Pimco accelera: il fondo europeo sui data center sfiora i 2 miliardi

Kirill Zavodov ha dichiarato:

“Un’offerta insufficiente rispetto alla diffusione del cloud e dell’AI nelle nostre economie, e una spinta — anche a causa delle crescenti tensioni geopolitiche — verso la sovranità digitale e lo storage dei dati sensibili entro i confini nazionali ed europei. I data center sono passati da investimenti di nicchia a asset sempre più centrali.”

Il>Pimco European Data Centre Opportunity Fund, lanciato da Pimco ad agosto 2023 con un capitale iniziale congiunto fornito da Pimco e Allianz Group e un obiettivo di raccolta di 750 milioni di euro, ha chiuso le sottoscrizioni a ottobre raggiungendo 1,8 miliardi di euro, superando dunque il target di 2,4 volte.

Il fondo, con una durata prevista di 10 anni, è il più rilevante a livello europeo dedicato esclusivamente ai data center. Tra gli investitori figurano il fondo pensione canadese La Caisse, il FeiFondo europeo per gli investimenti — che ha annunciato un impegno iniziale di 150 milioni di euro, e Cdp Equity, che ha stanziato altri 50 milioni nell’ambito di un’iniziativa congiunta con il Fei.

Differenze operative tra data center per cloud e per AI

Kirill Zavodov ha dichiarato:

“Il mercato dei data center presenta caratteristiche differenti se la struttura è progettata per il cloud o per l’AI. Nel primo caso gli impianti devono essere più vicini ai centri urbani e con bassi livelli di vacancy; per l’AI, le location principali sono spesso aree più remote dove l’energia è più economica. In Europa circa tre quarti della domanda riguarda data center per il cloud e un quarto quelli destinati all’AI. Un tempo lo sviluppatore costruiva e gestiva l’impianto mentre il tenant prendeva solo capacità; oggi il tenant può occupare l’intero edificio o un intero campus.”

Questa evoluzione impone agli sviluppatori competenze tecniche approfondite nella progettazione e nella realizzazione di infrastrutture critiche, oltre alla capacità di collaborare strettamente con gli hyperscaler durante l’intero ciclo — dalla due diligence e scelta del sito alla pre-costruzione e allo sviluppo finale — per garantire che la struttura soddisfi requisiti specifici su scala elevata.

Per gli operatori significa anche avere presenza sul territorio e accesso al capitale necessario per progetti complessi che richiedono investimenti upfront significativi, contratti di locazione a lungo termine e garanzie sull’affidabilità energetica e sulle connessioni di rete.

Opportunità per l’Italia e mercati emergenti in Europa

Kirill Zavodov ha dichiarato:

“Noi non parliamo di singoli investimenti, ma stiamo osservando una domanda crescente nei mercati cosiddetti Tier-2 e Tier-3 come Madrid, Milano, Zurigo e Berlino, che storicamente hanno avuto una capacità di data center installata inferiore rispetto ai Tier-1 come Francoforte, Londra, Parigi e Aamsterdam. L’area vasta del Milanese, la Lombardia e il Nord Italia presentano caratteristiche adatte ad attrarre ulteriori investimenti.”

La crescita dell’interesse per città e aree secondarie dipende da fattori come connettività, vicinanza ai principali poli economici, costi energetici, disponibilità di terreni o grossi poli industriali dismessi, e dalla qualità delle infrastrutture di rete. Per convertire l’interesse in investimenti concreti servono processi autorizzativi efficienti, capacità di espansione della rete elettrica e piani territoriali che favoriscano la localizzazione di infrastrutture digitali critiche.

Cosa cercano gli investitori e il ruolo dell’AI nei portafogli

Kirill Zavodov ha dichiarato:

“Molti investitori stanno cercando di aumentare l’esposizione all’AI in generale, perché ritengono che giocherà un ruolo centrale nei loro portafogli nei prossimi anni. Investire nei data center permette di farlo su un asset a bassissimo rischio; inoltre il settore sviluppa infrastrutture critiche con contratti di locazione a lungo termine stipulati con alcune delle aziende tecnologiche più capitalizzate al mondo.”

La combinazione di crescita della domanda di capacità computazionale, contratti stabili e investimenti infrastrutturali rende i data center attraenti per investitori istituzionali che cercano rendimenti resilienti e protezione dal rischio tecnologico. Allo stesso tempo, l’espansione del settore solleva questioni di politica pubblica riguardo alla sostenibilità energetica, alla governance dei dati e alla sovranità digitale.

Per massimizzare l’impatto positivo degli investimenti in data center in Europa e in particolare in Italia, è necessario un approccio coordinato tra investitori privati, autorità locali, operatori di rete e istituzioni europee che faciliti l’accesso alle infrastrutture, incentivi per l’uso di energia rinnovabile, e meccanismi di finanziamento che riducano il rischio iniziale dei progetti, contribuendo così alla costruzione di capacità critica per l’economia digitale del futuro.



Author: Tony
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