Nasdaq punta a abolire i limiti di posizione sulle opzioni etf su Bitcoin ed Ether

Nasdaq ha presentato una modifica regolamentare alla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti per rimuovere i limiti sulle opzioni legate agli ETF spot su Bitcoin (BTC) e Ether (ETH), con l’obiettivo di uniformare il trattamento di queste opzioni a quello previsto per altri fondi basati su commodity.

La proposta, depositata il 7 gennaio e resa efficace immediatamente dopo la rinuncia della SEC al consueto periodo di attesa di 30 giorni, elimina il tetto esistente di 25.000 contratti su opzioni collegate a una serie di ETF su Bitcoin e Ether quotati su Nasdaq, incluse le soluzioni lanciate da BlackRock, Fidelity, Bitwise, Grayscale, ARK/21Shares e VanEck.

La SEC ha tuttavia mantenuto la facoltà di sospendere la modifica entro 60 giorni qualora ritenesse necessario un esame più approfondito; nel frattempo è stato aperto un periodo di consultazione pubblica su tale proposta.

Che cosa cambierebbe per le opzioni sugli ETF crypto

Le opzioni sono contratti finanziari che conferiscono al possessore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere un’attività sottostante a un prezzo prefissato entro una data determinata. Tradizionalmente, borse e autorità di vigilanza impongono limiti alle posizioni in opzioni per contenere la speculazione e ridurre il rischio di concentrazione che potrebbe aumentare la volatilità o compromettere la stabilità dei mercati.

Con la rimozione del limite di 25.000 contratti, Nasdaq intende trattare gli asset digitali “alla stessa maniera” delle altre opzioni ammesse alla quotazione, sostenendo che tale misura elimina un trattamento differenziato nei confronti degli ETF crypto senza indebolire le tutele per gli investitori.

Tempistica regolamentare e possibili esiti

Il periodo di commento pubblico offerto dalla SEC consentirà a operatori di mercato, gestori di fondi e altri stakeholder di esprimersi sulla proposta; la decisione finale è prevista entro la fine di febbraio salvo una sospensione per ulteriori verifiche. Durante questo intervallo, l’autorità può esercitare il potere di sospendere l’entrata in vigore della modifica se emergessero elementi che richiedono approfondimenti.

Nel valutare la proposta, i regolatori considereranno aspetti quali la protezione contro manipolazioni, la concentrazione delle posizioni, la capacità dei meccanismi di compensazione e delle controparti centrali di assorbire stress finanziari, nonché l’impatto sulla liquidità e sulle strategie di copertura adottate dagli operatori.

Contesto: evoluzione delle regole sui prodotti crypto

La proposta si inserisce in un percorso più ampio con cui Nasdaq sta ampliando il proprio ruolo nei mercati delle risorse digitali: in passato la borsa aveva ottenuto l’autorizzazione a quotare opzioni su ETF crypto strutturati come trust basati su commodity, consentendo lo scambio di opzioni su Bitcoin e Ether pur mantenendo limiti di posizione ed esercizio.

In un’iniziativa separata, Nasdaq ha presentato una proposta per aumentare i limiti di posizione sulle opzioni legate all’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, argomentando che la crescita della domanda stava vincolando la capacità degli operatori di coprire posizioni e di applicare strategie di trading efficaci.

Matt Savarese, responsabile della strategia sulle attività digitali di Nasdaq, ha indicato come priorità la ricerca di approvazioni regolamentari per offrire versioni tokenizzate delle azioni quotate, sottolineando l’impegno della borsa nel seguire il processo di revisione normativa con rapidità una volta ricevuti commenti pubblici e riscontri delle autorità.

Più recentemente, Nasdaq e CME Group hanno concordato di unificare i loro benchmark cripto, ribrandizzando l’indice come Nasdaq-CME Crypto Index, un indice multi-asset che monitora valute digitali principali quali Bitcoin, Ether, XRP, Solana, Chainlink, Cardano e Avalanche.

Implicazioni per operatori e investitori

Se confermata, la rimozione dei limiti potrebbe aumentare la capacità degli operatori istituzionali di gestire l’esposizione sui ETF crypto tramite strategie di hedging più ampie, potenzialmente migliorando la profondità del mercato e riducendo alcuni costi di transazione. Tuttavia, un ampliamento delle posizioni ammesse richiede adeguati strumenti di gestione del rischio e trasparenza sui volumi e le concentrazioni per evitare effetti indesiderati sulla volatilità.

Le controparti centrali e i sistemi di compensazione svolgeranno un ruolo cruciale nel mitigare i rischi sistemici: la capacità di assorbire perdite potenziali, i requisiti patrimoniali e le regole di margine saranno elementi monitorati da autorità e mercati.

Per gli investitori al dettaglio, l’eventuale incremento di attività sull’ecosistema di opzioni potrebbe tradursi in maggiore accesso a strumenti di copertura, ma richiederà anche maggiore attenzione ai profili di rischio delle strategie con leva e alle caratteristiche specifiche degli ETF sottostanti.

Prossimi passi

La SEC riceverà commenti durante il periodo di consultazione; al termine, definirà se confermare, modificare o sospendere la normativa proposta. Un esito favorevole potrebbe accelerare l’armonizzazione normativa delle opzioni su prodotti crypto con quelle su altre commodity, mentre eventuali rilievi potrebbero portare a misure aggiuntive per tutelare la stabilità del mercato.

Nel frattempo, operatori di borsa, gestori patrimoniali, market maker e autorità di vigilanza continueranno a monitorare l’evoluzione della regolamentazione e a preparare adeguamenti operativi e di compliance in vista delle possibili novità.