Brevetti hi-tech e green: la corsa che cambia il futuro

Un salto quantico magari no ma un balzo deciso certamente lo è. Il singolo solitario brevetto depositato nel 2016 nell’ambito delle tecnologie quantistiche si è infatti moltiplicato per 13 otto anni dopo. L’analisi di Unioncamere sull’innovazione in termini di proprietà intellettuale proveniente da soggetti italiani presso l’EPO (European Patent Office) evidenzia in generale una crescita decisa nell’ambito delle tecnologie emergenti, dove i 170 brevetti depositati nel 2016 sono passati a quota 255, con un progresso quasi costante anno dopo anno. Sviluppo corale, che abbraccia ogni ambito considerato, dai materiali avanzati alle nanotecnologie, dalla cybersecurity alle biotecnologie.

Crescita marcata dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti

La spinta più evidente riguarda però l’intelligenza artificiale: i brevetti sono passati da 13 a 52, portando la quota di questa sottocategoria dal sotto il 8% del 2016 a oltre il 20% del comparto hi‑tech. Il fenomeno riflette la diffusione degli algoritmi e delle applicazioni correlate, nonché l’interesse per il calcolo quantistico, che insieme rappresentano alcuni dei trend tecnologici più rilevanti degli ultimi anni.

Transizione verde e digitale: il ruolo del PNRR e delle KET

Secondo Unioncamere l’Italia sta accelerando lungo la rotta della doppia transizione: quella della sostenibilità ambientale e quella dell’innovazione digitale, entrambe sostenute dalle risorse e dalle politiche collegate al PNRR. A conferma di questo orientamento, le domande italiane di brevetto europeo pubblicate tra il 2016 e il 2024 nell’area green sono aumentate del 56,6%, mentre le richieste relative alle tecnologie abilitanti (KET, Key Enabling Technologies) sono cresciute del 49,9%.

Dopo la brusca frenata del 2020 legata alla pandemia, la ripresa delle domande brevettuali è stata sostenuta e continua: tra il 2021 e il 2024 l’incremento è stato del 25,2% per i brevetti green e del 16,6% per quelli associati alle tecnologie digitali, incluse Cybersecurity, Artificial Intelligence e Quantum Technologies. Questi dati indicano che la sostenibilità è ormai parte integrante della strategia di innovazione del sistema produttivo.

Numeri complessivi e andamento temporale

In termini assoluti, tra il 2016 e il 2024 le domande italiane di brevetto presso l’EPO (European Patent Office) nell’ambito green sono state complessivamente 2.424, con un picco registrato nel 2023. Il dato numerico conferma una tendenza di lungo periodo verso una maggiore attività brevettuale nei settori legati alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.

Aree tecnologiche più dinamiche

La classe più rappresentata è quella dei metodi e sistemi per l’elaborazione dei dati aziendali, con 296 domande che rappresentano il 12% del totale green: un indicatore del ruolo crescente del digitale nella gestione e nella rendicontazione della sostenibilità aziendale. A seguire, si segnalano le tecnologie per la misura di grandezze elettriche (181 domande, 7,3%) e i procedimenti per il trattamento delle acque (161 domande, 6,5%).

Le crescite percentuali più pronunciate riguardano però ambiti specializzati: processi di separazione fisica (+166,7%), silenziatori e dispositivi di scarico per motori (+150%) e la distribuzione e l’accumulo dell’energia elettrica (+100%). Questo quadro descrive un ecosistema tecnologico che combina energia, processi industriali, mobilità a basso impatto e soluzioni software.

Distribuzione territoriale dell’innovazione

Il percorso di crescita non è omogeneo sul territorio nazionale e riflette la diversa incidenza della manifattura e dei servizi nelle singole regioni. Su un totale indicizzato a 100, il 28% dei brevetti in questi ambiti proviene da soggetti residenti in Lombardia. Aggiungendo le altre regioni a forte presenza manifatturiera — Veneto, Piemonte ed Emilia‑Romagna — si arriva a coprire quasi i due terzi del totale, confermando la concentrazione geografica dell’attività brevettuale.

Per completare il quadro è utile considerare le implicazioni politiche e industriali: l’aumento dei brevetti indica non solo maggiore attività di ricerca, ma anche potenziali ricadute in termini di competitività, creazione di occupazione qualificata e trasferimento tecnologico. Le istituzioni pubbliche e il sistema imprenditoriale sono chiamati a sostenere questo slancio con politiche industriali, incentivi alla ricerca e infrastrutture per favorire la diffusione delle tecnologie innovative.



Author: Tony
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