R3 punta su Solana per portare il rendimento istituzionale on-chain
- 24 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Dopo oltre un decennio dedicato allo sviluppo di infrastrutture per borse, istituzioni finanziarie e banche centrali, R3 ha avvertito un mutamento negli orientamenti del mercato e, circa un anno fa, ha avviato una revisione strategica per rispondere a una domanda fondamentale: qual è il modo più efficace affinché i clienti possano trasferire attivi interamente onchain?
La riflessione ha incluso una valutazione approfondita dell’ecosistema blockchain. Todd MacDonald ha raccontato questo processo come una serie di colloqui e analisi mirate a capire dove è più probabile che i mercati dei capitali istituzionali migrino.
Todd MacDonald said:
“Abbiamo parlato praticamente con tutti i layer one e i layer two.”
Quel lavoro si è concretizzato in una partnership strategica annunciata lo scorso maggio con la Solana Foundation, scelta dopo avere confrontato caratteristiche tecniche, throughput e progettazione focalizzata sul trading.
Perché Solana
Una rete di livello base, o layer 1, rappresenta l’infrastruttura fondamentale di una blockchain; i layer 2 sono invece soluzioni offchain o catene secondarie costruite sopra ai layer 1. Secondo R3, la scelta di Solana si basa su una convinzione di lungo periodo: i mercati diventeranno sempre più onchain e la struttura di Solana rende la rete particolarmente adatta a mercati dei capitali ad alte prestazioni.
Todd MacDonald said:
“Pensiamo che Solana sia la rete migliore per quel futuro.”
MacDonald ha sintetizzato la visione paragonando Solana a un luogo costruito appositamente per mercati ad alte prestazioni: una sorta di “Nasdaq delle blockchain”.
Esperienza e clienti istituzionali
Attraverso la piattaforma Corda, R3 supporta oltre 10 miliardi di dollari in asset e collabora con partecipanti istituzionali come HSBC, Bank of America, Bank of Italy, la Monetary Authority of Singapore, la Swiss National Bank, Euroclear, SDX e SBI. Questa esperienza consente a R3 di operare al crocevia tra infrastrutture consolidate e nuova finanza onchain.
Tokenizzazione: opportunità e limiti attuali
La tokenizzazione — la rappresentazione di asset reali come azioni, obbligazioni o crediti sotto forma di token digitali trasferibili su blockchain — è diventata un caso d’uso centrale che attrae interesse e investimenti dal mondo finanziario tradizionale.
L’attività in DeFi resta concentrata su poche catene: Ethereum mantiene il primato per valore totale bloccato (TVL) grazie alla sua profonda liquidità e all’ampio ecosistema di sviluppatori e adozione istituzionale, mentre Solana è emersa come una delle piattaforme DeFi a più rapida crescita, favorita da throughput elevato, commissioni molto basse e forte crescita degli utenti.
Dati recenti indicano che l’ecosistema DeFi di Solana detiene oltre 9 miliardi di dollari in TVL, collocandosi tra le principali reti al di fuori di Ethereum e delle sue Layer 2, e in certi periodi sfidando l’attività DeFi combinata di grandi L2 di Ethereum.
Liquidità: il vero collo di bottiglia
Negli ultimi otto-nove mesi R3 ha concentrato i propri sforzi su una sfida chiara: come tokenizzare il prossimo trilione di dollari di asset e trasferirli onchain in modo effettivo per gli investitori. Per riuscirci non basta emettere token: è necessario progettare prodotti che gli allocatori onchain vogliano usare e che gli investitori tradizionali possano adottare progressivamente.
Todd MacDonald said:
“Il cuore pulsante della DeFi è prendere in prestito e prestare.”
MacDonald sostiene che la vera svolta arriverà quando un asset reale tokenizzato potrà essere trattato come collaterale credibile allo stesso livello degli asset nativi crypto. Oggi la liquidità limitata e, in alcuni casi, permessi rigidi scoraggiano gli investitori DeFi dall’interagire in modo sostanziale con questi prodotti.
Piuttosto che imporre domanda, R3 parte dalle aree in cui l’appetito onchain esiste già, osservando che molti investitori sofisticati cercano rendimenti più stabili e meno correlati ai cicli speculativi delle crypto.
Todd MacDonald said:
“Stiamo cercando di portare questi asset onchain e confezionarli in modo nativo per la DeFi.”
Focus sugli asset e strategia di prodotto
La strategia di R3 privilegia prodotti a rendimento più elevato, con il credito privato come pilastro centrale. MacDonald osserva che rendimenti attorno al 10% attirano rapidamente l’attenzione degli investitori onchain, ma tali prodotti devono anche trovare un equilibrio tra rendimento, liquidità e composabilità.
Il credito privato tradizionalmente presenta liquidità trimestrale o “su appuntamento”, un vincolo che richiede soluzioni innovative per renderne le posizioni compatibili con le aspettative della DeFi. Oltre al credito privato, R3 individua opportunità significative nel trade finance, un mercato di dimensioni enormi in cui la domanda e l’offerta possono essere molto elastiche se funzionalità onchain adeguate fossero disponibili.
Il trade finance è però notoriamente opaco: giurisdizioni frammentate, contratti su misura e standard dei dati non uniformi rendono difficile la valutazione del rischio, la standardizzazione degli asset e la scalabilità della liquidità nonostante l’entità del mercato.
Emittenti, distribuzione e nuova formazione di capitale
Sul fronte degli emittenti, R3 collabora con asset manager di primo piano e con una lunga coda di proprietari di asset — da stabilimenti produttivi a società di trasporto marittimo — che vedono nella tokenizzazione non solo un canale distributivo alternativo ma anche un nuovo modello di formazione del capitale.
L’obiettivo non è replicare semplicemente prodotti offchain, ma riprogettarli in modo che siano investibili, negoziabili e composabili onchain, facilitando allo stesso tempo l’accesso degli investitori istituzionali e degli allocatori già presenti nell’ecosistema onchain.
Corda Protocol: vault e liquidità nativa
Questa visione è alla base del nuovo Corda Protocol annunciato da R3. Costruito nativamente su Solana, il protocollo introduce vault di rendimento supportati da asset reali curati professionalmente e pensati per emettere token di vault liquidi e riscattabili.
I vault, il cui lancio è previsto nella prima metà del 2026, sono progettati per offrire agli holder di stablecoin accesso a strumenti di debito tokenizzati, fondi e titoli collegati a riassicurazioni, senza rinunciare alla liquidità e alla composabilità tipiche della DeFi.
Todd MacDonald said:
“Gli asset disponibili tramite Corda saranno sostenuti da uno strato di liquidità nativo del protocollo, che permetterà swap istantanei da asset altrimenti illiquidi o con vincoli di liquidità per gli investitori onchain.”
Il protocollo si integrerà con curatori e protocolli di lending affermati per alimentare prestiti e la costruzione di posizioni con leva, facilitando l’uso diffuso degli asset tokenizzati come collaterale.
In segno di forte interesse iniziale, Corda ha raccolto oltre 30.000 preregistrazioni fino ad oggi, indice di domanda crescente per soluzioni che connettano capitale tradizionale e mercati onchain.
Impatto istituzionale e prospettive
Man mano che gli investitori DeFi si allontanano da strategie puramente speculative, cresce la domanda di rendimenti stabili e diversificati non correlati ai mercati crypto. Sebbene centinaia di miliardi in asset reali siano già rappresentati onchain, gran parte del rendimento istituzionale di qualità richiede che il capitale si sposti ancora offchain.
Todd MacDonald said:
“Il nostro obiettivo è colmare quel divario: portare asset di qualità ‘Wall Street’ onchain in modo che abbiano senso per la DeFi, e permettere al capitale offchain di entrare nei mercati onchain su scala.”
Per realizzare questa transizione serviranno non solo prodotti e protocolli ben progettati, ma anche una più ampia partecipazione di bilanci diversi disposti a impiegare capitale onchain e meccanismi di rimborso più flessibili che offrano vere opzioni agli investitori.
Se tali condizioni si affermeranno, la tokenizzazione su reti ad alte prestazioni come Solana potrebbe favorire una nuova fase di integrazione tra finanza tradizionale e infrastrutture decentralizzate, con impatti rilevanti su accesso al capitale, efficienza di mercato e progettazione di prodotti finanziari.