Riscaldamento, rincari shock in arrivo: tassa sul carbonio e fino a 600 euro in più l’anno
- 21 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’estensione, prevista a partire dal 2027-2028, del meccanismo ETS2 ai settori del trasporto stradale e del riscaldamento — il sistema europeo di scambio delle quote di emissione operativo dal 2005 — comporterà, secondo una recente valutazione, un aumento rilevante dei costi per famiglie e imprese: la spesa annua per il riscaldamento potrebbe crescere fino a circa 600 euro, mentre per la mobilità leggera l’incremento dei costi dei carburanti potrebbe arrivare fino a 280 euro l’anno.
La stima è contenuta in uno studio realizzato da Bip, società di consulenza strategica, su incarico di Assogasliquidi-Federchimica. L’analisi quantifica gli impatti economici potenziali attribuibili all’applicazione dell’ETS2, il cui avvio è stato rinviato di un anno, e indica per il periodo fino al 2030 un intervallo di maggiori costi stimati compreso tra 2 e 15 miliardi di euro per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 miliardi per il settore residenziale, variabili a seconda del prezzo delle quote di CO₂.
Analisi degli impatti economici
Lo studio prende in considerazione scenari differenti di prezzo delle quote e diversi profili di adozione tecnologica, valutando effetti sui costi operativi, sui prezzi al consumo e sulle scelte di investimento di imprese e famiglie. L’introduzione dell’ETS2 implica che i combustibili utilizzati per il riscaldamento domestico e per il trasporto stradale siano assoggettati a un prezzo per la CO₂, con impatti diretti sulle bollette energetiche e sui rifornimenti.
Matteo Cimenti ha detto:
“Dopo aver stimato l’impatto nei segmenti del trasporto pesante, abbiamo riscontrato che anche il trasporto leggero e il settore residenziale subiranno effetti significativi dall’introduzione dell’ETS2, che si sommeranno alle conseguenze della direttiva RED III; ciò richiede flessibilità e prudenza nell’applicazione delle norme.”
Dalla relazione emerge inoltre che, nei vari scenari considerati, il GPL mantiene margini di competitività economica rispetto ad altre soluzioni energetiche. Allo stesso tempo, gli analisti segnalano l’urgenza di sostenere la diffusione di soluzioni bio e rinnovabili, come il bioGPL e il rDME, per attenuare gli effetti distributivi delle nuove norme.
Le associazioni industriali coinvolte nello studio hanno chiesto che le risorse provenienti dalle aste delle quote vengano utilizzate — almeno in parte — per finanziare la produzione e la diffusione di carburanti e gas rinnovabili e per prevedere misure di compensazione mirate a ridurre l’impatto sui bilanci domestici più vulnerabili.
Effetti sul costo totale di possesso e le preferenze dei consumatori
Lo studio di Bip ha analizzato anche il TCO (Total Cost of Ownership), indicatore che valuta il costo complessivo di un veicolo o di una tecnologia lungo l’intero ciclo di vita. Secondo la ricerca, le alimentazioni a GPL possono presentare un TCO inferiore del 10-40% rispetto ad alternative concorrenti, fattore che ne sostiene la favorevolezza tra i consumatori.
Dario Stefano ha detto:
“Il GPL resta una delle scelte preferite dal pubblico, ma il settore risente delle incertezze ancora aperte a livello europeo riguardo alla fase successiva della regolazione. La proposta di revisione del quadro sulle emissioni di CO₂ non garantisce pienamente il principio di neutralità tecnologica e attribuisce ai biocarburanti un ruolo limitato, per lo più a partire dal 2035; è perciò necessario agire con rapidità per riconoscere il contributo dei biocarburanti e rilanciare le immatricolazioni, fondamentali per il rinnovo dell’età media del parco auto.”
Il tema della neutralità tecnologica riguarda la capacità delle istituzioni di valutare e promuovere soluzioni diverse (elettrico, biocarburanti, gas rinnovabile, ibrido) in funzione dell’efficacia complessiva nella riduzione delle emissioni e dei costi sociali. La percezione di squilibri regolatori può influenzare gli investimenti dei costruttori e le scelte dei consumatori, rallentando la transizione verso veicoli più puliti se non viene garantita certezza normativa.
Il settore residenziale e il Regolamento Ecodesign
Anche nel comparto domestico l’applicazione dell’ETS2 si sommerebbe a interventi regolatori già programmati, in particolare alla direttiva EPBD (nota come “Case Green”) e alle regole sul Regolamento Ecodesign, con possibili conseguenze sui costi e sulle soluzioni impiantistiche disponibili per le famiglie.
Marco Roggerone ha detto:
“Nel residenziale l’entrata in vigore dell’ETS2 si sovrappone alle misure previste dall’EPBD e dalle linee guida attuative. Le moderne caldaie a condensazione alimentate con gas, sempre più compatibili con gas rinnovabili, permetterebbero di conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione indicati dalla direttiva a costi molto inferiori rispetto a una conversione esclusivamente elettrica e senza imporre disagi abitativi ai consumatori. Tuttavia, la normativa attuale prevede il divieto di commercializzazione di alcune caldaie a partire dal 2040, e la revisione del Regolamento Ecodesign in corso potrebbe rappresentare un’opportunità per mitigare impatti economici pesanti sulle famiglie.”
Nel prospetto di policy, gli esperti sottolineano che soluzioni basate su caldaie a condensazione e su gas rinnovabili possono costituire un percorso pragmatico per la decarbonizzazione degli edifici, soprattutto nelle aree rurali e montane dove l’elettrificazione diffusa è più complessa e costosa. Per le fasce più vulnerabili della popolazione si raccomandano misure di tutela e strumenti di sostegno diretto, oltre a programmi di incentivazione per la produzione e la distribuzione di bioGPL e rDME.
Complessivamente, le analisi invitano a un approccio di politica pubblica che combini obiettivi climatici con strumenti di compensazione e incentivi mirati: un disegno normativo più flessibile e orientato alla neutralità tecnologica potrebbe facilitare una transizione efficiente, contenendo gli oneri economici per famiglie e imprese e favorendo l’adozione di soluzioni a basse emissioni realmente praticabili sul territorio.