Il più grande orso di Circle tira la spugna ma avverte che il titolo resta un ottovolante delle criptovalute
- 30 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Circle, emittente della stablecoin USDC, ha ricevuto un secondo miglioramento del giudizio dagli analisti di Wall Street in una settimana: Ed Engel di Compass Point, che fino a poco tempo prima aveva un rating sell e il target price più basso tra gli osservatori, ha alzato il giudizio a Neutral.
Nonostante l’upgrade, Engel ha mantenuto il target price più basso tra gli analisti, riducendolo da $75 a $60, citando una valutazione premium. Il titolo è sceso del 7,3% durante la seduta regolare giovedì, chiudendo a $67,55, per poi registrare un recupero di circa l’1% nel post-market.
L’aggiornamento riflette un cambio di narrativa: secondo Engel Circle è valutata più come un proxy del mercato crypto che come una fintech autonoma. In passato l’analista aveva declassato il titolo, a luglio, per il crescente livello di concorrenza nel settore delle stablecoin, ma ritiene che molte delle preoccupazioni siano già scontate dal mercato.
Engel indica inoltre che l’approvazione del cosiddetto CLARITY Act, attesa come possibile nel 2026 con una probabilità stimata al 60%, potrebbe fornire un quadro normativo più definito per le stablecoin e favorire una maggiore espansione dell’offerta di USDC.
In parallelo, lo sviluppo della tokenizzazione di azioni statunitensi ed ETF nei mercati DeFi potrebbe attenuare la dipendenza di Circle dal sentimento complessivo dei mercati crypto, specialmente se tale attività dovesse crescere anche senza un consenso regolatorio immediato.
Natura ciclica del titolo
Per Engel il titolo di Circle si comporta ora come un titolo ciclico: da ottobre la USDC si è mossa in “lockstep” con Ether (ETH), con una correlazione attorno a 0,66, tendenza che l’analista ritiene possa proseguire fino a metà 2026.
La causa principale è che oltre il 75% della USDC in circolazione è attualmente impiegata in applicazioni di trading o di prestito ad alto rischio nel settore crypto. Questo legame operativo con attività speculative rende la USDC — e di conseguenza il modello di business di Circle — sensibile alle oscillazioni del mercato, nonostante la definizione di “stablecoin”.
Di conseguenza, Engel continua a ritenere che il titolo sconti una valutazione premium rispetto all’esposizione dell’azienda a un asset class ciclico, uno dei motivi per cui il suo target price resta il più prudente tra gli analisti.
Concorrenza in aumento
L’analista segnala rischi aggiuntivi: l’offerta di USDC è diminuita del 9% da dicembre, mentre nuove stablecoin emergenti come USDH, CASH e PYUSD stanno sottraendo quote di mercato, in particolare su piattaforme come Solana e Hyperliquid.
Accanto ai competitor nativi della blockchain, la pressione arriva anche da operatori finanziari tradizionali: JPMorgan, State Street e BNY Mellon stanno sviluppando versioni di “deposit coins” che potrebbero competere direttamente con la USDC nei mercati sviluppati, offrendo alternative legate all’infrastruttura bancaria tradizionale.
Engel mette poi in evidenza il rischio che la società indichi per il 2026 spese operative superiori alle attese di Wall Street, poiché numerosi investimenti in corso difficilmente produrranno ricavi significativi nel breve termine.
In sintesi, pur riconoscendo potenziali opportunità di rialzo legate a un recupero dei mercati crypto o a miglioramenti regolamentari, l’analista conclude che i ricavi di Circle rimangono fortemente ancorati all’attività speculativa del settore. Una separazione duratura dal ciclo crypto, secondo la nota, potrebbe richiedere ancora anni.