Impennata dell’uso criminale delle criptovalute dopo anni di calo costante, secondo rapporto TRM

Gli attori criminali hanno movimentato circa 158 miliardi di dollari in asset digitali nel 2025, segnando un aumento netto del valore delle attività illecite dopo anni di calo, secondo un rapporto di TRM Labs basato sui dati del 2025.

Anche con questo incremento assoluto, la quota di volume totale delle criptovalute attribuibile ad operatori illeciti resta bassa: circa l’1,2% del totale, evidenzia il rapporto pubblicato mercoledì, ma la natura dell’attività criminale si è fatta più professionale e sempre più caratterizzata da operazioni con sostegno statale e infrastrutture sofisticate.

Ari Redbord ha dichiarato:

“Abbiamo visto circa quattro trilioni di dollari di attività in stablecoin nel 2025, il che mostra la velocità di crescita dell’ecosistema legittimo. Anche con questa crescita, l’attività illecita rappresenta solo circa l’1,2% del volume totale. Detto questo, quell’1,2% è esistenziale: attacchi ransomware agli ospedali, anziani che perdono i risparmi per truffe e attori statali come la Corea del Nord che usano le crypto per finanziare programmi bellici.”

Il rapporto sottolinea come la crescita complessiva dell’ecosistema legale – in particolare delle stablecoin – abbia aumentato il denominatore, riducendo la percentuale relativa di attività criminale, ma non eliminandone l’impatto sociale ed economico. Tra i rischi citati figurano gli attacchi ransomware a strutture sanitarie e le frodi che colpiscono i risparmi degli individui.

Aumento guidato da flussi legati alle sanzioni

Secondo TRM Labs, la forte impennata dei volumi crypto connessi a sanzioni è stata «soprattutto» trainata da flussi legati alla Russia. Il rapporto stima che siano transitati circa 72 miliardi di dollari attraverso lo stablecoin A7A5 ancorato al rublo, mentre il cluster di wallet noto come A7 potrebbe essere collegato a oltre 39 miliardi di dollari di evasione delle sanzioni.

Oltre alla componente russa, il documento segnala una trasformazione più ampia: altri attori soggetti a sanzioni hanno institutionalizzato l’uso delle infrastrutture crypto, con attività rilevanti segnalate in paesi come Venezuela e Cina. Questo fenomeno indica non solo volumi maggiori, ma anche pratiche più strutturate per aggirare controlli e restrizioni internazionali.

Attacchi informatici e furti

Gli attacchi informatici hanno sottratto quasi 3 miliardi di dollari nel 2025, una somma superiore a quella dell’anno precedente; circa la metà di questa cifra è attribuita a un singolo attacco avvenuto a febbraio contro Bybit. Nel corso dell’anno sono stati registrati 150 episodi di furto tramite hack o exploit, ma le perdite sono concentrate in pochi grandi eventi.

Il rapporto evidenzia che gli attori più sofisticati — in particolare quelli collegati alla Corea del Nord — non si limitano più a sfruttare vulnerabilità nel codice: compromettono le fondamenta operative dei servizi di asset crypto e gli ecosistemi circostanti. Gli attacchi all’infrastruttura hanno generato la maggior parte delle perdite rilevate.

TRM Labs ha osservato:

“Questa professionalizzazione complica il recupero: più rapidamente gli asset rubati vengono instradati attraverso intermediari stratificati, più si restringe la finestra temporale per le operazioni di interdizione.”

Metodi di riciclaggio e complessità investigativa

Le operazioni nordcoreane sfruttano cosiddette «lavanderie» con base in Cina per trasferire gli asset rubati a intermediari appaltati, che a loro volta impiegano tecniche come il chain-hopping e la frammentazione per complicare la tracciabilità. Questa catena di passaggi e la presenza di molteplici livelli di intermediari rendono più difficile il congelamento e il recupero dei fondi.

Implicazioni politiche e regolamentari

L’uso illecito delle criptovalute è al centro del dibattito tra i legislatori statunitensi che lavorano a una riforma della struttura del mercato crypto. I democratici sollevano la necessità di misure più stringenti contro la criminalità rispetto a bozze precedenti del provvedimento esaminate in due commissioni del Senato.

Finora le forze politiche non sono riuscite a trovare un testo condiviso che soddisfi entrambe le parti, nonostante sia prevista un’audizione nella Commissione Agricoltura del Senato. Se l’audizione si svolgerà, il contrasto al finanziamento illecito tramite criptovalute rimarrà un punto centrale della discussione normativa.

Tra le opzioni regolamentari in esame vi sono l’inasprimento degli obblighi di KYC (know your customer), l’applicazione del travel rule, e requisiti più rigorosi di compliance per le piattaforme con l’obiettivo di migliorare la capacità di rispettare le sanzioni e di facilitare l’azione delle autorità competenti.

Nel complesso, il rapporto di TRM Labs mostra un mercato crypto che continua a crescere e a richiedere uno sforzo coordinato tra autorità di regolamentazione, forze dell’ordine e operatori del settore per mitigare i rischi posti da attori criminali sempre più professionalizzati.