Sotto i riflettori la leadership della CFTC degli Stati Uniti nel markup sulla struttura di mercato

Nei prossimi giorni i legislatori del Congresso torneranno a lavorare al Capitol Hill dopo che il maltempo ha costretto al rinvio di audizioni e votazioni, e l’attenzione si concentrerà sugli emendamenti proposti a una legge attesa sulla struttura del mercato delle criptovalute.

È previsto per giovedì un’esame di testo da parte del Senate Agriculture Committee sul Digital Commodity Intermediaries Act (DCIA), il disegno di legge che intende creare un quadro normativo per la struttura del mercato degli asset digitali. Si tratta di uno dei primi tentativi di portare avanti una normativa sulla struttura di mercato a livello di Senato, dopo che il Senate Banking Committee ha rimandato il proprio markup in seguito al ritiro del sostegno da parte di Coinbase.

Tra gli undici emendamenti resi pubblici al momento della stesura figurano proposte eterogenee: un divieto per i parlamentari e per funzionari della Casa Bianca di intrattenere rapporti professionali con l’industria delle criptovalute, misure per promuovere la concorrenza sulle commissioni delle transazioni con carta di credito, disposizioni volte a contrastare l’ingerenza straniera nei mercati statunitensi e un emendamento che condiziona l’entrata in vigore della legge alla presenza di almeno quattro commissari confermati al CFTC.

L’emendamento che vincola l’operatività della norma alla composizione della dirigenza del regolatore è stato proposto dalla senatrice Amy Klobuchar: secondo la formulazione, il DCIA non dovrebbe diventare operativo «fino a quando non saranno confermati dal Senato almeno quattro commissari» presso la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

La richiesta di una soglia minima di commissari è motivata dalla carenza di membri al vertice dell’ente di vigilanza dopo le dimissioni dell’act­ing chair Caroline Pham e di altri funzionari nel 2025. Il CFTC è strutturato per avere cinque commissari, uno dei quali funge da presidente; al momento è rimasto in carica soltanto il presidente Michael Selig, scelto dall’amministrazione del President Donald Trump, situazione che solleva dubbi sull’operatività e sulla capacità dell’agenzia di adottare norme complesse.

Contesto e ruolo degli organismi di vigilanza

Il DCIA intende chiarire la ripartizione delle competenze tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la CFTC nella regolazione degli asset digitali, un tema ricorrente dati i limiti storici nella definizione di giurisdizione tra i due enti. Una corretta attribuzione delle responsabilità è considerata essenziale per definire chi può emanare regole di mercato, chi esercita poteri di sorveglianza e chi ha autorità sulle sanzioni.

Resistenze e punti controversi

Il testo in discussione ha suscitato resistenze sia in ambito parlamentare sia tra operatori del settore per diverse disposizioni contenute nelle bozze sottoposte alle commissioni Banca e Agricoltura. Tra i punti più dibattuti figurano i meccanismi di ricompensa legati ai stablecoin, il trattamento delle tokenized equities, le prerogative normative sulle attività di DeFi e questioni legate all’etica e ai conflitti d’interesse.

Iter parlamentare e scenari possibili

La procedura prevede che ciascuna commissione esamini e modifichi il testo durante il markup; successivamente è necessario concordare una versione che possa essere presentata all’aula. Al momento non è noto quali emendamenti otterranno il via libera in sede agricola né in che modo si concilieranno le posizioni con il Senate Banking Committee, che non ha ancora riprogrammato il markup originariamente previsto per il 15 gennaio.

Le opzioni includono l’approvazione separata di testi dalle due commissioni seguita da una ricomposizione in commissione mista o la presentazione di un disegno unificato in aula tramite emendamenti gestiti dalla leadership del Senato; ognuna di queste strade comporta tempi e rischi politici diversi.

Implicazioni politiche ed economiche

Un quadro normativo più definito potrebbe favorire la trasparenza di mercato, rafforzare la fiducia degli investitori istituzionali e delineare limiti chiari per l’innovazione tecnologica, ma può anche rallentare alcune attività commerciali se le regole risultano troppo vincolanti. L’eventuale condizione posta dall’emendamento sulla composizione del CFTC può ritardare l’entrata in vigore delle norme e rendere la loro applicazione dipendente dalle dinamiche politiche legate alle conferme in Senato.

Inoltre, misure volte a contrastare interferenze straniere o a regolare le commissioni di transazione potrebbero avere impatti concreti sui flussi di mercato e sui modelli di business delle piattaforme, rendendo lo scontro tra esigenze di tutela dei consumatori e spinte all’innovazione un elemento chiave del dibattito politico.

Nei prossimi giorni, quindi, il valore politico del markup e l’evoluzione delle conferme dei regolatori saranno determinanti per stabilire se e quando il DCIA potrà tradursi in una normativa operativa; osservatori del settore e stakeholder istituzionali seguiranno da vicino le votazioni nelle commissioni e gli eventuali passaggi successivi in aula.