Arriva la nuova legge sulle lobby: registro pubblico e stop per chi ha condanne oltre i due anni
- 22 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Montecitorio riprende l’esame di una legge organica sulla regolazione delle attività di lobby: la commissione Affari Costituzionali ha infatti votato il mandato al relatore, il presidente Nazario Pagano, che riferirà in Aula, con il testo inserito in calendario a partire da lunedì 26 gennaio.
Nazario Pagano ha dichiarato:
“È una legge attesa da anni e confido che l’iter possa ora procedere rapidamente con il più ampio sostegno dei gruppi parlamentari: sarebbe un segnale importante per il paese.”
Contesto internazionale e richiamo costituzionale
A livello internazionale diverse democrazie, dal Canada alla Francia, hanno adottato normative specifiche per disciplinare la rappresentanza di interessi, mentre la Unione europea dispone di un Registro per la trasparenza che regola i rapporti tra portatori di interesse e istituzioni comunitarie. L’iniziativa parlamentare italiana si colloca in questo filone normativo e risponde a un richiamo della Corte costituzionale a definire al più presto una disciplina organica delle attività di lobbying.
Il Registro pubblico per la trasparenza
Il disegno di legge prevede l’istituzione di un Registro pubblico per la trasparenza presso il CNEL, pensato come elenco unico in cui confluiranno anche i registri già presenti presso altre istituzioni parlamentari. L’obiettivo dichiarato è rendere più trasparenti i contatti tra portatori di interessi e decisori pubblici, senza comprimere l’autonomia delle istituzioni stesse.
Presso il CNEL verrebbe inoltre istituito un Comitato di sorveglianza incaricato di vigilare sulle iscrizioni, verificare la correttezza delle informazioni e applicare sanzioni, che possono andare da multe amministrative fino alla cancellazione dall’elenco.
Obblighi di trasparenza per i rappresentanti di interessi
I soggetti iscritti al registro dovranno rendere conto con cadenza settimanale degli incontri svolti, indicando il decisore pubblico contattato, il luogo dell’incontro, i temi trattati e gli altri partecipanti coinvolti. Queste informazioni saranno rese disponibili per favorire la tracciabilità delle attività di lobbying.
Il provvedimento definisce inoltre limiti di accesso: non possono iscriversi al registro le persone condannate in via definitiva a pene superiori ai due anni per reati contro la pubblica amministrazione, misura volta a tutelare l’integrità dell’elenco.
Aspetti amministrativi e ricadute pratiche
Dopo l’approvazione, l’ente statistico nazionale, ISTAT, dovrà integrare i codici Ateco con una specifica voce dedicata ai rappresentanti di interessi, per rendere coerente l’inquadramento statistico e fiscale della nuova figura professionale.
Il testo intende inoltre razionalizzare le registrazioni esistenti, creando un punto di raccolta centralizzato che dovrebbe semplificare i controlli e facilitare l’accesso alle informazioni per i cittadini e gli organi di controllo.
Reazioni e posizioni
Tra i soggetti interessati, il sindacato dei rappresentanti di interessi parlamentari si è dichiarato favorevole all’iniziativa, interpretandola come un’opportunità per riconoscere e regolamentare una professione che da tempo opera nei percorsi decisionali.
Achille Ducoli ha detto:
“È una misura attesa da decenni e richiesta da più parti. Forniremo il massimo supporto affinché siano rispettati criteri di etica, trasparenza e correttezza.”
In sede parlamentare le opposizioni, per il momento, si sono astenute nel voto finale in commissione, in attesa di valutare i dettagli e gli sviluppi del procedimento in Aula.
Impatto politico e prossimi passi
L’approdo in Aula rappresenta una fase cruciale: il dibattito potrà approfondire aspetti procedurali come i criteri di iscrizione, le modalità di controllo e le sanzioni, nonché le relazioni con i registri europei e con le pratiche già in uso presso le amministrazioni locali e centrali.
Dal punto di vista politico, una legge organica sulle lobby mira a rafforzare la trasparenza delle decisioni pubbliche e a migliorare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni; restano tuttavia da chiarire le risorse necessarie per i controlli e i possibili profili di sovrapposizione normativa con strumenti già esistenti.
Nei prossimi giorni l’Assemblea esaminerà il testo e i gruppi parlamentari potranno proporre emendamenti: il risultato determinerà la portata effettiva delle nuove regole e le modalità operative per la loro attuazione.