Multinazionali impreparate ai rischi geopolitici: solo il 20% ha divisioni ad hoc
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Benché l’instabilità geopolitica sia ormai una costante nelle strategie aziendali globali, molte imprese — in particolare le multinazionali — restano impreparate a gestire in modo sistematico questi rischi. Secondo un’analisi del World Economic Forum, svolta in collaborazione con la IMD Business School e il Boston Consulting Group, la maggior parte delle società non è ancora in grado di anticipare, valutare e rispondere in modo organico a tali minacce.
Lockton Pl Ferrari è un broker assicurativo con oltre sessant’anni di esperienza nel settore marittimo, specializzato in polizze P&I (protection and indemnity). Nel 2025 l’azienda ha inoltre creato nuove business unit dedicate a surety, energy & construction e real estate, e ha lanciato una divisione denominata global solutions, pensata per rispondere alle esigenze delle realtà che operano a livello internazionale.
Filippo Fabbri ha detto:
“La maggior parte delle imprese non è ancora in grado di anticipare, valutare e rispondere sistematicamente ai rischi geopolitici; meno del 20% ha creato un dipartimento dedicato alla geopolitica.”
Filippo Fabbri ha detto:
“I vertici delle multinazionali devono affrontare scenari critici legati a Paesi come l’Iran, l’Ucraina o il Venezuela. Il nostro compito è supportare chi opera globalmente, trasferendo a assicuratori specializzati i rischi che potrebbero intaccare i beni all’estero.”
Gerolamo Chiavari alla guida del nuovo ramo italiano
Il mercato italiano riveste un ruolo strategico: le multinazionali estere presenti in Italia rappresentano una quota significativa dell’occupazione e della produzione. Secondo dati ISTAT 2023, le imprese multinazionali impiegano il 9,8% degli addetti e generano il 21% del fatturato e il 17,5% del valore aggiunto nei settori industria e servizi. A livello internazionale, i dati OCSE segnalano che l’Italia figura tra i principali paesi esportatori, sottolineando l’importanza di servizi dedicati alla gestione del rischio per sostenere l’apertura internazionale del sistema produttivo.
Per rispondere a queste esigenze è stata creata la divisione global solutions, pensata per assistere sia le aziende multinazionali italiane sia le controllate di gruppi esteri con attività nel paese.
È stato nominato alla guida della nuova unità Gerolamo Chiavari, con il ruolo di head of global solutions Italia.
Gerolamo Chiavari ha detto:
“Le catene del valore sono sempre più globali e i rischi diventano sempre più interconnessi: si va dal cyber alle interruzioni di fornitura, dalle responsabilità ambientali alle nuove normative ESG. La divisione nasce per offrire una visione integrata del rischio, combinando competenze locali e piattaforme internazionali.”
Gerolamo Chiavari ha aggiunto:
“Saremo in grado di fornire servizi complessi di gestione del rischio globale, progettazione di programmi assicurativi e collocamento e coordinamento dei servizi locali nei diversi Paesi di operatività.”
La nuova unità mira dunque a integrare consulenza tecnica, capacità di mercato e networking internazionale per limitare l’esposizione delle imprese a eventi avversi. Tra le aree di intervento prioritarie figurano la cyber security, la continuità delle forniture, la gestione delle responsabilità ambientali e l’adeguamento alle regole ESG, ambiti in cui la complessità normativa e operativa richiede soluzioni assicurative strutturate e personalizzate.
Nel bilancio chiuso al 30 aprile 2025 Lockton Pl Ferrari ha registrato un aumento dei ricavi lordi del 14% rispetto all’anno precedente e un incremento del 10% nel numero di clienti. Il gruppo Lockton, tra i primi dieci broker a livello mondiale, ha mostrato una crescita del fatturato del 13% nello stesso periodo, superando i 4 miliardi di dollari e servendo oltre 65.000 clienti.
Il rafforzamento di competenze specialistiche e la creazione di strutture dedicate alla gestione dei rischi geopolitici e operativi rappresentano, sul piano pratico, un elemento chiave per la resilienza delle imprese che operano in contesti internazionali e per la stabilità delle filiere produttive con presenza in Italia.