile globale della strategia azionaria presso Jefferies, ha dichiarato di aver rimosso un’esposizione ipotetica del 10% in Bitcoin dal suo portafoglio modello, citando il rischio legato all’evoluzione dei computer quantistici.
Alcune società quotate con rilevanti riserve on‑chain hanno visto ridimensionare il loro valore d’impresa rispetto al costo di acquisizione delle riserve in BTC. Ad esempio, la più grande tra queste, MicroStrategy (MSTR), ha registrato una capitalizzazione che si è momentaneamente attestata sotto il costo di carico delle sue partecipazioni.
Simili discrepanze si sono osservate in aziende come Metaplanet, dove il valore di mercato è inferiore al prezzo pagato per l’acquisizione delle riserve in Bitcoin, aumentando il rischio che vendite per coprire obblighi finanziari possano esercitare ulteriore pressione al ribasso sul prezzo.
La crescente avversione al rischio non ha risparmiato altri asset: ad esempio il Silver ha registrato un calo settimanale molto pronunciato dopo aver toccato un massimo storico alla fine di gennaio, mentre numerose società tecnologiche quotate hanno evidenziato perdite rilevanti nei medesimi giorni.
Per fare alcuni esempi, i movimenti di prezzo di Thomson Reuters, PayPal, Robinhood e Applovin mostrano perdite paragonabili a quelle registrate da Bitcoin nell’arco della stessa settimana, suggerendo una dinamica di rischio sistemico su segmenti di mercato ad alta capitalizzazione.
Nel contesto macroeconomico, un aumento delle comunicazioni sulle ristrutturazioni del personale e sul deterioramento delle condizioni occupazionali ha contribuito ad aumentare la cautela degli investitori, rendendo più difficile qualsiasi narrativa di ripresa immediata per gli asset più speculativi.
Spese in conto capitale nel settore tecnologico e impatto sull’AI
La prospettiva di un massiccio aumento degli investimenti in infrastrutture per l’AI ha generato aspettative contrastanti: da un lato si intravede il potenziale di crescita a lungo termine, dall’altro sorgono dubbi sui tempi di ritorno degli investimenti e sui colli di bottiglia nella catena di fornitura.
Ad esempio, società come Google hanno annunciato stime di spesa in conto capitale nettamente superiori rispetto all’anno precedente, mentre produttori di componentistica e semiconduttori come Qualcomm hanno rivisto al ribasso le proprie previsioni operative, menzionando il riallocamento delle capacità produttive verso memorie ad alta larghezza di banda destinate ai data center.
Gli operatori di mercato vedono quindi un allungamento dei tempi di monetizzazione degli investimenti in AI, complicato da vincoli energetici, carenze di chip di memoria e crescente concorrenza per le risorse chiave.
Prospettive per il prezzo di Bitcoin
La discesa fino a circa $62.300 riflette in larga parte incertezza su crescita economica e mercato del lavoro negli Stati Uniti, rendendo meno probabile nel breve periodo un ritorno rapido verso livelli di prezzo superiori, come $90.000, secondo le attuali valutazioni delle opzioni.
Il mercato rimane pertanto condizionato sia da fattori macro che da rischi specifici del settore tecnologico e dell’infrastruttura finanziaria delle società che detengono riserve in Bitcoin. Monitorare liquidità, leva finanziaria e indicatori di rischio sistemico sarà cruciale per valutare la tenuta del mercato nei prossimi mesi.
Avvertenza sugli investimenti
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