Lactalis scommette 400 milioni sull’Italia entro il 2030

I francesi continuano a puntare sul comparto caseario italiano. Gruppo Lactalis, presente in Italia con marchi come Galbani, Santa Lucia, Vallelata, Parmalat, Zymil, Chef, Ambrosi e Mandara, ha annunciato un impegno a investire 400 milioni di euro entro il 2030, portando l’investimento complessivo nel Paese tra il 2015 e il 2030 a circa un miliardo di euro.

Rafforzamento industriale e mercati esteri

Le risorse previste si inseriscono in un piano di sviluppo strutturato che mira a consolidare la presenza industriale in Italia, sostenere l’innovazione tecnologica e valorizzare i territori dove il gruppo opera, oltre a sostenere la crescita dei brand sui mercati nazionale e internazionale.

Gruppo Lactalis ha dichiarato:

“Gli investimenti saranno destinati allo sviluppo delle attività industriali e logistiche in Italia, al potenziamento degli stabilimenti produttivi e delle piattaforme di distribuzione, nonché alla Ricerca e sviluppo e a un piano articolato in ambito tecnologico e di sicurezza dei sistemi. Le iniziative coinvolgono numerosi siti sul territorio nazionale con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva, migliorare l’efficienza dei processi e sostenere l’evoluzione dei principali brand del Gruppo.”

Potenziamento degli stabilimenti chiave

Nel pacchetto di investimenti è compreso anche il nuovo headquarter a Milano, che da solo ha assorbito 36 milioni di euro. Il programma prevede interventi sulle infrastrutture produttive e logistiche per aumentare la capacità produttiva e favorire l’adozione di soluzioni più sostenibili ed efficienti.

Giovanni Pomella ha dichiarato:

“Confermiamo il nostro impegno a investire a lungo termine in Italia, rafforzando stabilimenti e capacità produttiva con attenzione alla sostenibilità e all’innovazione. Il nuovo headquarter di Milano rafforza la nostra presenza, mentre il potenziamento degli stabilimenti chiave consolida le infrastrutture produttive e logistiche per generare maggiore valore nei territori in cui operiamo.”

Questo rafforzamento infrastrutturale può avere effetti diretti sull’occupazione locale, sulle filiere agricole con cui il gruppo collabora e sulla competitività delle esportazioni italiane di prodotti lattiero‑caseari, favorendo la tenuta delle produzioni DOP e dei marchi storici presenti sul mercato.

Impatto economico e giudizio istituzionale

Un piano di investimenti di questa portata coinvolge attori pubblici e privati: dalle amministrazioni locali alle associazioni di categoria fino agli enti preposti alla sicurezza alimentare e all’innovazione tecnologica. Le risorse destinate a Ricerca e sviluppo e digitalizzazione agevolano l’adeguamento agli standard europei e promuovono processi produttivi più resilienti e sostenibili.

Dal punto di vista politico ed economico, rafforzare la capacità produttiva in Italia contribuisce a consolidare la posizione del Paese nella filiera agroalimentare europea, preservando competenze locali e incentivando investimenti in formazione e tecnologie per la trasformazione del latte e la tutela delle denominazioni protette.

Dagli stabilimenti strategici il lancio di nuovi prodotti

Il piano prevede il rinnovo e l’ammodernamento delle linee produttive, l’introduzione di nuove tecnologie e l’automazione dei flussi logistici, oltre all’ottimizzazione delle fasi di confezionamento. Sono previsti interventi specifici per l’automazione dei magazzini e il rafforzamento delle piattaforme logistiche, con l’obiettivo di migliorare la capacità di risposta ai mercati e i tempi di consegna.

Tra i siti che beneficeranno degli interventi figurano stabilimenti considerati strategici come Collecchio (per le piattaforme logistiche), Casale Cremasco, Certosa di Pavia, Corteolona, Castenedolo, Campoformido e Mondragone, dove sono previste iniziative per aumentare la capacità produttiva e l’efficienza operativa.

Questi adeguamenti consentiranno non solo il lancio di nuove referenze commerciali, ma anche il miglioramento delle performance ambientali degli impianti, attraverso l’adozione di tecnologie che riducono consumi energetici, sprechi e impatto logistico lungo la filiera.



Author: Tony
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