Non solo Niscemi: il 94% dei comuni è a rischio di frane, alluvioni e valanghe
- 1 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La frana più nota è quella che ha interessato Niscemi: un movimento di massa con un fronte di circa quattro chilometri e un abbassamento del suolo di decine di metri. Tuttavia la situazione siciliana non è isolata: a livello nazionale nell’IFFI, l’inventario dei fenomeni franosi curato dall’ISPRA, risultano censite oltre 648.000 situazioni di dissesto, un patrimonio informativo in continuo aggiornamento accessibile tramite la piattaforma IdroGEO.
Il caso di Niscemi
I ricercatori dell’ISPRA hanno spiegato:
“La frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia il 25 gennaio interessa il centro abitato, in particolare l’area prossima al quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10. L’abitato sorge su un pianoro delimitato, a margine dell’insediamento, da una scarpata; i terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria poggianti su argille.”
I tecnici sottolineano che l’area di Sante Croci è già stata interessata in passato da un evento di vaste dimensioni, risalente al 12 ottobre 1997, e che i geologi regionali continuano le attività di mappatura e l’aggiornamento dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI).
Cause e impatti
I movimenti franosi come quello di Niscemi sono spesso determinati dalla combinazione di caratteristiche litologiche e condizioni idrogeologiche: terreni sabbiosi e livelli di arenaria che poggiano su strati argillosi favoriscono lo scivolamento quando aumentano i carichi superficiali o la saturazione idrica. Le frane possono provocare danni rilevanti ad abitazioni, alle infrastrutture primarie, al patrimonio culturale e al tessuto economico locale, richiedendo interventi di emergenza, monitoraggio e manutenzione del territorio.
Dal punto di vista istituzionale, l’analisi e la gestione del rischio coinvolgono più livelli: l’ISPRA fornisce la base dati nazionale, mentre le Regioni e le Province Autonome coordinano mappature dettagliate, piani di protezione civile e interventi di mitigazione del rischio. La disponibilità di inventari esaustivi come l’IFFI è fondamentale per pianificare azioni di prevenzione e per assegnare risorse a opere di consolidamento e difesa del suolo.
La piattaforma IdroGEO
La raccolta quotidiana dei principali eventi franosi e dei danni associati è svolta dai tecnici dell’ISPRA in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome. Le informazioni riguardano non solo l’estensione delle frane, ma anche gli effetti su edifici, beni culturali, reti viarie e altre infrastrutture.
Tutti i dati confluiscono nella piattaforma nazionale IdroGEO, uno strumento pensato per essere accessibile anche da smartphone e utile sia ai tecnici sia alla cittadinanza per consultare lo stato di vulnerabilità del territorio.
IdroGEO offre una funzione denominata Verifica pericolosità che consente di cercare un indirizzo o di geolocalizzarsi sulla mappa per ottenere il livello di pericolosità per frane e alluvioni in un raggio di 500 metri dall’area di interesse, identificando così rischi per abitazioni, attività economiche o infrastrutture.
L’accesso a questi dati facilita le decisioni per la pianificazione del territorio, la gestione delle emergenze e l’allocazione degli interventi di riduzione del rischio, contribuendo a una politica di prevenzione più efficace e a una maggiore resilienza delle comunità coinvolte.