Technital coordina l’emergenza per mettere in sicurezza la frana di Petacciato e l’A14
- 30 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un intervento del valore complessivo di 27 milioni di euro è stato pianificato per la messa in sicurezza definitiva dell’abitato di Petacciato, in Molise, soggetto a uno dei fenomeni franosi più estesi e significativi d’Europa e potenzialmente pericoloso per due infrastrutture di rilievo nazionale: l’Autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica, corridoi fondamentali di collegamento tra Sud, Centro e Nord Italia.
L’azione progettuale mira a proteggere la popolazione e a garantire la continuità della circolazione su arterie strategiche, riducendo il rischio di interruzioni a scala locale e nazionale e preservando il patrimonio territoriale circostante.
La progettazione è stata curata da Technital, società veronese di ingegneria operativa a livello internazionale, specializzata nella progettazione e supervisione di infrastrutture complesse e nella tutela del territorio. Il lavoro è stato sviluppato all’interno di un raggruppamento multidisciplinare che unisce competenze di ingegneria civile, geologia e monitoraggio avanzato; è in corso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori.
L’esperienza
Il progetto di Petacciato si inserisce in una consolidata esperienza di Technital nella mitigazione del rischio idrogeologico. Tra gli interventi più rilevanti vi è quello effettuato sulla Rupe di San Gerlando ad Agrigento, dove sorge la Cattedrale, completato recentemente.
In quel contesto, grazie a un sistema integrato di opere di consolidamento e drenaggio, promosso in collaborazione con la Regione Siciliana e il Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico, si è restituita stabilità a un’area di elevato valore storico e culturale, riducendo la vulnerabilità e consentendo una gestione più sicura del sito.
Il caso Molise
La frana che interessa Petacciato coinvolge il versante nord‑est a valle dell’abitato e presenta una dinamica complessa, fortemente influenzata dalla presenza e dalla circolazione delle acque sotterranee. Il comportamento dei terreni sciolti e delle superfici di scorrimento è stato valutato attraverso approfondite indagini geomorfologiche, geologiche e geotecniche, che hanno guidato la definizione della strategia d’intervento.
La soluzione progettuale prevede la realizzazione di pozzi drenanti di grande diametro, pensati per intercettare e regolare i flussi idrici che alimentano il movimento franoso e per ridurre la pressione interstiziale all’interno del corpo di frana, favorendone una progressiva stabilizzazione. Il cantiere sarà accompagnato da un sistema di monitoraggio avanzato, che permetterà il controllo continuo dell’evoluzione del versante e la verifica dell’efficacia delle opere realizzate.
Oltre agli aspetti tecnici, il programma include misure di tutela ambientale e piani di manutenzione a lungo termine per garantire la durabilità degli interventi. La coordinazione tra enti locali, gestori delle infrastrutture e le autorità competenti è prevista per minimizzare gli impatti sulla viabilità e per assicurare tempestive comunicazioni alle comunità interessate.
Il progetto costituisce un esempio di intervento di mitigazione del rischio idrogeologico che coniuga tecniche di ingegneria geotecnica con soluzioni di monitoraggio e governance condivisa, rispondendo all’esigenza di proteggere aree abitate e corridoi infrastrutturali in condizioni di crescente vulnerabilità legata ai mutamenti climatici.
Al momento è in corso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori; le fasi successive prevedono l’avvio dei cantieri, il monitoraggio in tempo reale dei parametri geotecnici e la pianificazione delle attività di manutenzione e sorveglianza per assicurare la piena efficacia dell’intervento nel tempo.