Borse Ue caute in vista della Fed: bilanci delle big tech Usa al centro, dollaro ai minimi da quattro anni e oro oltre 5.200 $
- 28 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Petrolio e metalli preziosi mostrano segnali di forza sui mercati internazionali: il greggio si avvicina ai massimi delle ultime settimane mentre oro e argento registrano rialzi significativi, con effetti visibili anche sui mercati obbligazionari e azionari asiatici.
Andamento delle materie prime
Le quotazioni del petrolio si sono mosse verso i livelli più alti degli ultimi quattro mesi: il future di marzo sul Wti avanza dello 0,29% a 62,57 dollari al barile, mentre la consegna sul Brent sale dello 0,18% a 67,69 dollari al barile.
In Europa il prezzo del gas naturale ad Amsterdam è in aumento di circa lo 0,2%, a 38,8 euro per megawattora, riflettendo dinamiche stagionali e tensioni sull’offerta. Sul fronte dei metalli preziosi, la consegna spot del oro cresce dell’1,92% a 5.281 dollari l’oncia, dopo un picco a 5.284 dollari, mentre il argento registra un rialzo del 7,9% a 114,3 dollari, avvicinandosi ai massimi toccati lunedì a 117,69 dollari.
Spread e rendimento dei titoli di Stato
L’apertura dello spread tra BTp e Bund è risultata stabile, con il differenziale a 59 punti base, livello vicino ai minimi osservati dal 2009. Il rendimento del BTp decennale è sceso al 3,44% rispetto al 3,46% del close precedente, segnalando una leggera compressione dei rendimenti sul mercato secondario.
Il mantenimento di uno spread ridotto riflette, da un lato, una domanda sostenuta per il debito sovrano e, dall’altro, aspettative di stabilità sui conti pubblici. Un differenziale contenuto tende a ridurre i costi di finanziamento per lo Stato e può indicare fiducia degli investitori internazionali; tuttavia, il livello dei rendimenti rimane sensibile a decisioni di politica monetaria, dati macroeconomici e flussi di capitale globali.
Mercati asiatici: Tokyo in attesa
Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in modo poco mosso: l’indice Nikkei ha segnato un +0,04% a 53.358,71 punti, mentre l’indice allargato Topix ha ceduto lo 0,79% a 3.535,49 punti.
La dinamica degli scambi è stata influenzata dall’andamento del yen, che dopo una fase di indebolimento ha recuperato terreno in seguito a indiscrezioni su possibili interventi di sostegno da parte delle autorità finanziarie giapponesi. Questo recupero valutario ha penalizzato i titoli dei principali esportatori, la cui redditività è sensibile al cambio, e ha mantenuto gli investitori prudenti in vista delle prossime indicazioni dalla Banca del Giappone.
Gli operatori attendono chiare indicazioni di politica monetaria, perché eventuali interventi sul cambio o segnali di modifica del programma di acquisto di asset potrebbero avere ripercussioni sui flussi globali di capitale e sui mercati azionari ed obbligazionari internazionali.