Le stablecoin si affermano come infrastrutture finanziarie in Africa, secondo un ex funzionario dell’Onu

Vera Songwe ha sottolineato come le stablecoin stiano venendo sempre più impiegate in Africa come opzione di rimessa più economica e rapida rispetto ai canali tradizionali, durante un intervento al World Economic Forum a Davos, in Svizzera.

Vera Songwe ha detto:

“Le rimesse stanno diventando più importanti degli aiuti.”

Secondo il suo intervento, i servizi tradizionali di trasferimento di denaro in molte aree dell’Africa hanno costi elevati — intorno ai 6 dollari per ogni 100 inviati — e tempi di regolamento che rallentano l’accesso ai fondi. Le stablecoin stanno contribuendo a ridurre commissioni e tempi di settlement, permettendo a privati e piccole imprese di trasferire valore in minuti invece che in giorni.

Vera Songwe ha detto:

“Circa 650 milioni di persone non hanno accesso a un conto bancario in Africa. Con uno smartphone si può accedere alle stablecoin e risparmiare in una valuta meno esposta alle fluttuazioni inflazionistiche.”

Songwe ha evidenziato che l’inflazione ha superato il 20% in circa una dozzina di paesi africani dal periodo post-pandemia, alimentando la domanda di strumenti che consentano di conservare valore. L’adozione delle stablecoin risulta particolarmente elevata in paesi come Egitto, Nigeria, Etiopia e Sudafrica, dove pressioni inflazionistiche o controlli sui capitali spingono cittadini e imprese verso soluzioni alternative.

Il flusso di transazioni via stablecoin è in buona parte guidato da piccole e medie imprese, elemento che indica come questi strumenti stiano fungendo anche da leva per l’inclusione finanziaria e per il funzionamento dell’economia locale, non solo come veicolo speculativo.

Dati sull’adozione e valore on‑chain

Un’analisi sui flussi on‑chain indica una rapida crescita dell’adozione nella regione subsahariana: nel periodo da luglio 2024 a giugno 2025 sono stati ricevuti oltre 205 miliardi di dollari in valore on‑chain, con un aumento annuale di circa il 52%, collocando la regione al terzo posto a livello globale per crescita relativa.

Il valore on‑chain riflette trasferimenti di asset digitali registrati su blockchain e può comprendere tanto attività commerciali quanto movimenti legati a rimesse, commercio transfrontaliero e risparmio in valute digitali. L’aumento è stato trainato sia da maggiori volumi di trasferimento sia da una più ampia partecipazione di utenti e imprese locali.

Risposte normative nazionali

Di fronte all’accelerazione dell’uso delle criptovalute e delle stablecoin, le risposte politiche a livello nazionale si sono diversificate: alcuni governi hanno intrapreso processi di integrazione normativa e fiscale, mentre altri adottano approcci più prudenti orientati alla mitigazione dei rischi.

Nel Ghana, il parlamento ha approvato il disegno di legge sui fornitori di servizi di asset virtuali, creando un quadro normativo per l’attività crypto. Il governatore della Bank of Ghana, Johnson Asiama, ha osservato che la normativa mira a consentire l’attività pur dotando le autorità di strumenti per gestire i rischi associati.

Il Nigeria ha introdotto, a partire dal 13 gennaio, regole che richiedono ai fornitori di servizi crypto di collegare le transazioni ai codici fiscali degli utenti, una misura finalizzata a integrare l’attività nel sistema fiscale attraverso la segnalazione basata sull’identità piuttosto che sulla sola sorveglianza diretta della blockchain.

Nel Sudafrica la banca centrale ha espresso cautela, segnalando che l’espansione dell’adozione di asset cripto e stablecoin rappresenta un elemento emergente di rischio per la stabilità finanziaria nazionale, richiedendo monitoraggio e interventi regolatori mirati.

Implicazioni per politica economica e stabilità

L’espansione delle stablecoin in Africa solleva questioni multidimensionali per le istituzioni: da un lato offrono strumenti per l’inclusione finanziaria, l’efficienza dei pagamenti transfrontalieri e la conservazione del valore in contesti inflazionistici; dall’altro introducono sfide relative a regolazione, antiriciclaggio, protezione dei consumatori e potenziali rischi di stabilità macroeconomica.

Le autorità monetarie e fiscali dovranno bilanciare l’innovazione con adeguate garanzie: ciò può tradursi in quadri normativi per i fornitori di servizi digitali, obblighi di trasparenza e identificazione, nonché in un rafforzamento della cooperazione internazionale per gestire flussi transfrontalieri e prevenire abusi.

In parallelo, la diffusione delle stablecoin potrebbe accelerare il dibattito su valute digitali emesse da banche centrali (CBDC) e su come integrare nuovi strumenti digitali nell’ecosistema finanziario formale, con impatti su politiche monetarie, controllo dei capitali e inclusione economica.

Nel complesso, le stablecoin rappresentano un’opportunità significativa per ridurre i costi delle rimesse e favorire l’accesso ai servizi finanziari in Africa, ma richiedono un approccio regolatorio chiaro e coordinato per mitigare i rischi e massimizzare i benefici socio‑economici.