L’amministratore delegato di Ripio punta tutto sulle stablecoin locali in America Latina
- 21 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ripio, exchange argentino fondato nel 2013, sta puntando su stablecoin locali e su obbligazioni tokenizzate collegate a valuta locale, mentre il suo amministratore delegato, Sebastián Serrano, si prepara ad un 2026 che prevede «laterale» o debole per il mercato crypto, ma vede invece un boom decennale per le stablecoin.
L’azienda ha progressivamente evoluto il proprio modello da semplice exchange per utenti retail a fornitore di infrastrutture B2B, offrendo servizi a banche, fintech e grandi piattaforme come Mercado Libre.
Oltre alla stablecoin in dollari Criptodólar (UXD), Ripio ha lanciato una serie di stablecoin ancorate a valute locali: la peso‑argentino ancorata wARS, la reale brasiliana wBRL, il peso messicano wMXN e una versione tokenizzata del titolo sovrano argentino più scambiato, AL30.
Sebastián Serrano ha dichiarato:
“Gli asset più liquidi, come il debito sovrano, saranno i primi a essere tokenizzati.”
Serrano ha inoltre ricordato che, durante l’ultima elezione argentina nell’ottobre 2025, il titolo AL30 ha visto volumi notevoli.
Sebastián Serrano ha dichiarato:
“Sono state scambiate più di un milione di unità la domenica delle elezioni.”
Infrastruttura e integrazioni tecniche
Le stablecoin locali di Ripio sono attive su Ethereum mainnet, Base e World Chain. L’integrazione più profonda è stata realizzata con World App, dove il lancio di wARS ha registrato circa 200.000 dollari di volume transazionale nel mese di debutto (dicembre 2025) e intorno a 160.000 dollari nel mese di gennaio.
Secondo l’amministratore delegato, i primi segnali di adozione sono incoraggianti, ma la società si è posta obiettivi ambiziosi per l’anno in corso in termini di patrimonio gestito.
Sebastián Serrano ha dichiarato:
“L’obiettivo è raggiungere almeno 100 milioni di dollari di AUM entro la fine dell’anno.”
Risoluzione delle frizioni UX e conversione valutaria
Il modello promosso da Ripio abbina le stablecoin locali a conti virtuali in valuta locale per risolvere problemi ricorrenti di esperienza utente nelle soluzioni non‑custodial. Secondo Serrano, molte wallet non custodial costringono gli utenti a passaggi di acquisto complessi e a perdite immediate dovute al tasso di cambio quando si converte in dollari.
Sebastián Serrano ha dichiarato:
“L’esperienza utente è spesso scadente: gli utenti subiscono subito uno svantaggio di cambio se devono convertire in dollari.”
Permettendo la conversione uno‑a‑uno dalla valuta locale alla relativa stablecoin, l’operazione iniziale diventa semplice e senza impatti immediati legati al FX, facilitando così l’ingresso degli utenti nell’ecosistema on‑chain.
Implicazioni per il credito decentralizzato
Nel medio e lungo termine, Serrano ritiene che le stablecoin locali rappresentino un elemento fondamentale per lo sviluppo del credito in ambito DeFi in paesi come Argentina e Brasile, dove la maggioranza dei redditi è denominata in valuta locale.
Oggi molti protocolli di prestito impongono di indebitarsi in USDC o USDT, creando un rischio di cambio per chi percepisce lo stipendio in pesos o reais. L’adozione di stablecoin locali ridurrebbe questo rischio, rendendo il credito più coerente con la reale struttura dei flussi di reddito locali.
Contesto regolatorio e strategia commerciale
Lo sviluppo della strategia di Ripio avviene in un contesto domestico complesso. Serrano attribuisce alcuni risultati macro positivi al presidente Javier Milei, ma osserva che una visione politica molto focalizzata su certe priorità può lasciare poco spazio alle iniziative crypto, nonostante convergenze ideologiche con il libertarianismo.
Sebastián Serrano ha dichiarato:
“Milei ha fatto bene sulla macroeconomia, ma ha una visione a tunnel che limita lo spazio per le crypto.”
L’evoluzione della regolamentazione e i costi legati alle licenze e alla compliance hanno indotto alcune piattaforme internazionali a rivedere la loro presenza locale. Serrano sottolinea come i servizi finanziari richiedano forte localizzazione e che mantenere operazioni locali non sia sempre sostenibile dal punto di vista economico.
Per questo motivo Ripio ha scelto di concentrarsi sul B2B: anziché competere con ogni singola applicazione retail sul trading o sui servizi di carta garantiti da Bitcoin, l’azienda mira a diventare il fornitore di infrastruttura dietro più piattaforme, piuttosto che affrontarle sullo stesso terreno.
Perché il prossimo decennio potrebbe essere delle stablecoin
Con volumi on‑chain attribuiti alle stablecoin su livelli estremamente elevati a livello globale, la visione di Ripio è che queste asset giocheranno un ruolo centrale nei pagamenti digitali, nelle rimesse transfrontaliere e nella tokenizzazione di asset reali e finanziari.
Sebastián Serrano ha dichiarato:
“Sarà il decennio delle stablecoin.”
La tokenizzazione di titoli sovrani e di altri asset liquidi potrebbe aumentare l’efficienza del mercato secondario, migliorare la trasparenza e ampliare l’accesso agli investimenti per operatori globali e locali. Al tempo stesso, questa evoluzione richiede adeguamenti normativi, standard di custodia e soluzioni per la gestione del rischio operativo e legale.
Considerazioni finali
La strategia di Ripio mette in luce come la convergenza tra stablecoin, tokenizzazione di asset tradizionali e integrazione con conti in valuta locale possa facilitare l’adozione on‑chain su larga scala. Il successo di questo percorso dipenderà dall’evoluzione regolamentare, dalla capacità delle piattaforme di garantire interoperabilità e dalla fiducia degli utenti e degli istituti finanziari nella nuova infrastruttura digitale.