La ricchezza delle famiglie crolla del 5% rispetto al 2021: colpa dell’inflazione
- 28 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane è risultata pari a 11.732 miliardi di euro; rispetto al 2023 si è registrato un incremento nominale del 2,8%, ma valutata a prezzi costanti rimane inferiore di oltre il 5% rispetto al 2021, effetto della forte inflazione registrata nel 2022.
Lo rileva il report congiunto di Istat e Banca d’Italia, che indica come la crescita delle componenti patrimoniali sia stata eterogenea tra attività reali e finanziarie.
Composizione e dinamica delle attività delle famiglie
Le attività non finanziarie delle famiglie sono salite a 6.761 miliardi di euro, con un aumento del 1,9% a prezzi correnti (+124 miliardi) rispetto all’anno precedente. Questo progresso è stato trainato principalmente dal valore degli immobili, in particolare delle abitazioni, che rappresentano la parte più consistente del patrimonio reale.
Il valore delle abitazioni è cresciuto per il terzo anno consecutivo, portandosi a 5.662 miliardi di euro: dopo il recupero iniziato nel 2022, il livello rimane comunque leggermente sotto il picco del 2011 (5.701 miliardi).
Le attività finanziarie hanno mostrato un incremento del 3,6%, raggiungendo 6.013 miliardi di euro. L’aumento è stato determinato soprattutto dall’apprezzamento dei prezzi delle quote di fondi comuni, dei titoli e delle riserve assicurative.
In termini di strumenti, il risparmio gestito ha pesato per il 15,4% del portafoglio finanziario, seguito dalle azioni (13,8%) e dai depositi (12,4%). Le quote di fondi comuni hanno raggiunto il valore massimo nell’arco osservato, attestandosi a 841 miliardi di euro.
Le passività finanziarie delle famiglie sono aumentate in misura limitata (+0,7%), principalmente a causa di un aumento degli altri conti passivi, con impatti rilevanti dai debiti commerciali.
Origine della variazione della ricchezza finanziaria
Gran parte dell’incremento della ricchezza finanziaria nel 2024 è riconducibile ai guadagni in conto capitale derivanti dall’andamento favorevole dei mercati: quasi 150 miliardi sono attribuibili a rivalutazioni su quote di fondi comuni, azioni e riserve assicurative.
I nuovi flussi di risparmio finanziario hanno contribuito in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti, con circa 24 miliardi netti di nuovi depositi e investimenti fresh.
Confronto internazionale
Nel confronto con altri paesi, il rapporto tra ricchezza netta delle famiglie e il reddito lordo disponibile è rimasto sostanzialmente stabile in Italia e Canada, mentre è proseguita la diminuzione per il terzo anno consecutivo in Francia e nel Regno Unito. In Germania il rapporto è aumentato.
Queste differenze riflettono dinamiche eterogenee dei mercati immobiliari e finanziari, nonché differenti politiche fiscali e di sostegno al reddito che incidono sia sulla formazione della ricchezza sia sulla sua distribuzione.
Imprese non finanziarie: patrimonio e indebitamento
La ricchezza netta delle società non finanziarie è stata pari a 1.015 miliardi di euro. Tra le attività reali, che costituiscono il 56,6% della ricchezza lorda, sono cresciuti il valore degli immobili e, in misura rilevante, gli impianti e i macchinari.
Dal punto di vista finanziario è aumentato il valore di mercato delle azioni in portafoglio; sono inoltre salite le detenzioni di titoli e i depositi. L’indebitamento rapportato alle attività non finanziarie è calato, seguendo la tendenza osservata anche per le imprese nel Regno Unito e in Canada, mentre in Francia è aumentato.
Settore finanziario
La ricchezza lorda delle società finanziarie è cresciuta dell’1,2% nel 2024, interrompendo la fase di contrazione iniziata nel 2022. L’aumento ha interessato soprattutto le azioni e le quote di fondi comuni, mentre anche le passività sono salite (+0,9%) con una riduzione della raccolta depositi a favore di strumenti di mercato quali fondi e titoli.
Amministrazioni pubbliche
Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche è risultata negativa per 1.522 miliardi di euro, in peggioramento rispetto all’anno precedente. Il deterioramento è dovuto principalmente all’aumento delle passività (+3%), mentre le attività sono rimaste sostanzialmente stabili.
Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche e il Pil nel 2024 è peggiorato solo in Italia e in Francia, evidenziando una maggiore pressione sul bilancio pubblico in questi paesi rispetto ad altri partner.
Valore pro capite e incidenze
Misurata per abitante, la ricchezza netta delle famiglie in Italia alla fine del 2024 è stata pari a 199 mila euro pro capite, tra i valori più bassi nel gruppo di paesi esaminati ma superiore a quello del Regno Unito per il secondo anno consecutivo.
In rapporto al reddito lordo disponibile, la ricchezza netta delle famiglie è rimasta stabile rispetto al 2023 (8,2), collocandosi tra i valori più contenuti del periodo 2005-2024.
Alla fine del 2024 poco più della metà della ricchezza lorda delle famiglie era costituita da attività non finanziarie (52,9%), con le abitazioni che rappresentano il 44,3% e gli immobili non residenziali il 5,5%.
Osservazioni e implicazioni
L’analisi indica che il recupero della ricchezza in termini nominali è stato sostenuto soprattutto dai mercati finanziari e da un rinnovato apprezzamento immobiliare, ma la perdita in termini reali rispetto al 2021 sottolinea l’impatto duraturo dell’inflazione del 2022.
Per le politiche pubbliche ciò significa che, oltre a monitorare i mercati finanziari e immobiliari, è necessario valutare misure per sostenere la capacità di accumulo delle famiglie e ridurre vulnerabilità legate all’indebitamento e alla distribuzione della ricchezza.
Istat ha osservato:
“Misurata in rapporto alla popolazione, alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie (escluse le scorte) in Italia era pari a 199 mila euro, tra i valori più bassi nel confronto con gli altri paesi in esame, ancorché superiore a quello del Regno Unito per il secondo anno consecutivo. Rispetto al 2023, la ricchezza netta pro capite è cresciuta quasi del 3%, meno che in Canada, Regno Unito e Germania.”