Svendita in accelerazione: liquidazioni esplodono e la paura sui mercati crypto raggiunge livelli estremi
- 5 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin e Ether hanno esteso le perdite nelle ultime 24 ore, scendendo entrambe di oltre il 7% e trascinando con sé l’intero mercato delle criptovalute. L’indice Fear and Greed è scivolato fino a 11, il livello più basso registrato nel corso dell’anno, segnalando un sentiment estremamente ribassista.
Alex Kupsikevich ha dichiarato:
“Bitcoin è tornato in una fascia che era stata una forte resistenza tra marzo e ottobre 2024, il che spiega l’interesse attuale dei ‘cacciatori di occasioni’. Se confrontiamo questa fase con analoghi momenti del ciclo di mercato, una similare ondata di vendite di maggio 2022 si concluse con una fase di consolidamento attorno a un livello per circa un mese, seguita poi da una discesa più profonda.”
Secondo l’analisi di mercato di Bitget, le vendite sui derivati e le posizioni leva hanno amplificato le discese, comprimendo l’azione dei prezzi. Inoltre, venti macro e di sentiment — tra cui reazioni di risk-off legate a incertezze geopolitiche e sui tassi d’interesse — hanno ridotto l’appetito per asset ad alta volatilità.
La volatilità del petrolio è rimasta elevata, con i mercati che prezzano il rischio di un’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Un’impennata del prezzo del greggio potrebbe imprimere pressioni inflazionistiche su scala globale, complicando ulteriormente le prospettive per i rialzisti delle criptovalute.
Posizionamento sui derivati
Il mercato dei futures sulle criptovalute ha continuato a registrare deflussi di capitale: l’open interest cumulativo è sceso fino a circa $103 miliardi, mentre molte posizioni a leva sono state chiuse forzatamente per carenza di margine.
Nelle ultime 24 ore oltre $800 milioni di scommesse in leva sono state liquidate sugli exchange centralizzati; questa cifra potrebbe aumentare sensibilmente dopo il calo di Bitcoin al di sotto del supporto chiave a $70.000. Nonostante le liquidazioni, i future a 90 giorni su bitcoin risultano ancora scambiati con un premio rispetto al prezzo spot: storicamente i mercati ribassisti tendono a trovare il fondo quando questo premio scompare.
L’open interest si è concentrato in alcuni token selezionati: XAUT, LINK, TRX e PEPE hanno mostrato incrementi. I tassi di funding perpetui annualizzati per diverse altcoin sono diventati negativi, segnale di una crescente domanda di posizioni ribassiste, fenomeno tipico di una fase discendente.
Le opzioni su Deribit riflettono un picco di paura: put a breve termine su bitcoin e ether vengono scambiate con premi superiori a quelli delle call. Le strategie ribassiste come i put spread continuano a dominare i flussi in blocco, ovvero le grandi operazioni negoziate privatamente over-the-counter.
Andamento dei token
Durante le sessioni asiatiche ed europee il mercato delle altcoin ha seguito la caduta di bitcoin, con perdite estese soprattutto tra le privacy coin. Monero e Zcash hanno registrato ribassi fino al 7%.
XRP ha perso oltre il 10% in una notte dopo liquidazioni per circa $30 milioni: il crollo ha accelerato intorno alle 09:00 UTC quando il prezzo è passato da $1,44 a $1,35.
Un caso atipico è stato il token di un exchange derivati, MYX, che nelle ultime 24 ore ha guadagnato il 4%, consolidando un rally da inizio anno vicino al 56%.
L’indice heavy sulla componente bitcoin, CoinDesk 20 (CD20), ha registrato una perdita dell’8,34% nelle ultime 24 ore, sottoperformando l’indice più orientato alle altcoin, CoinDesk 80 (CD80), che è sceso del 5,92%.
Diversi altcoin mostrano ora segnali di una discesa strutturale: la formazione di minimi e massimi decrescenti ricorda il mercato ribassista del 2022. Per gli operatori e gli investitori diventa cruciale monitorare indicatori come open interest, funding rate, volumi e reazioni macro (tassi e geopolitica) per valutare possibili punti di svolta o ulteriori accelerazioni ribassiste.