Spagna, disoccupazione ai minimi dal 2008: la ripresa prende piede

I tassi di disoccupazione in Spagna hanno raggiunto, nel quarto trimestre del 2025, il livello più basso degli ultimi 18 anni, secondo i dati diffusi da INE, l’istituto nazionale di statistica spagnolo, segnalando segnali di stabilizzazione in uno dei mercati del lavoro più fragili d’Europa.

Il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,93%, il valore più contenuto dall’ondata di crisi del 2008 — quando il tasso aveva toccato punte prossime al 27% — pur restando tra i più elevati nell’ambito dell’Unione Europea. La disoccupazione giovanile ha toccato anch’essa i minimi post-crisi, intorno al 23%.

Fattori determinanti di questo miglioramento sono stati la robusta crescita economica degli ultimi anni e la riforma del lavoro del 2021, mirata a restringere l’uso dei contratti a tempo determinato e a promuovere forme occupazionali più stabili.

Oggi quasi 22,5 milioni di persone risultano occupate in Spagna. Nel corso del 2025 l’economia spagnola ha creato il maggior numero di posti di lavoro nell’Eurozona, con un aumento netto di circa 605.400 occupati, di cui il 92% nel settore privato.

Ruolo dell’immigrazione nella copertura della domanda di lavoro

La decisione del governo socialista guidato da Pedro Sánchez di facilitare l’ingresso di lavoratori stranieri ha contribuito in modo rilevante a colmare le carenze di manodopera in settori chiave come la ristorazione, l’edilizia, l’ospitalità e l’assistenza alla persona. Questa scelta si pone in contrasto con le politiche migratorie più restrittive osservate in molte altre economie europee.

Il governo sta negoziando con le forze alleate di sinistra una misura per concedere il permesso di soggiorno e lavoro a ulteriori 500.000 migranti che risultino presenti in Spagna da almeno cinque mesi e privi di precedenti penali. La proposta mira a soddisfare domanda immediata di lavoro, ma comporta anche questioni complesse di integrazione, accesso ai servizi pubblici e pianificazione dei percorsi di inserimento professionale.

Raymond Torres del think tank Funcas ha detto:

“L’immigrazione ci distingue dagli altri Paesi. Ha sostenuto la crescita in settori come l’ospitalità e l’assistenza, che altrimenti avrebbero sofferto gravi carenze di manodopera.”

Impatto economico e ricadute politiche

I dati positivi sull’occupazione rafforzano la percezione della solidità della quarta economia dell’Eurozona e consolidano il quadro di ripresa post-pandemica. Tuttavia, il calo della disoccupazione non elimina del tutto le vulnerabilità strutturali del mercato del lavoro spagnolo, come la diffusione di lavori precari e la persistente disoccupazione giovanile.

Dal punto di vista politico, i miglioramenti occupazionali possono attenuare le critiche rivolte all’esecutivo, incluse le pressioni nate dopo alcuni incidenti ferroviari mortali e le controversie legate alle linee ad alta velocità, che avevano messo in discussione aspetti di sicurezza e gestione delle infrastrutture.

Per garantire la sostenibilità del progresso sul mercato del lavoro sarà tuttavia necessario affiancare alle misure di apertura dell’offerta di lavoro politiche di formazione professionale, adeguamento delle competenze alle esigenze dei settori in espansione e interventi sul fronte della protezione sociale e dell’inclusione dei nuovi lavoratori.



Author: Tony
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