CDP scende in campo: il piano per quotare le pmi italiane
- 27 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il mercato azionario italiano resta modesto in termini di capitalizzazione rispetto alle principali piazze europee, ma l’Italia si distingue per un elevato livello di risparmio privato e per un comparto del wealth management tra i più solidi a livello continentale.
Il rilancio di Piazza Affari attraverso il FNSI
Il progetto denominato Fondo Nazionale Strategico Indiretto (FNSI) nasce all’interno dello strumento Patrimonio Rilancio, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzato con il supporto della Cassa Depositi e Prestiti. L’iniziativa mira a rafforzare la patrimonializzazione delle imprese italiane e a incentivare il ricorso al mercato azionario tramite un nuovo impulso alle Ipo, con l’obiettivo di sviluppare il mercato dei capitali nazionale e favorire la crescita delle imprese.
Struttura tecnica e vincoli d’investimento
Il FNSI è concepito come un fondo di fondi chiuso, interamente sottoscritto dal MEF e affidato alla gestione della CDP. La strategia prevede che il fondo sottoscriva quote di nuovi veicoli gestiti da Sgr italiane e internazionali, i quali investiranno prevalentemente in strumenti azionari.
La parte più significativa delle risorse dovrà essere allocata in titoli quotati sul mercato italiano, con una quota minima del 70% destinata ad emittenti di media-piccola capitalizzazione (esclusi i componenti del FTSE MIB) e con una esclusione di settori quali assicurazioni, banche e attività finanziarie strettamente regolamentate.
Risorse pubbliche e private per la crescita
Il meccanismo prevede che il FNSI possa sottoscrivere fino al 49% delle quote dei fondi di nuova istituzione di diritto italiano, con un ticket minimo di ingresso pari ad almeno 35 milioni. Pertanto, almeno il 51% delle risorse deve essere apportato da investitori privati, assicurando un significativo co-investimento del settore privato.
L’orizzonte temporale degli investimenti è di medio-lungo periodo (indicativamente 5–7 anni) e il termine ultimo per la liquidazione del fondo è fissato alla fine del 2032. In aggiunta, i gestori dei fondi autorizzati potranno fungere da anchor investors nelle operazioni di quotazione per emittenti che abbiano completato positivamente il processo di ammissione alla negoziazione, a condizione che l’offerta primaria sia almeno di 10 milioni. Ogni fondo potrà acquisire fino al 5% dei titoli offerti in fase di quotazione.
L’intento del progetto è generare una piattaforma composta da circa una decina di fondi in grado di creare domanda stabile per le emissioni e sostenere il rilancio delle quotazioni su Piazza Affari.
Il vertice a Palazzo Mezzanotte
Un incontro di presentazione e aggiornamento del progetto si è svolto a Milano, presso la sede della Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte, con la partecipazione di quasi 500 investitori e rappresentanti istituzionali. L’evento ha offerto un’occasione di confronto tra policy maker, gestori e investitori per chiarire modalità operative e prospettive.
All’incontro hanno preso parte il Sottosegretario al MEF Federico Freni, l’Amministratore Delegato di Borsa Italiana Fabrizio Testa, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di CDP Equity Fabio Barchiesi, il responsabile di Patrimonio Rilancio in CDP Mauro Baragiola, oltre ai manager delle principali Sgr e ai rappresentanti delle casse previdenziali coinvolte.
I protagonisti del progetto: le SGR coinvolte
Ad oggi sono stati autorizzati e approvati quattro fondi gestiti da Eurizon, Generali Investment, Amundi e Miria, mentre Arca è in fase avanzata di approvazione. Altri soggetti come Algebris, Anima ed Equita hanno ricevuto il via libera dall’Autorità di Vigilanza, e ulteriori proposte provenienti da AcomeA, Anthilia, Azimut, Ersel, Quaestio e Banor sono in istruttoria.
La partecipazione di grandi asset manager e delle casse previdenziali è fondamentale per assicurare massa critica, competenze di investimento e continuità, elementi ritenuti essenziali per stimolare un mercato azionario più profondo e liquido.
Barchiesi: la sfida è trasformare la fiducia in capitale e il capitale in crescita reale
Fabio Barchiesi ha dichiarato:
“CDP ha inteso strutturare il FNSI come un’iniziativa sistemica, volta a ridare vitalità al mercato dei capitali italiano e a sostenere concretamente le PMI, che rappresentano il tessuto produttivo e occupazionale del Paese.”
Fabio Barchiesi ha dichiarato:
“Ora che l’Italia ha riconquistato credibilità e stabilità a livello internazionale, la vera sfida è convertire questa fiducia in capitale e il capitale in una crescita reale, sostenibile e duratura. Il Gruppo CDP, operando con logiche di mercato e mantenendo disciplina finanziaria, può svolgere il ruolo di investitore istituzionale paziente che il progetto del Fondo richiede.”
Nel complesso, il FNSI intende creare un circuito virtuoso tra risparmio privato, capitale istituzionale e imprese, promuovendo operazioni di mercato che possano rafforzare la struttura patrimoniale delle società italiane e favorire investimenti produttivi a lungo termine.