Confindustria: economia in stallo, tensioni spingono l’oro al rialzo
- 26 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L>Il quadro congiunturale mostra un’economia italiana sostanzialmente ferma: il prezzo del petrolio ha interrotto il declino e non dà segnali di discesa, il dollaro relativamente debole penalizza le esportazioni e fattori geopolitici, come le tensioni legate al Venezuela e alla Groenlandia, aumentano l’incertezza che spinge le famiglie italiane ad accumulare risparmio anziché consumare.
Allo stesso tempo, alcune dinamiche favorevoli mitigano il quadro: l’accelerazione sugli interventi del Pnrr, la diminuzione dei rendimenti sovrani e una ripresa del credito offrono supporto alla domanda interna; tuttavia l’industria resta volatile e gli investimenti appaiono l’unico motore significativo per la crescita del Pil.
Queste evidenze emergono dal rapporto Congiuntura Flash elaborato dal Centro studi della Confindustria, che evidenzia come il trend decrescente del petrolio si sia invertito all’inizio del 2026 e come i prezzi del gas rimangano a livelli più che doppi rispetto al 2019.
Andamento dei tassi e dei mercati finanziari
I tassi d’interesse mostrano segnali di calo e gli spread si sono ridotti, mentre i mercati intendono un prolungamento della pausa sui ritocchi della politica monetaria: la Bce è attesa ferma e gli operatori prospettano una pausa anche da parte della Fed, con la possibilità che eventuali riduzioni dei tassi vengano spostate tra giugno e dicembre.
Investimenti e credito
Gli investimenti mostrano segnali di espansione: nel quarto trimestre del 2025 vari indicatori confermano una fase positiva negli investimenti in impianti e macchinari e nel settore delle costruzioni. Anche il credito bancario è in aumento, sebbene il costo effettivo per le imprese non stia registrando una riduzione significativa.
A dicembre, tuttavia, si è osservata una flessione della fiducia tra le imprese dei beni strumentali e del comparto costruzioni, segnale di come la dinamica degli investimenti resti sensibile alle aspettative e ai fattori esterni.
Risparmio delle famiglie e consumi
L’incertezza generale ha determinato un aumento record della propensione al risparmio delle famiglie, salita dal 9,9% all’11,4%, fattore che frena la spesa per consumi: nel terzo trimestre del 2025 i consumi delle famiglie sono cresciuti solo dello 0,1%.
Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di espansione nel numero degli occupati, ma la combinazione di risparmio elevato e fiducia volatile limita l’ampiezza della ripresa dei consumi.
Situazione dell’industria e dell’export
Il settore dei servizi mantiene una crescita positiva nel quarto trimestre del 2025, seppure in rallentamento. L’industria, invece, presenta forti oscillazioni: a novembre la produzione industriale è risalita di +1,5% dopo il calo di ottobre (-1,0%), determinando una variazione acquisita per il quarto trimestre pari a +1,0%.
In dicembre il PMI è tornato in area recessiva e la fiducia delle imprese ha assunto un profilo altalenante verso fine anno. Le esportazioni restano deboli: a novembre si è registrata una crescita contenuta dello 0,2% dopo il forte calo di ottobre, con prospettive negative per fine anno legate alle tensioni internazionali e all’incertezza che pesa sugli ordini manifatturieri esteri.
Il contesto internazionale
Sul fronte internazionale la crescita nell’Eurozona rimane debole, mentre negli Stati Uniti il Pil ha mostrato performance migliori delle attese. La Cina ha raggiunto l’obiettivo di crescita per il 2025, con un Pil stimato intorno al +5,0%.
Questi scenari internazionali, insieme ai prezzi energetici e alle dinamiche valutarie, influenzano le prospettive dell’economia italiana, condizionando esportazioni, costi per le imprese e fiducia dei consumatori.
Implicazioni di politica economica
Per sostenere la crescita occorre un mix di politiche che favorisca la domanda e consolidi gli stimoli agli investimenti: il ruolo del Pnrr resta cruciale per mobilitare risorse e progetti strutturali, mentre misure mirate per ridurre i costi finanziari delle imprese e migliorare le prospettive delle esportazioni possono contribuire a stabilizzare la congiuntura.
La coordinazione tra politica fiscale, politica industriale e l’attenzione della politica monetaria internazionale sarà determinante per trasformare la ripresa degli investimenti in una crescita più ampia e duratura del Pil.