Iata: traffico passeggeri crescerà del 5,3% nel 2025
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il traffico aereo ha registrato nel 2025 una crescita senza precedenti sia per i passeggeri sia per il trasporto merci, secondo i dati consuntivi diffusi dalla Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo. La domanda complessiva, misurata in RPK (passeggeri-chilometro trasportati), è aumentata del 5,3% rispetto al 2024, mentre la capacità totale in termini di ASK è cresciuta del 5,2%. Il coefficiente di riempimento medio ha raggiunto l’83,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali, segnando valori record per l’anno.
La crescita è stata più marcata sul fronte internazionale, con la domanda in aumento del 7,1% rispetto al 2024 e la capacità incrementata del 6,8%, per un load factor dell’83,5% (+0,2 punti). Il traffico domestico ha invece mostrato un’espansione più contenuta: domanda +2,4%, capacità +2,5% e coefficiente di riempimento medio pari all’83,7% (-0,1 punti).
Aumentare la produzione di SAF e migliorare la supply chain
Willie Walsh ha detto:
“La forte crescita del 2025 riporta il settore in linea con i modelli di crescita storici dopo la ripresa post-COVID.”
Secondo la Iata, il settore affronta oggi due sfide principali: la decarbonizzazione e le criticità della catena di approvvigionamento. Per accelerare la transizione verso carburanti meno emissivi è indispensabile un quadro di politiche fiscali e incentivi chiaro e stabile che sostenga la produzione di SAF (sustainable aviation fuel), il carburante sostenibile per l’aviazione.
Sul fronte della supply chain, nel 2025 molte compagnie hanno subito contrazioni della capacità operativa per ritardi nelle consegne da parte dei principali produttori. Ritardi nella fornitura di velivoli e componentistica, oltre a tempi di certificazione più lunghi, hanno generato pressioni sui costi industriali e operativi: la stima complessiva degli oneri aggiuntivi supera gli 11 miliardi di dollari. La minore disponibilità di aeromobili ha impattato la capacità di risposta alle richieste di viaggio, con effetti sulla pianificazione delle rotte e sui costi per i vettori.
Iata ha osservato:
“Ogni nuovo aeromobile significa una flotta più silenziosa e meno inquinante; per questo occorre accelerare la produzione di SAF e risolvere i colli di bottiglia nella supply chain.”
Il traffico merci si è adattato ai nuovi dazi
Il trasporto aereo merci ha mostrato segnali di adattamento alle mutate condizioni del commercio internazionale. Per l’intero 2025 la domanda, misurata in CTK (tonnellate-chilometro di merci), è cresciuta del 3,4% rispetto al 2024, con un aumento più evidente per le operazioni internazionali (+4,2%). La capacità disponibile in tonnellate-chilometro (ACTK) è salita del 3,7% a livello globale e del 5,1% nelle rotte internazionali.
Il ruolo dell’e-commerce è risultato determinante nel sostenere i volumi: molti operatori logistici e spedizionieri hanno anticipato consegne per evitare l’impatto di nuovi dazi e dell’eliminazione di esenzioni tariffarie come la soglia de minimis. Questo ha prodotto spostamenti temporanei dei flussi commerciali e ha favorito una maggiore domanda sulle tratte intra-asiatiche e tra Asia e Europa.
Nel 2026 peseranno gli sviluppi commerciali e geopolitici
Le tensioni commerciali e le decisioni tariffarie continueranno a influenzare la domanda nel 2026. I flussi di merci e passeggeri risentono delle relazioni economiche tra regioni: a fronte dell’aumento della domanda intra-asiatica e tra Asia e Europa, i collegamenti tra Stati Uniti e Asia hanno mostrato segnali di rallentamento dovuti a dazi e incertezze politiche.
Willie Walsh ha commentato:
“La crescita nel 2026 dovrebbe limitarsi al 2,4%, con una domanda che continuerà a essere influenzata dagli sviluppi commerciali e geopolitici.”
Le prospettive per il prossimo anno dipenderanno dunque dall’evoluzione delle politiche commerciali, dalla capacità dei governi di incentivare investimenti in SAF e infrastrutture, e dalla rapidità con cui l’industria riuscirà a risolvere i problemi di approvvigionamento e produzione. Un miglior coordinamento tra amministrazioni pubbliche e operatori privati sarà fondamentale per tradurre la ripresa in una crescita sostenibile e resiliente.