Lega a Roccaraso senza Vannacci: botta e risposta con Francesca Pascale
- 24 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Roberto Vannacci ha invitato a votare “per coerenza” contro la conversione in legge del decreto sugli aiuti all’Ucraina, nonostante l’intesa raggiunta dalla Lega con le altre forze della maggioranza che privilegia gli aiuti civili rispetto a quelli militari.
L’esponente ha un’agenda molto fitta di appuntamenti pubblici e iniziative locali: il giorno precedente era a Ventimiglia per un incontro organizzato dai suoi team, incentrato sul tema “Sicurezza non è uno slogan. È un diritto”, e prosegue con tappe in teatri e piazze italiane.
Assenza alla kermesse abruzzese della Lega
Nonostante l’intenso calendario, Roberto Vannacci non ha partecipato alla tre giorni organizzata dal Carroccio in Roccaraso e Rivisondoli, evento che ha radunato i principali esponenti del partito — ministri, sottosegretari e parlamentari — per confronti con militanti e amministratori locali su temi che vanno dalla sicurezza al referendum sulla giustizia, dall’economia alla scuola.
La sua assenza è stata interpretata come un segnale politico significativo: oltre a sottolineare una distanza dai vertici, sembra voler rimarcare un’autonomia di posizionamento all’interno della forza politica.
I dissidenti nella Lega
Sulla possibilità di dar vita a una propria formazione politica, l’eurodeputato mantiene un profilo prudente, lasciando aperte diverse ipotesi sul futuro.
Roberto Vannacci ha dichiarato:
“Mai dire mai nella vita!”
In passato aveva invece bollato come mere «speculazioni politiche» le voci su una scissione. Tuttavia, al Parlamento lo scorso gennaio due deputati della Lega, Rossano Sasso e Edoardo Ziello, hanno seguito la linea indicata da Vannacci votando contro la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina, in contrasto con le direttive del partito.
Allo stesso filone si è avvicinato anche Emanuele Pozzolo, ex deputato di FdI, che aveva già rilevato una condivisione di visuali con il generale. Nonostante ciò, i numeri risultano insufficienti per costituire un gruppo autonomo a Montecitorio, ma bastano a immaginare la formazione di una «avanguardia» o di una corrente più spostata a destra rispetto alla Lega, assimilabile per dinamiche di posizionamento a esperienze straniere come quella della Afd tedesca.
Questo tipo di scissione potenziale pone questioni istituzionali rilevanti: la formazione di nuovi gruppi parlamentari altera gli equilibri di maggioranza, influisce sulla distribuzione di presidenze e commissioni e può modificare il potere negoziale nei rapporti con gli alleati di governo.
Il confronto sui diritti civili
La kermesse abruzzese è stata promossa con lo slogan “Idee in movimento”, affiancato dall’espressione “La nostra forza sono i territori”. Nel programma è previsto un panel dedicato al fine vita e ad altre questioni etiche, segno del dibattito interno al partito su temi civili e valoriali.
Tra i partecipanti al confronto figura Francesca Pascale, nota per il suo passato come compagna di Silvio Berlusconi e per i suoi legami con il mondo Lgbtq, presenza che ha suscitato reazioni nei settori più conservatori del partito.
Botta e risposta tra Vannacci e Pascale
La partecipazione di Francesca Pascale non è stata ben accolta da alcuni esponenti della corrente più tradizionalista, tra cui Roberto Vannacci, che ha commentato con tono critico la sua presenza al dibattito.
Roberto Vannacci ha osservato:
“Non sapevo che Pascale, oltre a essere dottore magistrale ed accademico in diritti civili, fosse anche un fine analista politico.”
La replica di Francesca Pascale è stata netta e indirizzata a ricondurre la polemica su motivazioni più ampie legate al posizionamento politico di Vannacci.
Francesca Pascale ha replicato:
“Se Vannacci lascerà la Lega per questioni legate ai diritti civili, è solo un pretesto: in realtà ha predisposto la strada per una separazione da tempo, servendosi del partito e dell’elettorato per ritagliarsi uno spazio personale. Dal punto di vista politico questo è gravissimo.”
Lo scambio riflette tensioni più profonde sulla definizione dell’identità del centrodestra e sulle scelte programmatiche: la gestione dei temi etici e il rapporto con l’elettorato moderato e conservatore resteranno nodi cruciali per l’unità e il futuro della coalizione.
Nei prossimi mesi la partita interna alla Lega sarà osservata con attenzione non solo dagli alleati di governo ma anche dagli osservatori politici, perché eventuali scissioni o rafforzamenti di correnti potrebbero avere ricadute sul governo e sulle strategie elettorali a livello nazionale.