Mediaset chiede 160 milioni a Corona: richiesta record per danni da diffamazione

Centosessanta milioni di euro: Mediaset e Mfe – Mediaforeurope hanno avviato un’azione civile contro Fabrizio Corona, sostenendo che il format denominato «Falsissimo» avrebbe costruito sistematicamente un racconto fatto di menzogne, attacchi personali e diffamazione finalizzati a generare ricavi nell’economia digitale.

Il conflitto è iniziato con attacchi rivolti a Alfonso Signorini e successivamente si è esteso fino a coinvolgere accuse dirette nei confronti dello stesso gruppo Mediaset, con ripercussioni sulla reputazione di volti noti dell’azienda.

Mediaset ha detto:

«Violenza verbale inaudita, falsità consapevoli e un meccanismo organizzato volto a trasformare l’attenzione in profitto, a scapito della reputazione altrui.»

Dalla sede di Cologno Monzese spiegano che il problema non sarebbe tanto il singolo contenuto, bensì un modello comunicativo che sfrutta l’attenzione come valuta e riduce in secondo piano la tutela delle persone coinvolte.

Dettagli della richiesta risarcitoria

Il gruppo ha aggiunto:

«I singoli soggetti lesi, insieme a Mediaset e Mfe-Mediaforeurope, hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. Il Gruppo si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti.»

Ai procedimenti civili si sono uniti, oltre al Gruppo, i soggetti che si ritengono danneggiati: Pier Silvio, Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.

La replica di Fabrizio Corona

La giornata si è aperta con la risposta di Fabrizio Corona, che tramite il suo legale Ivano Chiesa ha annunciato l’intenzione di presentare a sua volta denunce nei confronti del gruppo televisivo, sostenendo violazioni di natura diversa rispetto a quelle contestate dal Gruppo.

Fabrizio Corona, tramite il suo legale, ha dichiarato:

«Ho deciso di denunciare Mediaset per tentata estorsione: la società avrebbe inviato comunicazioni ai gestori di locali pubblici chiedendo di presidiare i comportamenti degli ospiti durante eventi, con riferimenti riconducibili alla mia persona anche se il nome non comparirebbe esplicitamente.»

Prospettive legali e impatto reputazionale

La controversia apre scenari sia sul piano civile sia su quello penale: le azioni risarcitorie mirano a quantificare danni reputazionali e patrimoniali, mentre eventuali denunce per condotte illecite potrebbero originare procedimenti di natura diversa. In entrambi i casi la questione centrale sarà la prova del carattere intenzionale e sistematico delle affermazioni contestate.

Nel contesto giudiziario italiano, le cause per diffamazione e danno d’immagine richiedono l’esame di elementi come la ripetitività delle affermazioni, la loro diffusione su piattaforme digitali e l’effettivo nesso causale con il danno subito. Le imprese mediatiche tendono a tutelare la propria reputazione anche attraverso richieste risarcitorie rilevanti, con l’obiettivo di scoraggiare pratiche che alimentano disinformazione e attacchi personali.

Dal punto di vista giuridico, il procedimento potrà prevedere richieste di provvedimenti d’urgenza, scambi probatori e perizie tecniche per valutare l’impatto economico e morale delle condotte contestate. L’esito della causa potrebbe costituire un precedente significativo per controversie analoghe nel panorama digitale italiano.

A livello più ampio, la vicenda solleva riflessioni sulle politiche di moderazione dei contenuti, sulle responsabilità degli autori e delle piattaforme che amplificano messaggi potenzialmente lesivi, e sull’equilibrio tra libertà di espressione e tutela della reputazione personale e aziendale.

I prossimi sviluppi processuali dipenderanno dalle mosse delle parti in sede civile e penale: entrambe le parti si riservano di presentare prove e memorie, e i tribunali dovranno valutare la fondatezza delle accuse per determinare eventuali risarcimenti o altre misure.



Author: Tony
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