Strage di Crans-Montana: il tribunale libera Jacques Moretti

Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Constellation a Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone e 116 sono rimaste ferite. L’uomo, insieme alla moglie Jessica Maric, è indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi; dopo aver versato una cauzione di 200.000 franchi svizzeri è stato rilasciato ma sottoposto a misure cautelari, tra cui l’obbligo di firma periodica e la consegna dei documenti d’identità.

Scarcerazione e misure cautelari

La decisione del tribunale riguarda esclusivamente le misure detentive iniziali: la scarcerazione non interrompe l’attività istruttoria e non preclude sviluppi giudiziari successivi. Le misure imposte mirano a garantire la presenza dell’indagato durante le fasi procedurali e a limitare il rischio di inquinamento probatorio.

Al momento le accuse rivolte ai coniugi proprietari si riferiscono alla responsabilità penale connessa all’incendio del locale; l’istruttoria dovrà stabilire, attraverso perizie tecniche e raccolta di testimonianze, eventuali violazioni delle norme di sicurezza, responsabilità gestionali o omissioni che possano aver contribuito alla propagazione del rogo e al numero delle vittime.

Indagine e competenza della procura

La Procura della Repubblica del Vallese, competente per territorio, ha comunicato che l’inchiesta è affidata all’Ufficio centrale del Ministero pubblico del cantone e che non esclude l’estensione delle indagini a tutte le persone la cui responsabilità penale possa essere coinvolta.

La Procuratrice Generale Beatrice Pilloud ha dichiarato:

“Si riserva il diritto di estendere l’indagine a tutte le persone la cui responsabilità penale possa essere coinvolta.”

Per il momento risultano indagati solo i titolari del locale, ma l’istruttoria tecnica potrebbe coinvolgere ulteriori soggetti: personale del locale, responsabili per la sicurezza, fornitori di materiali e eventuali soggetti incaricati delle autorizzazioni e dei controlli amministrativi.

La Procura ha inoltre deciso di non nominare un procuratore straordinario per l’indagine, respingendo la richiesta avanzata da alcuni legali delle famiglie delle vittime e motivando la scelta con considerazioni sulla competenza e sull’assenza di ragioni oggettive o giuridiche che la giustifichino.

La Procuratrice Generale Beatrice Pilloud ha dichiarato:

“Non c’è alcuna ragione, né oggettiva né giuridica, che giustifichi la nomina di un procuratore straordinario.”

La Procura ha spiegato che l’Ufficio centrale del Ministero pubblico del Cantone Vallese, incaricato del fascicolo, è specificamente competente per i casi di particolare importanza, inclusi i reati con forte impatto mediatico o rilevanza straordinaria, e che è in atto un rafforzamento delle risorse umane dedicate all’inchiesta.

La Procuratrice Generale Beatrice Pilloud ha dichiarato:

“L’Ufficio centrale del Ministero pubblico del Cantone Vallese è competente in materia di casi di particolare importanza, in particolare i reati relativi a eventi di grande rilevanza o straordinari con un forte impatto mediatico.”

La stessa Procuratrice ha aggiunto:

“È in corso l’assunzione di personale supplementare.”

Stato dei feriti e assistenza sanitaria

Delle 116 persone ferite nell’incendio, 70 risultano ancora ricoverate in ospedale, sia in strutture svizzere sia all’estero. Il numero e la distribuzione dei pazienti continuano a essere aggiornati dalle autorità sanitarie competenti.

Al momento sono 26 i pazienti ricoverati in ospedali in Svizzera: 12 a Zurigo, 10 a Losanna, 2 nel Vallese e 2 a Ginevra. Altri 44 feriti sono curati in strutture specializzate in Germania, Belgio, Francia e Italia, dove sono stati trasferiti per terapie complesse o riabilitazione.

Le cure in strutture estere rispondono alla necessità di servizi specialistici per ustioni gravi e traumi multipli; le autorità sanitarie cantonali e nazionali coordinano i trasferimenti e il supporto alle vittime e alle loro famiglie, offrendo anche assistenza psicologica.

Prospettive investigative e implicazioni legali

L’inchiesta dovrà chiarire l’origine dell’incendio attraverso perizie tecniche sui materiali, l’impiantistica elettrica e la dinamica del rogo, oltre a verifiche sulla conformità alle normative antincendio e alle autorizzazioni amministrative del locale. Saranno acquisiti filmati, registrazioni e testimonianze dei presenti e del personale intervenuto.

Dal punto di vista procedurale, la fase istruttoria servirà a raccogliere elementi utili per eventuali contestazioni penali definitive. L’estensione dell’indagine ad altri soggetti, qualora emergano responsabilità diverse da quelle dei titolari, potrebbe portare a nuove iscrizioni nel registro degli indagati e a successive misure cautelari o procedimenti giudiziari.

Le autorità cantonali hanno sottolineato l’importanza di un’indagine approfondita e trasparente, finalizzata non solo all’accertamento delle responsabilità penali, ma anche all’individuazione di misure di prevenzione per evitare il ripetersi di simili tragedie sul territorio.



Author: Tony
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