Confindustria e Università Luiss scommettono sul capitale umano
- 24 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Rosario Forlenza, direttore del corso di laurea in International Relations presso la Luiss, sottolinea che in una fase segnata dalle tensioni tra Unione Europea e Stati Uniti la capacità di mobilitare intelligenze sarà più decisiva delle risorse materiali.
Questa considerazione è al centro del road show nazionale «Luiss & Confindustria: nuove prospettive per imprenditori e studenti del territorio», la cui tappa emiliana è stata ospitata da Confindustria Emilia, che rappresenta gli industriali delle province di Bologna, Ferrara e Modena.
Rosario Forlenza ha dichiarato:
“Il futuro dell’Europa non sarà deciso da chi ha maggiori risorse, ma da chi saprà mettere in campo e coordinare intelligenze e competenze.”
L’iniziativa ha l’obiettivo di definire una road map formativa che risponda alle esigenze emergenti: non solo la rivoluzione tecnologica innescata dall’intelligenza artificiale, ma anche le trasformazioni geopolitiche che stanno rimodellando l’ordine globale.
Oggi le imprese richiedono profili più articolati rispetto al passato: oltre alle competenze STEM, crescono l’esigenza di conoscenze trasversali e di un approccio interdisciplinare.
Sonia Bonfiglioli ha osservato:
“È fondamentale avvicinare anche le ragazze alle discipline scientifiche e tecnologiche. Le imprese hanno bisogno di competenze tecniche ma anche di capacità critiche e multidisciplinari, che includano geopolitica e scienze demografiche.”
Sonia Bonfiglioli ha aggiunto:
“Se da un lato le aziende necessitano di manodopera qualificata, dall’altro possono crescere solo se sono inserite in un contesto fertile, dove nascono e si sviluppano idee.”
Contesto formativo e istituzionale
Secondo i promotori del road show, comprendere domanda e offerta di competenze richiede un confronto stretto tra università, imprese e istituzioni. L’intento è aggiornare i percorsi formativi per rispondere tanto ai mutamenti tecnologici quanto alle dinamiche internazionali e sociali.
Paolo Boccardelli, rettore della Università Luiss Guido Carli, ha spiegato che si tratta di un passaggio storico che richiede risposte rapide e infrastrutture formative adeguate.
Paolo Boccardelli ha detto:
“Dobbiamo comprendere gli obiettivi e la domanda di competenze; ascoltare imprese, istituzioni e società civile. È una fase di cambiamento rapidissimo che impone interventi strutturali.”
Paolo Boccardelli ha aggiunto:
“Per questo serve un piano Marshall sul capitale umano, che non escluda le classi medie e che eviti un peggioramento delle disuguaglianze.”
Nel contesto europeo e nazionale un “piano Marshall” per il capitale umano può tradursi in investimenti pubblici e privati su formazione continua, riqualificazione professionale, borse di studio e collaborazioni stabili tra atenei e imprese, al fine di ridurre le disuguaglianze e sostenere la competitività.
Impatto sul territorio e dati occupazionali
La situazione assume particolare rilievo in una regione ad alta vocazione esportatrice come la Emilia-Romagna, che contribuisce per il 13% all’export nazionale. Per le imprese locali la formazione di competenze adeguate è strategica per mantenere e rafforzare la competitività sui mercati internazionali.
Per la Luiss l’obiettivo è formare una nuova generazione di leader in grado di muoversi tra tecnologie avanzate, economia globale e questioni geopolitiche. I dati dell’ateneo mostrano un tasso di occupazione a un anno dalla laurea pari al 95% e un tempo medio di attesa tra laurea e primo impiego di circa un mese, riferiti al 2025.
Iniziative sull’intelligenza artificiale
La Luiss ha già investito risorse significative sull’intelligenza artificiale: ha nominato un pro-rettore dedicato all’IA, ha istituito il centro di ricerca AI4Society e ha avviato percorsi certificati rivolti agli studenti.
Oltre 1.500 studenti hanno ottenuto il certificato digitale obbligatorio AI Readiness, che attesta la capacità di comprendere e utilizzare strumenti basati sull’IA. Queste misure mirano a integrare competenze tecniche e riflessioni etiche, promuovendo un approccio interdisciplinare che coinvolga giurisprudenza, economia, scienze politiche e discipline tecnologiche.
Tra le priorità indicate ci sono l’aggiornamento continuo del corpo docente, la creazione di laboratori congiunti università-imprese e programmi di lifelong learning per favorire la ricollocazione professionale in un mercato del lavoro in rapida evoluzione.
Conclusioni
La discussione emersa dal road show ribadisce che la vera risorsa strategica per affrontare le sfide tecnologiche e geopolitiche è il capitale umano. Per questo occorrono politiche coordinate tra atenei, imprese e istituzioni pubbliche, investimenti mirati in formazione e strumenti che favoriscano l’inclusione e la mobilità sociale.
Solo attraverso una visione condivisa e interventi strutturali sarà possibile preparare professionisti e leader capaci di governare la transizione digitale, sostenere la crescita economica e contribuire alla stabilità internazionale.