Ecco come la fusione tra SpaceX e Tesla voluta da Elon Musk potrebbe scuotere 20.000 bitcoin (btc)

Elon Musk ha riacceso l’attenzione su una componente meno discussa del suo impero: una delle più grandi esposizioni aziendali in Bitcoin. L’ipotesi di una fusione che coinvolga SpaceX, Tesla o la società di intelligenza artificiale xAI porterebbe infatti sotto un unico controllo una posizione significativa nella criptovaluta.

L’esposizione al Bitcoin nel gruppo Musk

Secondo i dati pubblici, SpaceX e Tesla detengono insieme quasi 20.000 Bitcoin, una riserva valutata intorno a $1,7 miliardi ai prezzi correnti. Questa quantità porta il conglomerato vicino alla settima posizione tra i maggiori detentori aziendali, subito dopo Bullish, che risulta attorno ai 24.300 BTC.

Nel dettaglio, SpaceX detiene da inizio 2021 circa 8.285 Bitcoin, valutati approssimativamente $680 milioni, mentre Tesla possiede 11.509 BTC, con un valore prossimo a $1 miliardo. Nel quarto trimestre del 2025 la casa automobilistica non ha segnalato variazioni nella posizione.

Lo scorso trimestre Tesla ha registrato una perdita dopo tasse di $239 milioni sulle attività digitali, risentendo del calo del prezzo del Bitcoin da circa $114.000 fino agli alti $80.000.

Implicazioni contabili e di governance

Una fusione non altererebbe i fondamentali del Bitcoin, ma cambierebbe il modo in cui una delle maggiori posizioni aziendali viene amministrata, contabilizzata e potenzialmente finanziata. La natura pubblica di Tesla la sottopone a regole di valutazione a fair value, per cui le oscillazioni del prezzo si riflettono direttamente nel conto economico.

Al contrario, SpaceX, essendo ancora privata, non mostra la stessa visibilità trimestrale sulle variazioni di valore delle sue attività digitali. Questa differenza assume rilievo se si considera che SpaceX sta valutando un’eventuale offerta pubblica iniziale che potrebbe stimare la società vicino a $1,5 trilioni: l’esposizione alle criptovalute diventerebbe così un elemento di due diligence per grandi investitori istituzionali, alcuni dei quali mantengono approcci prudenti verso le attività digitali nei bilanci aziendali.

Storia delle operazioni di Tesla con il Bitcoin

La cronologia delle manovre di Tesla con il Bitcoin è rilevante per comprendere la sensibilità del tema: la società aveva dichiarato un acquisto di $1,5 miliardi all’inizio del 2021, venduto poi una parte poco dopo e successivamente alienato circa il 75% delle partecipazioni nel 2022, in corrispondenza dei livelli ribassisti di mercato. Questi avvicendamenti hanno contribuito a dipingere Tesla come un detentore aziendale di grande visibilità ma non sempre coerente nelle strategie di lungo periodo.

Effetti di una possibile fusione o integrazione

Se la trattativa dovesse concretizzarsi, la concentrazione delle partecipazioni in un’unica entità cambierebbe la governance del portafoglio di Bitcoin, l’approccio contabile applicabile e le opzioni di finanziamento collateralizzate. Al momento, né SpaceXTesla hanno indicato l’intenzione di acquistare o vendere le loro riserve come parte delle discussioni.

Dal punto di vista di mercato, le partecipazioni rappresentano una frazione ridotta dei volumi di scambio quotidiani del Bitcoin, tuttavia la concentrazione corporate può incidere sui margini, specialmente in fasi di nervosismo dei mercati globali o in presenza di flussi risk-off e del rafforzamento di asset considerati rifugio come l’oro.

Contesto e conclusioni

Al di là dell’esito delle trattative — fusione, collaborazione con xAI o mantenimento dell’indipendenza — il caso evidenzia come il Bitcoin sia ormai integrato, anche se non sempre in prima linea, nei bilanci di alcune delle società tecnologiche più quotate al mondo. La presenza della criptovaluta nei rendiconti finanziari continua quindi a richiamare l’attenzione di investitori, analisti e operatori di mercato.