Ucraina, Zelensky incontra Trump: Rutte avverte che la pace non arriverà prima di maggio
- 22 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Volodymyr Zelensky è in viaggio verso Davos, secondo la conferma fornita dal suo ufficio: è previsto che partecipi al Forum economico mondiale e abbia un incontro informale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, indicato nelle fonti ucraine e occidentali per le prime ore del pomeriggio.
L’incontro non dovrebbe prevedere la firma del piano di prosperità del valore stimato di 800 miliardi di dollari. Le speranze iniziali di Kiev di ottenere un’intesa sono state ostacolate da profonde divergenze tra varie capitali europee e Washington, in particolare su questioni sensibili come la proposta relativa alla Groenlandia e all’istituzione di un presunto board of peace guidato dagli Stati Uniti per la supervisione di aree di conflitto come Gaza e altri teatri internazionali.
Un ulteriore elemento che ha bloccato l’approvazione è la mancata disponibilità finora dichiarata da parte della Russia ad aderire a un piano di pace più ampio in 20 punti, elaborato con il contributo degli Stati Uniti, dell’Ucraina e di delegazioni europee: senza il consenso russo, molte proposte chiave restano difficili da concretizzare.
Contesto e ragioni dell’impasse
Il piano di prosperità è stato concepito per offrire un quadro economico e infrastrutturale ampio finalizzato alla ricostruzione e allo sviluppo, con elementi di sostegno finanziario e garanzie di sicurezza. Le riserve avanzate da alcune capitali europee riguardano l’entità degli impegni finanziari, le garanzie politiche richieste, la governance della proposta e il ruolo proposto per un organismo internazionale supervisionato dagli Stati Uniti.
La questione del presunto board of peace ha sollevato perplessità sul piano della sovranità e della legittimità internazionale: diversi partner europei preferiscono soluzioni multilaterali sotto egida di istituzioni consolidate piuttosto che strutture dominate da un singolo Paese.
Dal punto di vista ucraino, la mancanza di un’aperta disponibilità russa a negoziare sull’intero pacchetto di punti rimane il principale ostacolo: senza un accordo su aspetti chiave della sicurezza e del ritorno di territori, gli incentivi economici restano difficili da finalizzare.
Posizioni politiche e mediazioni diplomatiche a Davos
Mark Rutte, primo ministro dei Paesi Bassi, ha espresso ottimismo cautelativo: ha detto di sperare che i colloqui di pace si concludano al più presto, pur ritenendo probabile che una soluzione non arrivi prima di aprile o maggio. Ha formulato queste osservazioni partecipando a un incontro a margine del Forum economico mondiale di Davos.
In parallelo, la delegazione statunitense ha intensificato i contatti diplomatici: l’inviato speciale americano, Steve Witkoff, è atteso a Mosca per colloqui che coinvolgeranno anche il consigliere e genero dell’ex presidente Donald Trump, Jared Kushner, con l’obiettivo di sondare la disponibilità della Federazione Russa a discutere i punti ancora aperti.
Steve Witkoff ha detto:
“Penso che rimanga solo un punto da risolvere, abbiamo discusso diverse versioni di questo punto, e ciò significa che può essere risolto. Quindi, se entrambe le parti vogliono risolverlo, lo risolveremo.”
Witkoff ha aggiunto di non poter fornire dettagli pubblici sui contenuti ancora in discussione, dichiarazioni rilasciate durante un evento promosso dall’Ucraina nell’ambito del Forum economico mondiale di Davos. L’approccio improntato al negoziato, secondo la delegazione americana, punta a chiudere le questioni tecniche residue prima di passare alla fase politica e alla possibile formalizzazione degli accordi.
Prospettive e impatto politico
Il progetto di pace e di ricostruzione ha implicazioni strategiche rilevanti: coinvolge impegni finanziari di ampia portata, meccanismi di sicurezza condivisi e la necessità di garanzie internazionali credibili. La mancata convergenza sulle modalità di governance e l’assenza di un’assunzione di responsabilità da parte della Russia complicano la strada verso un’intesa globale.
Dal punto di vista delle relazioni transatlantiche, la vicenda mette in luce tensioni sulla leadership delle iniziative multilaterali e sulla fiducia reciproca tra Washington e varie capitali europee. Per l’Ucraina, un accordo negoziato e sostenuto da un ampio schieramento internazionale rappresenterebbe una svolta strategica per la sicurezza e la ricostruzione, ma ciò richiede ancora tempo, compromessi politici e il coinvolgimento diretto delle parti in conflitto.