Ecco perché il candidato alla Fed Kevin Warsh è visto come ribassista per bitcoin

Il presidente Donald Trump ha annunciato che comunicherà la sua scelta per la presidenza della Federal Reserve quando il mandato dell’attuale presidente Jerome Powell scadrà a maggio.

Fonti non ufficiali indicano che l’amministrazione starebbe valutando la nomina di Kevin Warsh, che è stato membro del Board of Governors della Federal Reserve dal 2006 al 2011. La semplice prospettiva di questa candidatura ha già avuto riflessi sui mercati: il prezzo del Bitcoin è sceso bruscamente, avvicinandosi a livelli intorno agli 81.000 dollari mentre le scommesse sui bookmaker hanno dato maggiore probabilità al suo nome.

Markus Thielen ha detto:

“Il mercato tende a considerare un ritorno d’influenza di Warsh come negativo per il Bitcoin: il suo orientamento verso disciplina monetaria, tassi reali più alti e liquidità ridotta racconta la criptovaluta non come una copertura contro la svalutazione ma come un eccesso speculativo destinato a scomparire quando il denaro facile viene ritirato.”

In termini pratici, tassi di interesse reali più alti significano che il costo effettivo del denaro, depurato dall’inflazione, aumenta. Quando i tassi reali sono elevati, imprese e investitori in genere riducono l’esposizione ad attività più rischiose come il Bitcoin e altre criptovalute, favorendo asset più sicuri.

Il passato di Kevin Warsh durante la crisi finanziaria

Il comportamento passato di Kevin Warsh alimenta il dibattito: durante la crisi finanziaria globale di fine anni 2000, Warsh enfatizzò ripetutamente i rischi di inflazione anche mentre l’economia mondiale affrontava forti pressioni deflazionistiche.

Kevin Warsh disse:

“Non sono ancora pronto a rinunciare alle mie preoccupazioni sul fronte dell’inflazione.”

Nel giro di sette mesi, con la misura preferita della Federal Reserve sull’inflazione attestata intorno allo 0,8% e la disoccupazione su livelli alti, Warsh ribadì la sua apprensione verso possibili rialzi inflazionistici.

Kevin Warsh disse:

“Continuo a essere più preoccupato per i rischi al rialzo dell’inflazione che per quelli al ribasso.”

Alcuni osservatori economici sostengono che l’atteggiamento rigorista di allora possa aver aggravato la recessione, contribuendo a una ripresa più lenta e a tassi di disoccupazione più elevati nei periodi successivi.

Contrasto con la strategia economica di Donald Trump

La possibile designazione di un candidato con un passato definito “hawkish” appare in netto contrasto con l’agenda economica di Donald Trump, che nei mesi scorsi ha chiesto con forza tagli rapidi dei tassi per stimolare la crescita e sostenere i mercati finanziari.

Il presidente ha criticato a più riprese Jerome Powell per il mantenimento di tassi relativamente alti e ha auspicato un livello dei tassi di interesse significativamente più basso rispetto all’attuale fascia del 3,5%-3,7%, arrivando a suggerire target intorno all’1%.

Per queste ragioni diversi analisti ritengono che Kevin Warsh non rappresenterebbe una scelta coerente con l’orientamento reflazionistico promosso dalla Casa Bianca, e mettono in guardia sul rischio che il Presidente possa trovarsi a promuovere una nomina incompatibile con le sue aspettative politiche.

Alcuni commentatori hanno sintetizzato il rischio così:

“Warsh è stato per tutta la carriera un falco della politica monetaria; oggi la sua apparente moderazione può dipendere dalla convenienza politica. Il rischio è che il Presidente venga indotto in errore.”

Implicazioni per i mercati e il processo decisionale della Fed

È importante ricordare che, anche se nominato presidente, un eventuale presidente della Federal Reserve non decide da solo la politica monetaria: le decisioni sui tassi sono prese collettivamente dal Board of Governors e dal Federal Open Market Committee, dove ogni voto conta. Questo attenua parzialmente l’impatto di un singolo membro, benché la leadership e le posizioni pubbliche influenzino le aspettative del mercato.

Ana Wong ha detto:

“Ho letto le trascrizioni del FOMC durante la crisi finanziaria: alcune affermazioni di quel periodo mi hanno creato preoccupazione.”

Finché la nomina non sarà ufficiale, la memoria delle posizioni passate di Warsh può continuare a pesare sulle attività più rischiose, sostenendo il valore del dollaro e aumentando la volatilità sui mercati azionari e delle criptovalute. La reazione degli investitori dipenderà anche dalle aspettative su come la nuova leadership coordinerebbe la politica monetaria con le esigenze di stabilità macroeconomica.

Resta quindi alta l’incertezza: se da un lato i mercati reagiscono rapidamente alle ipotesi di nomina, dall’altro la concreta capacità di modificare la traiettoria dei tassi dipenderà dal consenso all’interno degli organi della Federal Reserve e dalle condizioni economiche reali nei prossimi mesi.