L’offerta di stablecoin si stabilizza mentre aumentano regolamentazione e rendimenti

Dopo una fase di crescita rapida, il mercato globale dei stablecoin ha rallentato sensibilmente, indicando una fase di consolidamento provocata da nuove regole, vincoli di liquidità e rendimenti reali più elevati nel mondo tradizionale, che scoraggiano nuove emissioni.

Secondo Jimmy Xue, cofondatore del protocollo quantitativo di rendimento Axis, le autorità di vigilanza negli ultimi mesi hanno implementato quadri normativi più rigorosi che hanno spinto gli emittenti istituzionali a detenere riserve di qualità superiore e ad assorbire costi di compliance crescenti, rallentando il ritmo delle emissioni nette.

Una fase di consolidamento

Jimmy Xue said:

“Il recente plateau della capitalizzazione di mercato dei stablecoin è principalmente una fase di consolidamento successiva all’esplosiva crescita del 2025.”

Parole che riflettono come gli investitori istituzionali si stiano adattando a requisiti di liquidità più stringenti imposti, tra gli altri elementi, dal GENIUS Act negli Stati Uniti e dal quadro normativo Markets in Crypto-Assets nell’Unione Europea. In questo contesto, la capacità di crescita rapida che aveva caratterizzato la fase precedente si è attenuata.

Riserve, costi di conformità e qualità degli asset

Le nuove regole richiedono agli emittenti di dimostrare una maggiore solidità delle riserve, frequentemente con asset più liquidi e trasparenti. Questo comporta costi operativi e di compliance più alti per le entità che operano a livello istituzionale, riducendo il margine e la velocità con cui possono espandere l’offerta di stablecoin.

In aggiunta, molti emittenti hanno ridefinito le loro strategie di capitale per garantire resilienza in scenari di stress, privilegiando la conservazione della liquidità e la conformità regolamentare rispetto alle espansioni aggressive dell’offerta.

Rendimento reale e costo opportunità

Un altro fattore rilevante è l’aumento dei rendimenti reali sui titoli di Stato statunitensi. Rendimenti più elevati aumentano il costo opportunità di detenere stablecoin che, di norma, non offrono un rendimento diretto comparabile.

Questa dinamica ha ridotto l’incentivo per emissioni speculative volte esclusivamente a sfruttare spread di rendimento, rafforzando invece il ruolo dei stablecoin come infrastruttura per pagamenti, regolamento e liquidità di breve durata.

Offerta e stress di mercato

Le stime di settore indicano che l’offerta circolante di stablecoin è rimasta sostanzialmente piatta da ottobre, attestandosi intorno ai 310 miliardi di dollari. Tra gennaio 2024 e l’inizio del 2025 la quantità circolante era invece più che raddoppiata.

Il rallentamento della crescita dell’offerta non è casuale: la forte correzione dei mercati crypto successiva allo shock di liquidità del 10 ottobre ha innescato circa 19 miliardi di dollari di deleveraging forzato tra sedi centralizzate e decentralizzate, segnando uno dei più rilevanti unwind di leva nella storia del settore.

Da quel momento, vendite coordinate, tensioni di funding e un sentiment generalmente avverso al rischio hanno alimentato ondate di realizzi che hanno ostacolato una ripresa sostenuta dei prezzi e, di conseguenza, la domanda di stablecoin come parcheggio temporaneo di capitale o leva on‑chain.

In condizioni normali di mercato, la circolazione di stablecoin tende ad aumentare con l’intensificarsi dell’attività degli investitori: i trader spostano capitale on‑chain per prendere leva, ruotare asset o attendere opportunità. Quando l’appetito per il rischio si riduce e la leva viene smontata, questa domanda si contrae e può anche verificarsi un saldo netto di riscatti.

Il dibattito sui yield-bearing e l’impatto normativo

Negli Stati Uniti il tema dei yield-bearing stablecoin è al centro delle discussioni legislative: gruppi bancari hanno intensificato le pressioni per limitare o vietare strumenti che distribuiscono rendimento, evidenziando potenziali interferenze con depositi tradizionali e prodotti monetari che potrebbero sollevare problemi di stabilità finanziaria e di parità regolamentare.

Il disegno di legge noto come CLARITY Act mira a definire la supervisione regolamentare e le attività consentite per gli emittenti di asset digitali, compresi i criteri per i prodotti che possono offrire rendimento. Il dibattito politico potrebbe avere impatti significativi sulla struttura del mercato e sulle scelte strategiche degli operatori.

Jeremy Allaire, amministratore delegato dell’emittente di USDC, Circle, ha contestato le preoccupazioni del settore bancario in merito ai rendimenti sui stablecoin durante un intervento al forum di Davos.

“Le preoccupazioni dell’industria bancaria sui rendimenti dei stablecoin sono infondate e totalmente assurde.”

Prospettive e implicazioni per il mercato

Nel breve termine, il mercato dei stablecoin sembra orientato a mantenere la sua funzione infrastrutturale principale: supportare pagamenti, settlement e gestire liquidità a brevissimo termine, più che fungere da veicolo di crescita esponenziale.

Nel medio periodo, l’esito delle negoziazioni legislative e l’evoluzione del contesto macroeconomico — in particolare l’andamento dei rendimenti sovrani e la propensione al rischio degli investitori istituzionali — determineranno se il mercato potrà riavviare una fase espansiva o consolidarsi attorno ai livelli attuali.

Per gli operatori e i regolatori, la priorità resterà bilanciare l’innovazione infrastrutturale con la necessità di garantire stabilità finanziaria e trasparenza nelle riserve, aspetti che continueranno a modellare il ritmo e la qualità dell’offerta di stablecoin.