Bitcoin in picchiata verso i 65.000 dollari, destinato al peggior calo dal crollo di FTX

Bitcoin è precipitato sotto i 66.000 dollari nel primo pomeriggio durante le contrattazioni statunitensi, intensificando la vendita che ha caratterizzato la settimana dei mercati crypto. Nelle ultime 24 ore la criptovaluta ha registrato una flessione superiore al 10%, toccando un minimo intraday vicino ai 65.156 dollari, il livello più basso dall’ottobre 2024 e inferiore al picco registrato nel 2021.

La giornata del 5 febbraio potrebbe entrare tra le peggiori per la storia di Bitcoin: con il calo registrato è in corso la sua contrazione giornaliera più marcata — oltre il 10% — dal 8 novembre 2022, quando il crollo dell’exchange FTX aveva portato il prezzo sotto i 16.000 dollari con una discesa del 14,3% in un solo giorno.

La pressione di vendita non ha risparmiato altre asset class. L’argento è crollato attorno al 15% nel corso della giornata ed è ora quasi il 40% sotto il massimo storico raggiunto solo una settimana prima. Anche l’oro ha registrato una flessione, superiore al 2,8%, pur con una perdita meno accentuata rispetto all’argento; resta comunque sui livelli inferiori rispetto al picco dello scorso periodo.

Il settore tecnologico, spesso correlato ai movimenti di Bitcoin, ha anch’esso subito vendite: l’ETF tematico IGV (iShares Expanded Tech‑Software) è sceso di oltre il 3% e mostra un calo anno‑su‑anno significativo. Gli indici principali, come il S&P 500 e il Nasdaq, hanno frenato anch’essi, segnando riduzioni intorno all’1% nel corso della seduta.

Le azioni delle società legate al mondo crypto non sono state risparmiate: titoli come Coinbase, Galaxy, MicroStrategy e BitMine hanno registrato ribassi superiori al 10%. Anche numerosi miner, tra cui Bitfarms, CleanSpark, Hut 8 e Mara, hanno accusato perdite analoghe, riflettendo la correlazione tra prezzo delle criptovalute e fondamentali delle società del settore.

Adrian Fritz ha commentato il movimento dei mercati dicendo:

“One big factor is just very thin liquidity. If there is a bit of a sell pressure, it usually triggers a lot of liquidations.”

In un contesto di mercato fragile, con libri ordini poco profondi, anche movimenti di vendita relativamente modesti possono amplificarsi: la caduta dei prezzi innesca liquidazioni forzate (le cosiddette margin calls), che a loro volta alimentano ulteriori vendite, creando un effetto a catena. Questo meccanismo è particolarmente rilevante in mercati dove la leva finanziaria è diffusa.

Adrian Fritz ha inoltre osservato:

“There’s still no signal that we bottomed out. I think it’s too early. There’s no confirmed turnaround.”

Fritz ha indicato la media mobile a 200 giorni come livello di supporto chiave da monitorare, attualmente collocata nella fascia compresa tra i 58.000 e i 60.000 dollari. Questo valore coincide approssimativamente con il cosiddetto “realized price” di Bitcoin, ossia il costo medio effettivo sostenuto da tutti i detentori di BTC sul mercato: molti analisti vedono in questa misura un possibile sostegno pluriennale in caso di ulteriori ribassi.

Altcoin in forte contrazione

Il ribasso di Bitcoin è stato accompagnato da un tracollo ancora più pronunciato delle altcoin. Quasi tutti gli indici di mercato per token alternativi e memecoin hanno segnato perdite superiori al 10% nelle ultime 24 ore, con molte monete a grande capitalizzazione in territorio negativo a doppia cifra.

Tra i grandi nomi, XRP ha sottoperformato la maggior parte degli altri crypto, registrando un calo vicino al 19% nello stesso arco temporale. Secondo gli analisti tecnici, per XRP mancano livelli di supporto significativi a breve termine, condizione che può acuire le oscillazioni in fasi di forte stress di mercato.

Il deterioramento dei prezzi delle altcoin solleva dubbi sulla resilienza della domanda speculativa e sulla capacità degli investitori retail e istituzionali di assorbire shock repentini senza ricorrere a vendite forzate. In particolare, le posizioni con leva su token illiquidi possono essere soggette a movimenti estremi di prezzo.

Implicazioni per investitori e mercato

Per gli operatori e gli investitori, la situazione richiede una valutazione attenta del profilo di rischio: la profondità del mercato, la presenza di leva finanziaria e la concentrazione delle posizioni sono fattori che possono amplificare le perdite. Le istituzioni che gestiscono portafogli crypto devono considerare strategie di gestione del rischio come lo stop‑loss, la diversificazione e la limitazione dell’esposizione tramite prodotti regolamentati.

Dal punto di vista macro, forti movimenti nei mercati digitali possono avere ricadute sui titoli correlati, sugli ETF tematici e, in misura più limitata, sul sentiment degli investitori nei mercati azionari più ampi. Le autorità di vigilanza e gli intermediari monitorano queste dinamiche per valutare eventuali rischi sistemici, soprattutto se la volatilità dovesse estendersi nel tempo.

In assenza di segnali tecnici chiari di inversione, molti osservatori ritengono prudente attendere la stabilizzazione dei volumi e la ricomposizione dei libri ordini prima di considerare rientri significativi nel mercato. Il livello intorno alla media mobile a 200 giorni e al realized price rimane il riferimento principale per individuare possibili aree di supporto duraturo.