Hong Kong si candida a diventare il ponte globale delle criptovalute, afferma il parlamentare Johnny Ng

Johnny Ng non è interessato a una logica a somma zero nella politica delle criptovalute. Mentre regolatori a Washington, Beijing e in altre parti dell’Asia tracciano percorsi indipendenti per gli asset digitali, il legislatore di Hong Kong si concentra su un obiettivo differente: costruire tessuto connettivo tra mercati, tecnologie e giurisdizioni che spesso non si muovono in sincronia.

Rappresentante del settore tecnologico nel Legislative Council di Hong Kong, Ng è diventato una voce di primo piano a favore del Web3 e degli asset digitali. Negli ultimi due anni ha promosso la legislazione sulle stablecoin, sostenuto la regolamentazione per le piattaforme di scambio e contribuito a posizionare la città come attore precoce nella finanza cripto regolamentata.

La sua ambizione, tuttavia, è di natura strutturale: vedere Hong Kong come un ponte, non come un terreno di conflitto, tra Oriente e Occidente e tra finanza tradizionale e innovazione nativa del mondo digitale.

Johnny Ng ha detto:

“Le criptovalute e il Web3 sono fortemente connesse con il sistema finanziario tradizionale.”

Un centro finanziario con punti di forza distinti

Secondo Ng, il ruolo di Hong Kong parte da punti di forza consolidati: un sistema di common law riconoscibile a livello internazionale, corti che operano in lingua inglese, libertà nei flussi di capitale e una concentrazione di banche globali, asset manager, studi legali e revisori.

Questa base permette alla città di costruire un hub cripto che sia sicuro, affidabile e progressivamente interoperabile con i mercati globali, sfruttando l’esperienza normativa e la credibilità finanziaria maturata negli anni.

Integrazione con la Greater Bay Area

La strategia di Ng è strettamente collegata all’iniziativa della Greater Bay Area, che mira a intensificare gli scambi tra Hong Kong e i grandi centri vicini come Shenzhen e Macau. In questa prospettiva, Hong Kong non è chiamata a replicare la cultura ingegneristica di Shenzhen o di Guangzhou, ma a connettersi con essa.

La città offre quadro legale e accesso ai mercati globali; le città della Cina continentale offrono scala, capacità manifatturiere e una forza lavoro giovane e altamente specializzata dal punto di vista tecnico.

Ng osserva che in molte aree della Greater Bay Area la popolazione attiva è giovane e orientata alla tecnologia, con la capacità di trasformare idee in prodotti concreti.

Johnny Ng ha detto:

Hong Kong può essere un ponte: possiamo pensare qualcosa, e grazie al capitale umano della terraferma lo possiamo realizzare.”

Esperimenti tecnologici e chiarezza regolamentare

La regione ha una storia di sperimentazione a livello di protocollo: figure chiave nello sviluppo di progetti blockchain hanno frequentato città come Zhuhai, Shenzhen e Hong Kong nei primi anni di vari progetti open source. Per Ng, ciò che mancava era chiarezza regolamentare e credibilità finanziaria, che Hong Kong può invece offrire.

Negli ultimi anni la legislazione locale ha introdotto norme sulle stablecoin e ha avviato un quadro per la licenza degli exchange; nei prossimi mesi sono attese regole sulla custodia degli asset digitali e sul mercato over-the-counter (OTC), oltre a potenziali modifiche che permettano volumi maggiori di negoziazione per investitori professionali.

Coordinamento regolamentare e visione transnazionale

Piuttosto che promuovere una competizione fra Stati, Ng sostiene la necessità di coordinamento e prevedibilità regolamentare tra giurisdizioni diverse. Il settore, secondo lui, ha bisogno di standard che permettano un collegamento più diretto tra attività cripto e l’economia reale.

Per questo motivo ha invitato operatori internazionali ad esplorare possibilità regolamentari e di sviluppo a Hong Kong, ponendosi come facilitatore dei rapporti tra autorità e imprese straniere interessate a operare in un contesto regolato.

Prossimi passi e priorità legislative

Con l’avvio di una nuova sessione del Legislative Council, Ng indica che la fase successiva di sviluppo per l’ecosistema locale sarà di natura infrastrutturale: definire regole sulla custodia, perfezionare il mercato OTC e creare condizioni per attività di trading a maggior volume da parte di investitori professionali.

Questi interventi mirano a rendere l’ambiente più attrattivo per capitali istituzionali e per operatori internazionali che cercano un quadro normativo chiaro e strumenti di governance robusti.

Convergenza con l’intelligenza artificiale

Ng vede una forte intersezione tra lo sviluppo delle tecnologie AI e l’ecosistema crypto. A suo avviso Hong Kong si trova in una posizione unica per lavorare sia con dataset occidentali sia con quelli cinesi, favorendo collaborazioni internazionali tra imprese di intelligenza artificiale.

Questa convergenza può rafforzare l’attrattività della città come nodo dove capitale, rischio tecnologico e governance normativa si incontrano, agevolando progetti che richiedono accesso a dati e competenze eterogenee.

Un approccio aperto e regolato

In sintesi, la scommessa di Ng per Hong Kong non è quella di superare altri hub tecnologici in termini di dimensioni o forza bruta, ma di rimanere aperta, regolata e connessa. Così facendo, la città può collocarsi al centro di un sistema ancora in fase di costruzione, fungendo da ponte affidabile tra innovazione e mercati globali.