Sempre più smombie in strada: come contrastare gli zombie da smartphone
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’uso del smartphone è diventato una fonte diffusa di distrazione anche per i pedoni, con conseguenze sulla sicurezza stradale. Passeggiatori assorti nello schermo — definiti spesso smombie — possono non accorgersi di ostacoli, segnaletica o veicoli, aumentando il rischio di incidenti e cadute.
L’avvio delle campagne a Sassari
La prima iniziativa di rilievo è stata promossa dal comando della Polizia locale di Sassari a partire dal 2018, dopo aver registrato un aumento significativo di sinistri che coinvolgevano persone distratte dall’uso del telefono.
Giani Serra ha dichiarato:
“Abbiamo osservato un numero elevato di incidenti che coinvolgevano pedoni; in molti casi la causa era la distrazione dovuta all’uso del cellulare.”
A seguito di queste constatazioni è partita una campagna informativa che ha utilizzato video e messaggi per richiamare l’attenzione dei cittadini sui rischi connessi alla distrazione. L’obiettivo principale era la prevenzione, affiancata da interventi sanzionatori mirati nei casi più evidenti di negligenza.
Normativa e sanzioni
Pur non esistendo una norma specifica che vieti esplicitamente l’uso del telefono ai pedoni, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso all’interpretazione del codice della strada, in particolare dell’articolo 190, che richiede un comportamento diligente da parte dei pedoni.
Giani Serra ha aggiunto:
“Abbiamo interpretato l’articolo 190 come base per intervenire: il richiamo alla diligenza del pedone consente di sanzionare i comportamenti che mettono a rischio sé e gli altri.”
Nel 2018 a Sassari sono state applicate sanzioni amministrative per i pedoni trovati in comportamento pericoloso mentre utilizzavano lo smartphone: la multa base è stata fissata in 25 euro, con riduzione a 18 euro in caso di pagamento immediato. Le autorità hanno sottolineato che lo scopo è prevalentemente educativo e preventivo.
Risultati e strumenti di controllo
Le campagne di sensibilizzazione, ripetute nel tempo, hanno mostrato effetti positivi: la percentuale di incidenti attribuiti a pedoni distratti è diminuita. Un ruolo importante è stato svolto anche dai sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso di ricostruire dinamiche e responsabilità negli episodi registrati.
Iniziative in altre città
Altri enti locali hanno adottato misure analoghe o complementari per ridurre il fenomeno. Il Comune di Verona, ad esempio, ha lanciato campagne volte a incoraggiare un comportamento più attento dei pedoni e ha sperimentato segnali dedicati ai distratti, come semafori con segnaletica a terra che indicano chiaramente quando è sicuro attraversare.
Il Comune di Genova ha avviato progetti focalizzati sulla sicurezza stradale rivolti in particolare ai più giovani, con attività di informazione e coinvolgimento nelle scuole e nelle aree urbane più frequentate.
Arianna Viscogliosi, assessora alla Sicurezza, ha dichiarato:
“Siamo impegnati da tempo sulla sicurezza stradale: le campagne rivolte ai giovani hanno contribuito a ridurre la percentuale di sinistri causati dalla distrazione.”
Prospettive e contesto europeo
Non solo le amministrazioni italiane stanno affrontando il fenomeno: in diversi paesi della UE si stanno studiando soluzioni per sensibilizzare e, in alcuni casi, introdurre misure sanzionatorie o infrastrutturali dedicate ai pedoni distratti. Le opzioni vanno dalla comunicazione pubblica a interventi di progettazione urbana mirati a separare i flussi pedonali più vulnerabili.
Dal punto di vista istituzionale, gli sforzi combinano tre direttrici: informazione educativa, regolamentazione interpretativa e adeguamento delle infrastrutture. Le amministrazioni locali collaborano con forze di polizia, enti sanitari e scuole per sviluppare programmi che riducano il rischio e migliorino la sicurezza collettiva.
La questione solleva anche riflessioni giuridiche e amministrative: l’uso di norme generali per sanzionare comportamenti pedonali pone la necessità di chiarezza nelle procedure e di proporzionalità nell’applicazione delle sanzioni, oltre all’importanza di valutare l’efficacia delle misure preventive rispetto a quelle punitive.
In sintesi, l’approccio prevalente privilegia la prevenzione e l’educazione, integrando, dove necessario, strumenti di controllo e interventi infrastrutturali per ridurre gli incidenti causati dalla distrazione da smartphone.