Niscemi: crolla palazzina sul costone, ordinanza immediata per i primi interventi
- 31 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo l’intensa ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia, una frana nel territorio di Niscemi ha causato danni significativi e ha reso necessari interventi urgenti: un’ordinanza firmata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, definisce le prime misure operative per valutare e contenere il dissesto.
La situazione sul territorio è critica: il 31 gennaio una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci, posta sul costone colpito dalla frana, è crollata. L’edificio si trovava a pochi metri dalla zona simbolo dell’auto sospesa sul precipizio e rappresenta un elemento visibile della gravità del dissesto.
Interventi urgenti previsti dall’ordinanza
L’ordinanza dispone innanzitutto la realizzazione di un’analisi del rischio idrogeologico nel territorio comunale di Niscemi, accompagnata da un programma di indagini geognostiche, indagini geotecniche e di monitoraggio strumentale per accertare le cause del dissesto e valutare la stabilità dei versanti.
Tra le misure previste figurano anche l’istituzione di un sistema di sorveglianza permanente, l’attivazione di perimetri di sicurezza, provvedimenti di evacuazione temporanea per abitazioni e attività a rischio, la rimozione dei materiali instabili e la predisposizione di soluzioni abitative d’emergenza per gli sfollati.
Le operazioni saranno coordinate tra il Dipartimento della Protezione Civile, le autorità regionali e il Comune, con il coinvolgimento di tecnici specializzati e strutture operative per richiedere risorse straordinarie necessarie a interventi di somma urgenza e alla successiva ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.
Indagini tecniche e monitoraggio
Le indagini geognostiche prevedono rilievi sul campo, carotaggi e analisi del sottosuolo per determinare la stratigrafia e le caratteristiche dei terreni. Le indagini geotecniche includono prove di laboratorio sui campioni prelevati e modellazioni per valutare la stabilità dei versanti.
Il monitoraggio strumentale può impiegare inclinometri, piezometri, sensori di deformazione, rilievi LIDAR e telerilevamento per seguire in tempo reale l’evoluzione dei fenomeni franosi e indirizzare le decisioni operative. Queste attività sono essenziali per definire gli interventi di consolidamento e la tempistica delle opere di ripristino.
Conferenza plenaria dei presidenti dei Consigli regionali
Gaetano Galvagno ha annunciato l’invito ai presidenti dei Consigli regionali a riunirsi a Niscemi per affrontare le conseguenze del maltempo e coordinare eventuali misure straordinarie.
“Poche regioni d’Italia hanno compreso davvero quello che è accaduto in Sicilia e per questo ho voluto invitare i presidenti dei Consigli regionali a Niscemi. Parleremo degli sfollati, degli agricoltori, dei pescatori, dei balneari, degli imprenditori tutti, delle necessità dei cittadini oltre che delle infrastrutture da ripristinare e delle misure straordinarie adottare.”
L’incontro, che segue un confronto a Roma tra il presidente dell’Assemblea regionale siciliana e il presidente della Conferenza delle Assemblee legislative, è stato fissato in seduta plenaria per valutare forme di solidarietà istituzionale, procedure per l’assegnazione di risorse e interventi legislativi necessari a sostenere la ripresa delle comunità colpite.
Antonello Aurigemma ha risposto positivamente all’invito, sottolineando l’intenzione di offrire supporto pratico alla Sicilia in questa fase di emergenza.
“Non sarà una riunione di forma ma di sostanza. Oltre a rappresentare tutta la nostra doverosa vicinanza, vogliamo fornire ogni supporto necessario alla Sicilia in questo momento così drammatico.”
Reazioni locali e questioni di responsabilità
Le autorità locali hanno richiamato l’attenzione sulle responsabilità nella gestione del territorio e nella manutenzione delle opere. Il sindaco di Niscemi ha evidenziato come alcuni interventi necessari avrebbero potuto ridurre l’esposizione al rischio.
Massimiliano Conti ha dichiarato:
“Le colpe di questo disastro certamente non sono della natura. Qui l’uomo ha delle responsabilità perché qualcosa si poteva fare.”
Il riferimento del primo cittadino alle risorse storiche — con l’accusa di ritardi nella destinazione di fondi per interventi pregressi — apre la questione della governance degli stanziamenti, dei tempi di realizzazione delle opere di mitigazione e dei controlli amministrativi. Saranno plausibili approfondimenti tecnici e amministrativi per ricostruire la catena delle responsabilità e valutare eventuali azioni correttive o sanzionatorie.
Prospettive e prossimi passi
Nel breve termine sono previsti sopralluoghi specialistici, il consolidamento delle aree più vulnerabili e il sostegno alle persone sfollate attraverso soluzioni abitative temporanee e indennizzi straordinari. Sul medio e lungo periodo, istituzioni e tecnici dovranno definire programmi di intervento strutturale, investimenti per la resilienza del territorio e piani di manutenzione per prevenire nuovi dissesti.
La situazione richiede un coordinamento tra livello comunale, regionale e nazionale per garantire risorse adeguate, tempi certi di intervento e un’azione legislativa mirata a rafforzare la prevenzione idrogeologica e la tutela delle comunità più esposte.