Cade la domanda estera: ordini in rosso frenano il boom dei robot
- 30 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La debolezza dei mercati esteri osservata nei primi nove mesi dell’anno si è protratta anche nel trimestre successivo, causando una flessione nella raccolta ordini del comparto delle macchine utensili.
Nel quarto trimestre del 2025 l’indice delle commesse elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre ha segnato un calo del 13,6% rispetto allo stesso periodo ottobre-dicembre del 2024.
Andamento sui mercati esteri e fattore interno
Il risultato è stato trascinato principalmente dalla perdita a doppia cifra dei mercati esteri: le commesse oltreconfine sono diminuite del 17,1%, confermando il trend negativo già rilevato nella dinamica dei ricavi all’export nei primi nove mesi dell’anno.
La contrazione export è riconducibile alla riduzione contestuale nelle principali destinazioni di vendita del settore, in particolare verso Stati Uniti, Germania, Francia e India. Sul fronte interno, l’assenza di un adeguato sostegno ha impedito una compensazione sufficiente: gli ordini domestici sono diminuiti del 2,9% rispetto al quarto trimestre 2024.
Tra le ragioni dell’indebolimento della domanda interna va considerata la conclusione delle finestre operative legate alla Transizione 5.0: la scadenza di dicembre per l’installazione di impianti ha limitato la capacità delle imprese di accettare nuove commesse, vista la necessità di tempi prolungati per lavorazioni e installazioni.
Dati su base annua e composizione della domanda
Nonostante il deterioramento nel trimestre finale, su base annua il 2025 evidenzia un saldo complessivamente positivo grazie ai risultati positivi registrati nei primi tre trimestri: la raccolta ordini chiude con un incremento pari al 3,1% (indice assoluto 67,6) rispetto al 2024.
La dinamica però è eterogenea: gli ordini interni mostrano una forte crescita annua del 38,9% (indice assoluto 55,1), mentre gli ordini esteri risultano in flessione del 9,4% (indice assoluto 76,4), evidenziando la vulnerabilità del settore alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Reazioni dell’associazione di categoria
Riccardo Rosa ha commentato:
“Il risultato è in linea con quanto registrato negli ultimi due anni ed è, ancora una volta, deludente. Sul mercato interno il piano 5.0 non ha prodotto gli effetti attesi: insieme al 4.0 ha stimolato alcuni segnali di domanda, ma i continui aperture e chiusure delle finestre agevolative hanno reso l’azione poco fluida fino alla scadenza di dicembre.”
A valle di queste osservazioni, le imprese associate auspicano l’introduzione di misure di incentivazione più stabili e con modalità attuative rapide e prevedibili, per evitare fermi produttivi e permettere una programmazione degli investimenti più efficace.
Implicazioni per politica industriale e catene del valore
Il calo della domanda estera per il comparto delle macchine utensili può avere effetti a catena sull’intera filiera manifatturiera: minori ordini di macchinari si traducono in ritardi o riduzioni degli investimenti produttivi, potenziali pressioni sull’occupazione specializzata e minore competitività tecnologica delle aziende fornitrici.
Per le istituzioni nazionali e per i policy maker il tema chiave è garantire continuità e chiarezza negli strumenti di sostegno all’innovazione e alla transizione digitale e verde: incentivi programmati con finestre temporali ben definite, procedure semplificate per le installazioni e supporto alle esportazioni possono contribuire a stabilizzare la domanda e a rafforzare la presenza competitiva all’estero.
In questo contesto il ruolo del Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre rimane centrale nel monitorare i trend settoriali e nel fornire elementi di policy utili al confronto tra imprese e istituzioni.