Hong Kong mette in luce una regolamentazione equilibrata degli asset digitali a Davos
- 20 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Al World Economic Forum a Davos, il Segretario delle Finanze di Hong Kong, Paul Chan, ha difeso il principio regolatorio della città sintetizzato nella formula «stessa attività, stesso rischio, stessa regolamentazione» per gli asset digitali, sostenendo la necessità di un approccio equilibrato tra innovazione e tutela dei mercati.
Paul Chan ha detto:
“Gli asset digitali devono servire l’economia reale. Ma dobbiamo anche costruire robuste barriere di tutela per affrontare i rischi per la stabilità finanziaria, l’integrità del mercato e la protezione degli investitori.”
Con questa impostazione, Hong Kong sta applicando una logica basata sul profilo di rischio delle attività piuttosto che sulla sola tecnologia impiegata. Il criterio «stessa attività, stesso rischio, stessa regolamentazione» orienta l’azione delle autorità nel determinare requisiti prudenziali, requisiti di licenza e misure di supervisione per gli operatori del settore.
Tra le misure già introdotte figurano un regime di licenze per le piattaforme di scambio di asset virtuali e sperimentazioni coordinate dal Hong Kong Monetary Authority (HKMA) per testare transazioni che coinvolgono depositi tokenizzati e altri asset digitali. Le autorità hanno inoltre annunciato l’intenzione di rilasciare licenze per i stablecoin entro il primo trimestre, mentre il mercato ha visto emissioni di green bond tokenizzati per finanziare progetti ambientali, per un controvalore complessivo significativo a partire dal 2023.
La spinta di Hong Kong verso la tokenizzazione degli asset
Hong Kong, come regione amministrativa speciale della Cina, ha progressivamente valorizzato la tokenizzazione come caso d’uso concreto per gli asset digitali, promuovendo esperimenti sia nel settore privato sia tramite iniziative pubbliche-privato.
Un esempio pratico è la tokenizzazione di un fondo monetario in dollari statunitensi con un controvalore di circa 3,8 miliardi, realizzata da una controllata locale del China Merchants Bank e strutturata sulla BNB Chain tramite la gestione del fondo da parte di CMB International Asset Management. Operazioni simili mostrano come i titoli e i fondi possano essere emessi on-chain per aumentare l’efficienza dei regolamenti e della liquidità.
Il HKMA ha inserito la tokenizzazione tra le priorità della strategia Fintech 2030, adottando un quadro operativo denominato DART che pone l’accento su dati, intelligenza artificiale, resilienza e tokenizzazione. Sono previste oltre quaranta iniziative volte a consolidare un ecosistema di tokenizzazione nei prossimi cinque anni.
Progetti cross-border mostrano la dimensione internazionale di queste sperimentazioni: nel novembre 2025 una banca digitale brasiliana, Banco Inter, ha completato un pilota di finanziamento commerciale basato su blockchain in collaborazione con Chainlink, il Banco Centrale del Brasile e il HKMA, testando meccanismi di regolamento transfrontaliero tra Brasile e Hong Kong. Questi progetti assumono rilievo anche perché i due paesi sono partner commerciali significativi e membri del blocco BRICS.
Quadro normativo e sperimentazioni
La scelta di regolamentare in base al rischio operativo richiede strumenti di supervisione sofisticati: controlli di liquidità e capitale per le piattaforme, regole sulle custody e requisiti di governance per gli emittenti di stablecoin e per i veicoli che gestiscono asset tokenizzati. Il lavoro delle autorità include sia l’adozione di regole vincolanti sia programmi pilota e sandbox per sperimentare soluzioni tecnologiche in ambiente controllato.
Un punto chiave è la tutela degli investitori e l’integrità del mercato: la tokenizzazione può migliorare la trasparenza e la tracciabilità, ma introduce anche nuovi rischi operativi e tecnologici che richiedono requisiti di resilienza, auditabilità e interoperabilità tra infrastrutture diverse.
Implicazioni per mercati e policy
Per gli operatori finanziari e per i regolatori il bilanciamento tra innovazione e stabilità è cruciale. Un quadro che segua la regola «stessa attività, stesso rischio, stessa regolamentazione» punta a evitare arbitraggi regolamentari basati sulla tecnologia, assicurando che soggetti con funzioni analoghe siano soggetti a requisiti omogenei.
Sul piano internazionale, i progetti di tokenizzazione e gli scambi transfrontalieri evidenziano la necessità di cooperazione tra autorità di vigilanza, standard tecnici condivisi e meccanismi di comunicazione per la supervisione congiunta. Ciò è rilevante sia per facilitare il commercio e i pagamenti internazionali sia per limitare rischi sistemici e pratiche non conformi.
Nei prossimi mesi il rilascio di licenze dedicate e l’avanzamento dei pilota pubblici e privati offriranno elementi concreti per valutare l’efficacia del modello regolatorio di Hong Kong e la sua possibile adozione o adattamento in altre giurisdizioni interessate alla tokenizzazione e all’integrazione degli asset digitali nei mercati finanziari tradizionali.