I rialzisti di BTC valutano la debolezza dei prezzi mentre l’oro vola a ridosso dei 5.000 $

Negli ultimi mesi è emersa una netta divergenza tra Bitcoin e gli asset tradizionali considerati rifugi: mentre oro e altri metalli preziosi hanno registrato forti rialzi, Bitcoin mostra una performance inferiore, con un calo su base annua che ha sollevato dubbi sulla sua funzione di copertura dall’inflazione o di bene rifugio in periodi di incertezza.

Perché è avvenuta la divergenza

La teoria economica suggerisce che, quando il potere d’acquisto della moneta diminuisce, gli asset che proteggono dall’inflazione dovrebbero aumentare di valore. Nel contesto recente questa dinamica ha premiato i metalli preziosi, ma non ha prodotto lo stesso effetto per Bitcoin. Il risultato è un dibattito acceso sui motivi alla base di questa discrepanza: si tratta di scarsa domanda per Bitcoin, di fattori tecnici legati all’offerta, o semplicemente di un fenomeno di preferenza del mercato per strumenti noti?

Le difese dei sostenitori di lungo periodo

Jessy Gilger, senior advisor presso Gannett Wealth Advisors, ha detto:

“L’impennata dell’oro è in gran parte una reazione politica temporanea. In momenti di paura, molte istituzioni tornano a ciò che conoscono perché faticano a valutare un cambiamento tecnologico profondo. Stiamo osservando una deviazione statistica storica nel rapporto GLD/BTC, ma gli asset fisici sono una partita sul lungo termine. L’oro ha la tradizione, mentre Bitcoin ha dimostrato stabilità a livello di protocollo per oltre quindici anni. È probabile una regressione verso la media in cui Bitcoin recupererà terreno man mano che il mercato riconoscerà l’efficienza della scarsità digitale rispetto agli attivi legacy fisici.”

Mark Connors, chief investment officer di Risk Dimensions, ha detto:

“Guardare esclusivamente il lungo periodo non spiega il quadro attuale: il segnale emerge concentrandosi sui dettagli. Non è un problema di domanda ma un fenomeno di distribuzione dell’offerta. I flussi istituzionali verso ETF sono enormi, ma non stanno necessariamente spingendo il prezzo verso l’alto; stanno invece assorbendo anni di offerta ceduta dai primi adottanti. Quello che osserviamo è un trasferimento di proprietà, non una perdita di interesse.”

Charlie Morris, chief investment officer di ByteTree, ha detto:

“È interessante che i sostenitori dell’oro e i maximalisti di Bitcoin usino narrazioni simili: offerta limitata, stampa monetaria, inflazione, guerra. Io credo però che l’oro resti l’asset di riserva per il mondo ‘reale’ e Bitcoin per quello digitale. I problemi attuali sono soprattutto nel mondo reale: Bitcoin non sta fallendo, si sta semplicemente muovendo in linea con le azioni tecnologiche con cui è storicamente correlato.”

Peter Lane, CEO di Jacobi Asset Management, ha detto:

“La narrativa del ‘gold digitale’ non si è ancora dimostrata quando è stata messa alla prova. Bitcoin non si è comportato come una vera copertura contro l’inflazione o come un rifugio durante periodi di stress geopolitico e incertezza monetaria; in questa fase l’oro e l’argento hanno prevalso. Esiste una familiarità di massa con i metalli preziosi che Bitcoin non ha ancora conquistato. Ritengo possibile una rotazione ritardata verso BTC, ma per ora gli investitori preferiscono ciò che conoscono.”

Anthony Pompliano, chairman e CEO di ProCap Financial, ha detto:

“Negli ultimi cinque anni Bitcoin ha agito spesso come copertura dall’inflazione, ma se la deflazione dovesse materializzarsi, Bitcoin dovrà trovare nuovi fattori di domanda per continuare la sua ascesa. Rimango ottimista sulle prospettive a lungo termine di Bitcoin, pur riconoscendo che il contesto macro e gli attori del mercato si stanno rapidamente evolvendo.”

David Parkinson, CEO di Musquet e esperto di Lightning, ha detto:

“È prematuro affermare che il concetto di ‘oro digitale’ sia fallito. L’offerta fissa di Bitcoin e la crescita della sua rete continuano a generare rendimenti superiori rispetto all’inflazione e, su orizzonti multiannuali, anche rispetto all’oro. Bitcoin sta emergendo come asset monetario nativo di Internet: non è semplicemente una copertura contro l’inflazione, potrebbe rappresentare una soluzione strutturale al problema stesso.”

Andre Dragosch, analista presso Bitwise, ha detto:

“Il rally dei metalli preziosi è in gran parte dovuto a una ‘memoria muscolare’ degli investitori: incertezza porta a cercare beni familiari come oro e argento. Bitcoin è ancora percepito come asset rischioso nonostante possieda caratteristiche di conservazione del valore potenzialmente superiori. Sono convinto che Bitcoin inizierà a ricevere maggiore interesse quando gli asset tradizionali saranno sopravvalutati e gli investitori cercheranno alternative con valutazioni più attraenti. A livello relativo, Bitcoin appare sottovalutato rispetto all’ambiente macroeconomico e all’offerta monetaria globale, situazione che probabilmente si risolverà al rialzo nei prossimi mesi.”

Contesto tecnico e di mercato

Dietro le opinioni emerse ci sono temi ricorrenti che meritano chiarimenti: il ruolo degli ETF istituzionali, la distribuzione dell’offerta e la correlazione con le azioni tecnologiche. Gli ingressi in strumenti indicizzati possono assorbire grandi quantità di offerta sul mercato secondario, attenuando l’impatto immediato sui prezzi e favorendo una redistribuzione della proprietà da detentori storici a investitori istituzionali.

Inoltre, la correlazione di Bitcoin con titoli legati alla tecnologia indica che, in fasi in cui i mercati reali o i settori ciclici guidano il sentiment, Bitcoin può muoversi insieme a queste classi di attivo piuttosto che comportarsi come un rifugio isolato. Il quadro macro — inflazione, politiche monetarie, prospettive di crescita — determina infine quale narrativa prevale tra investitori retail e istituzionali.

Implicazioni per investitori e mercato

Per chi valuta un’esposizione a Bitcoin, le posizioni espresse dagli esperti suggeriscono di considerare l’orizzonte temporale, la tolleranza al rischio e le dinamiche di offerta. Se alcune argomentazioni puntano a una futura rotazione di capitale verso Bitcoin, altre evidenziano che il movimento in atto è coerente con una fase di trasferimento di proprietà e con la ricerca di asset conosciuti in tempi di incertezza.

Infine, la discussione solleva una domanda più ampia: Bitcoin vuole essere valutato come una riserva di valore comparabile all’oro, oppure come un nuovo asset monetario con dinamiche proprie? La risposta influenzerà la strategia di portafoglio e il ruolo che Bitcoin potrà assumere nei bilanci istituzionali e nelle allocazioni retail.

Conclusione

La recente divergenza tra Bitcoin e i metalli preziosi non elimina le ambizioni di lungo termine degli investitori crypto, ma sottolinea come le narrative di mercato si attivino in momenti diversi e per ragioni diverse. Mentre l’oro sta beneficiando di un flusso di domanda radicato nella familiarità degli investitori, i sostenitori di Bitcoin continuano a puntare su caratteristiche di scarsità, resilienza tecnologica e potenziale funzione monetaria nativa di Internet. Il prossimo periodo sarà cruciale per osservare se e quando si verificherà la rotazione ipotizzata verso gli asset digitali.