Ecco perché il brutale scivolone di ETH sembra proprio l’inizio dell’ultima corsa rialzista – Asia Morning Briefing
- 3 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Buongiorno, Asia. Questa è una sintesi mattutina delle notizie economiche e dei principali movimenti sui mercati durante le ore statunitensi, con particolare attenzione alla dinamica delle criptovalute rispetto ai mercati tradizionali.
Contesto e metafora dell’Anno del Cavallo
I mercati delle criptovalute entrano nell’Anno del Cavallo con un clima che ricorda più la tensione prima dello start che una parata trionfale: dopo un periodo di debolezza i gestori sono pronti a riaggiustare le posizioni se la liquidità dovesse stabilizzarsi.
Nel linguaggio finanziario popolare, l’Anno del Cavallo è associato a movimenti rapidi, cambi di direzione improvvisi e momenti di forte momentum: sul fronte crypto questo si traduce nella possibilità di oscillazioni più accentuate, rotazioni di capitale accelerate e potenziali spostamenti di leadership dai titoli a bassa volatilità verso quelli a beta più elevato.
Perché il rapporto ETH/BTC è sotto osservazione
Sta attirando particolare attenzione il grafico che mette a confronto Ethereum (ETH) e Bitcoin (BTC), perché la sequenza tecnica in corso ricorda, in modo non identico ma simile, uno schema già osservato prima dell’ultimo grande ciclo rialzista delle criptovalute.
Nella precedente fase ciclica, ETH aveva segnato un minimo relativo circa nove mesi prima del picco di oro, per poi subire un’ulteriore discesa relativa del 30-40% che convinse molti operatori della rottura definitiva del trend. Quella fase finale, invece, risultò essere il fondo: con il raffreddamento della domanda difensiva e lo sbroglio delle posizioni, il capitale ruotò nuovamente verso asset a maggiore beta e Ethereum guadagnò oltre il 300% rispetto a Bitcoin, contribuendo all’avvio del bull market.
Oggi la struttura presenta somiglianze: il rapporto ETH/BTC ha toccato un minimo relativo a distanza simile dal recente massimo dell’oro e il drawdown relativo è già intorno al 31%, collocandosi nella stessa forbice storica che precedette la ripartenza precedente.
Secondo alcune fonti di mercato, i trader continuano a comprare protezione contro ulteriori ribassi, sebbene con meno urgenza rispetto alle vendite violente dell’anno passato, il che segnala più prudenza che panico.
Un’analisi della J.P. Morgan Private Bank osserva che i fondamentali di medio-lungo periodo per l’oro rimangono intatti: la domanda da parte di banche centrali e investitori istituzionali continua a costituire un sostegno strutturale al prezzo, limitando la discesa e creando possibili punti di rotazione del capitale.
Interpretazione e implicazioni
Il rapporto ETH/BTC è quindi un indicatore di “temperamento” del mercato più che una previsione certa: se la liquidità si stabilizza e la dominance di Bitcoin dovesse diminuire, la rotazione verso criptovalute più rischiose potrebbe accelerare rapidamente. Storicamente, quando il mercato decide di muoversi in una nuova fase, la velocità del rialzo tende a sorprendere chi si aspetta una progressione lenta.
I mercati predittivi mostrano, in aggregato, aspettative di rialzo da livelli attuali per Bitcoin nel corso del 2026, anche se non tutti gli operatori assegnano alte probabilità a nuovi massimi storici nel breve termine.
Movimenti di mercato
Bitcoin: il prezzo oscilla vicino a 78.800 USD, con un rimbalzo guidato da ricoperture che incontra supporti esigui sopra i 70.000 USD. Se i mercati azionari statunitensi dovessero indebolirsi, l’area tra 60.000 e 65.000 USD, dove si concentra la media a 200 settimane e i detentori storici, resta il prossimo livello chiave di riferimento.
Ethereum: quotata intorno a 2.345 USD dopo un breve recupero dai movimenti del weekend. Le perdite settimanali risultano più accentuate rispetto a Bitcoin e il supporto strutturale appare meno solido, motivo per cui gli operatori restano cauti sull’esito di ulteriori discese senza un miglioramento della propensione al rischio generale.
Oro: il prezzo si attesta vicino a 4.830 USD in una fase di stabilizzazione dopo una vendita indotta da richieste di margine. L’elevata volatilità e un dollaro relativamente più forte mantengono il rimbalzo fragile, senza indicare ancora un ritorno netto al trend precedente.
Nikkei 225: l’indice ha registrato un rialzo intorno al 2,4%, guidando i recuperi in Asia grazie all’ottimismo per un possibile nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e India. L’umore regionale è migliorato e ha favorito performance positive anche su altri listini.
Kospi e altri mercati asiatici hanno mostrato forti guadagni, con il Kospi che ha registrato un incremento superiore al 5% in scia al recupero degli indici statunitensi, nonostante la persistenza di volatilità su oro, argento e criptovalute.
Prospettive, rischi e fattori da monitorare
Il quadro resta guidato da alcuni elementi chiave: condizioni di liquidità, orientamento delle banche centrali, flussi istituzionali verso asset rifugio e la velocità con cui il capitale potrebbe ruotare tra segmenti a differente rischio. Se il mercato dovesse perdere appetito per il rischio, BTC e ETH potrebbero correggere ulteriormente; al contrario, una stabilizzazione della liquidità potrebbe favorire repentine ripartenze.
Le tensioni regolamentari, le dispute tra exchange e le questioni di affidabilità continuano a costituire fattori di rischio per l’universo crypto, con possibili impatti sulla fiducia degli investitori e sui volumi di trading.
In sintesi, il mercato al momento non appare lanciato in uno sprint, ma sembra aver superato la fase di zoppia acuta: la direzionalità dipenderà in larga misura dalla liquidità e dalla capacità degli asset difensivi di trattenere i capitali istituzionali.